SustainabilityModa green a 21 miliardi al 2030
«Il mercato dell’abbigliamento sostenibile crescerà costantemente dai 10,2 miliardi di dollari del 2022», ha spiegato a MFF Erika Andreetta di PwC Italia. Oltre il 34% delle nuove generazioni sceglie prodotti eco-friendly
«Il mercato dell’abbigliamento green è proiettato a 21 miliardi di dollari nel 2030, crescendo costantemente dai 10,2 miliardi del 2022, con un cagr del 9% annuo». A dirlo è Erika Andreetta, Emea fashion & luxury leader e partner PwC Italia, che ha realizzato per MFF una ricerca ad hoc sul settore e i suoi sviluppi. Secondo l’esperta, l’incremento vedrà come principali driver l’adozione di nuove tecnologie, l’uso di materiali alternativi, l’aumento della disponibilità e dell’uso di fibre ecologiche e dell’impiego di materiali riciclabili. «Possiamo aspettarci che gli investimenti in nuovi materiali e processi portino a un abbattimento dei costi e ad economie di scala», ha aggiunto.La mancanza di una definizione standardizzata per l’abbigliamento sostenibile, ha spiegato Andreetta, complica il processo d’acquisto per i consumatori, che si trovano ad affrontare una serie di domande. Nonostante le sfide, il mercato della moda green mostra una traiettoria positiva di crescita con le vendite che aumentano anche grazie a un’offerta sempre più ampia. Ma la domanda rimane. Quanto peso ha la sostenibilità nelle decisioni d’acquisto, soprattutto in momenti di difficoltà economica? «Rispondere è complesso, ma i sondaggi suggeriscono che la consapevolezza è in aumento», ha chiosato l’esperta.
Nel Monitor for circular fashion 2023 di PwC, il 60% degli intervistati si è detto d’accordo nel ritenere che il rispetto dell’ambiente orienti le proprie scelte di acquisto e il 40% si è dichiarato disposto a pagare un premium price fino al +10% per un prodotto sostenibile. Tuttavia, le dichiarazioni nei sondaggi potrebbero non sempre riflettere il reale comportamento d’acquisto, specialmente in un contesto macroeconomico con alta inflazione come quello attuale.Il punto di vista dei consumatori è stato colto da PwC e Sda Bocconi con l’indagine Circular fashion survey on new generations per il Monitor for circular fashion. Tra maggio e luglio scorso sono state intervistate oltre 2.400 persone tra Gen Z (61%), Millennials (27%), Boomer e Gen X (11%). L’88% del campione è preoccupato per il futuro del pianeta e il 72% si dichiara disposto a cambiare le proprie abitudini per proteggere l’ecosistema. Il 34% dei consumatori ha sia venduto che acquistato prodotti di seconda mano. Oltre il 34% delle nuove generazioni sceglie prodotti sostenibili che possano aiutare a proteggere l’ambiente e con un packaging eco-friendly.
Inoltre, il 57% pensa che le aziende di moda non siano abbastanza trasparenti nel condividere le informazioni relative ai propri prodotti con impatto ambientale e composizione dei prodotti che sono le informazioni più rilevanti per le nuove generazioni. Infine, il 39% dichiara di essere disposto a pagare fino a un 10% in più per un prodotto realmente sostenibile.In aggiunta, ha detto l’esperta, è importante sottolineare che se la moda sostenibile sta vivendo una crescita significativa, questo trend si riflette non solo nelle nuove produzioni ma anche nel settore del fashion second hand. Piattaforme come Vinted e Vestiaire collective stanno guadagnando popolarità, dimostrando un aumento considerevole nella consapevolezza e nell’adozione da parte dei consumatori. «Questo fenomeno non solo amplia le opzioni per i consumatori, ma contribuisce anche a ridurre la pressione sulla produzione di nuovi capi, sostenendo così la sostenibilità complessiva della fashion industry. In questo contesto, il mercato della moda sostenibile è quindi sottostimato riferendosi principalmente a capi nuovi e non anche ai capi di seconda mano che vengono reimmessi sul mercato», ha concluso Andreetta. (riproduzione riservata)