SustainabilityMilano unica ora al via nel segno del green
La 40ª edizione del salone del tessile mette l’accento sulla sostenibilità con un record di espositori a quota 723 aziende. «Il 2025 è partito con più ombre che luci ma è atteso un cambio di passo a fine anno», spiega a MFF il presidente della fiera Simone Canclini

Milano unica inaugura la sua 40ª edizione con un record assoluto di espositori in vent’anni di storia. Da oggi fino a giovedì saranno infatti 723 le aziende che presenteranno le novità primavera-estate 2026 al salone italiano del tessile e degli accessori dell’alto di gamma, a Rho Fiera. Un incremento del 19% rispetto all’edizione di febbraio 2024, che conferma la crescente rilevanza della kermesse sul piano internazionale. «Negli ultimi anni abbiamo privilegiato la qualità sulla quantità, puntando su aziende italiane ed europee innovative e sostenibili», spiega a MFF Simone Canclini, presidente di Milano unica. «Questa coerenza ci ha ripagato con un grande successo di adesioni, che testimonia che la fiera è sempre di più un punto di riferimento globale per il settore». In questo quadro, la sostenibilità gioca un ruolo centrale, con il 98% degli espositori che la scorsa edizione ha presentato materiali con caratteristiche green.
Ora le aspettative sono riposte sull’approvazione da parte del governo della direttiva europea sulla responsabilità estesa del produttore, che libererà fondi per investire sulla circolarità. Nel dettaglio, saranno 556 gli espositori nei tre saloni Ideabiella, Moda in e Shirt avenue, di cui 447 italiani e 109 europei. A questi si aggiungono i 150 presenti negli Osservatori Korea e Japan e nelle aree speciali, oltre a 17 case editrici. La fiera, realizzata con il sostegno del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e di Ice agenzia, accoglie tra le novità le installazioni The cube still frames e Beyond tailoring, oltre alla mostra «Anna Piaggi, parole e taffetà» (vedere altro articolo in pagina) organizzata da MinervaHub. Mentre si guarda già al prossimo appuntamento di luglio per i veri e propri festeggiamenti del 40°, con un evento in programma al Teatro alla Scala, come anticipa a MFF il presidente Canclini.

Milano unica apre oggi la sua 40ª edizione. Un momento di festa e di bilanci…
È un traguardo importante, che ci vede arrivare tutti insieme uniti con un record assoluto di adesioni, segno del successo della fiera. Celebreremo questo anno speciale con un grande evento al Teatro alla Scala durante la prossima edizione di luglio. In particolare, offriremo a espositori, clienti e amici di Milano unica la possibilità di assistere allo spettacolo del Lago dei cigni.
Negli ultimi anni, il salone ha favorito la qualità della proposta rispetto alla quantità. In che modo questo ha ripagato?
Il punto di forza è stato il rigore nei criteri di ammissione degli espositori. Abbiamo scelto di puntare solo su aziende italiane ed europee di qualità, che hanno prodotti innovativi sotto il profilo stilistico e che lavorano in modo serio sulla sostenibilità. Questa coerenza ha portato a fare di Milano unica un punto di riferimento globale per chi cerca un prodotto tessile di eccellenza.
Quanta affluenza vi aspettate?
Le pre-adesioni dei buyer sono state numerose, sia dall’Italia che dall’estero, per cui stimiamo un incremento del numero dei compratori e della loro qualità rispetto alla precedente edizione. Un ruolo fondamentale nell’incoming è stato svolto come sempre da Ice agenzia, che ha contribuito al successo della fiera con il suo costante supporto.

Quali sono i progetti di punta?
Crediamo nel potenziale delle aree speciali, tra cui la Innovation area, Mare di moda e Start-up textile connection, che ormai sono partner molto importanti per noi. A esse si affiancano una serie di progetti focalizzati su innovazione e creatività, quali The cube still frames, Beyond tailoring e la mostra «Anna Piaggi parole e taffetà», che rafforzeranno il percepito della fiera come hub di ricerca che ha il compito di incoraggiare il rapporto tra passato, presente e futuro.
Che aspettative avete per questa edizione?
Credo sia importante mantenere alti sia il livello qualitativo che il successo raggiunti finora. Il nostro dovere adesso è di perseverare sulla linea tracciata.
Che momento è per il comparto dei tessuti e degli accessori made in Italy?
Secondo i dati di Confindustria moda, il settore ha chiuso il 2024 con un fatturato di circa 7 miliardi di euro, in calo del 7%, con l’export che ha perso l’8%. Tuttavia, ci sono segnali positivi che vengono dall’Asia, ad esempio con la Cina e Hong Kong che sono tornate a crescere, mentre le vendite a volume nei nove mesi hanno registrato una contrazione più contenuta (-1,3%). Il 2025 è iniziato con più ombre che luci, ma l’aspettativa, come dicono gli analisti, è che ci sia un rimbalzo verso la fine dell’anno. In questa crisi, gli imprenditori tessili hanno dimostrato di essere resilienti, quindi sono convinto che alla fine ne usciremo rafforzati.
Quali sono le priorità delle aziende tessili italiane per l’anno in corso?
Sarà essenziale restare coerenti con i nostri punti di forza, cioè l’innovazione stilistica e la qualità, ed essere ancora più efficaci ed efficienti in tema di sostenibilità e tracciabilità.
In quale direzione state lavorando con le istituzioni?
Ci sono tutti i presupposti affinché quest’anno venga approvata dal governo la direttiva europea sulla responsabilità estesa del produttore. Si tratta di uno strumento importante che, una volta legge, permetterà di investire in maniera virtuosa sulla circolarità, portando nuova linfa e innovazione al settore e fornendo gli strumenti per combattere le imprese che lavorano a basso costo. (riproduzione riservata)