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Sustainability

L’Ue da luglio vieterà alle aziende di distruggere scarpe e abiti invenduti

L’obiettivo è quello di ridurre un volume di emissioni di Co2 pari a 5,6 milioni di tonnellate, equivalente a quello di quasi tutta la Svezia. Il divieto si applicherà alle grandi aziende dal 19 luglio, per quelle di medie dimensioni si attenderà il 2030

di Alessandra Oristano
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La sede della Commissione europea a Bruxelles (ph official website)
La sede della Commissione europea a Bruxelles (ph official website)

La Commissione europea ha adottato nuove misure di eco-design per impedire alle grandi aziende dell’Unione europea di distruggere calzature e abbigliamento invenduti a partire dal 19 luglio 2026. La notizia condivisa dall’agenzia di stampa Reuters si pone l’obiettivo di limitare una pratica che ogni anno genera un volume di emissioni di Co2 equivalente a quello della Svezia. «Il settore tessile sta guidando la transizione verso la sostenibilità, ma le sfide permangono. I dati sui rifiuti mostrano la necessità di agire», ha dichiarato Jessika Roswall, commissaria europea per l’ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva.

Ogni anno, tra il 4% e il 9% dei capi di abbigliamento invenduti e inutilizzati viene distrutto in Europa, generando circa 5,6 milioni di tonnellate di emissioni di Co2. Le misure adottate fanno parte del Regolamento ecodesign for sustainable products (Espr), un pacchetto legislativo entrato in vigore nell’Ue a luglio del 2024 che promuove il riutilizzo e il riciclo dei prodotti. Si vuole così incoraggiare il settore dell’abbigliamento a muoversi «più rapidamente verso pratiche più ecologiche e a compiere un nuovo passo nella promozione dell’economia circolare in tutta l’Unione europea», ha dichiarato la Commissione Ue.

Il divieto di distruzione si applicherà alle grandi aziende dal prossimo 19 luglio e si prevede che le aziende di medie dimensioni dovranno seguire l’esempio a luglio 2030. Tra le nuove misure adottate all’interno dell’Espr, sono state chiarite le circostanze in cui sarà consentita la distruzione degli inventari, inclusi motivi di sicurezza, danni ai prodotti e violazioni della proprietà intellettuale, ed è stato introdotto un formato armonizzato per consentire alle aziende di riportare il volume di merci che stanno smaltendo. (riproduzione riservata) 

Orario di pubblicazione: 09/02/2026 18:01
Ultimo aggiornamento: 09/02/2026 18:32
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