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Sustainability

Il lusso green scende in campo a Copenhagen

Kering, Brioni, Ralph Lauren e Ganni saranno alcuni dei protagonisti del Global fashion summit, evento in scena da domani fino al 23 maggio nella capitale danese. «C’è volontà da parte dei gruppi di accelerare nella transizione sostenibile. Dall’Europarlamento ci aspettiamo azioni comunitarie», dice a MFF Federica Marchionni, ceo dell’associazione

di Alice Merli
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Una veduta di Copenhagen (ph Daniel Rasmussen, Visit Copenhagen official website)
Una veduta di Copenhagen (ph Daniel Rasmussen, Visit Copenhagen official website)

«Vedo nel settore lusso la voglia di accelerare nel cambiamento sostenibile, c’è volontà da parte dei gruppi e dei brand del segmento di evolvere e arrivare a un punto di svolta. Ci sarà ancora strada da fare». Con queste parole Federica Marchionni, ceo di Global fashion agenda, spiega a MFF il momento di transizione verde del comparto, in occasione del Global fashion summit: Copenhagen edition 2024.

L'adv del Global fashion summit 2024 (courtesy Global fashion summit)
L'adv del Global fashion summit 2024 (courtesy Global fashion summit)

L’evento, creato dall’associazione no-profit, aprirà domani le porte fino al 23 maggio nella Concert hall della capitale danese. A scendere nell’arena, saranno proprio i player dell’alto di gamma e della moda, da Kering e Brioni, rappresentati rispettivamente da Marie-Claire Daveu, chief sustainability and institutional affairs officer del gruppo e dal ceo del brand di Kering, Mehdi Benabadji, fino a Ralph Lauren e Ganni. Accanto, anche Vf corp, Patagonia, H&M group, Ovs, Zalando, Gruppo Florence e molti altri. Il forum, ruotante attorno al tema Unlocking the next level, celebrerà anche il suo 15° anniversario.

«Per la scorsa edizione sono stata orgogliosa di portare al summit Lvmh, Kering è già pioniere sul campo e in passato abbiamo avuto anche Gucci e Bottega Veneta. Ho insistito per avere un spectrum a tutto tondo per capire le diverse modalità di approccio e trovare un comune denominatore. L’obiettivo è valutare quali azioni devono essere urgentemente implementate nel breve termine. Il prodotto di questi gruppi è durevole e di qualità, fa parte di un mondo che richiede certe scelte e azioni operative. Ma una volta che decidono di agire, lo fanno in modo veloce», ha proseguito Federica Marchionni, spiegando due facce della stessa medaglia.

Federica Marchionni (courtesy Global fashion agenda)
Federica Marchionni (courtesy Global fashion agenda)

«Chi ha acquistato pmi o ha dichiarato che lo farà, come Prada, è sicuramente un passo avanti nella transizione green. Essere proprietari di filiera e investire nelle realtà produttive più piccole ti permette di educare e accelerare il processo e il progresso. Ma il punto è far sì che questo cambiamento venga davvero attuato. Sull’altro fronte, ci sono le pmi stesse, che hanno un impatto minore sull’ambiente ma sono svantaggiate perché più piccole e in difficoltà nel sostenere ad esempio i costi per i team di sostenibilità. A conclusione, quello che credo che succederà è che il lusso sarà definito sempre di più dalla scelte del consumatore, che vorrà essere certo del ben fatto e di un processo che rispetti il massimo degli standard eco. Non dimentichiamo che il costo del post è maggiore di quello del prevenire. Questa deve essere la grande priorità di tutti e ci deve tenere uniti».

Il ceo ha quindi evidenziato i tre obiettivi su cui verte l’impegno della Global fashion agenda: «Dall’Europarlamento ci aspettiamo politiche comunitarie per il comparto, che è la necessità di ogni Stato dell’Unione per creare armonia a livello non solo europeo ma mondiale. Per questo con Global fashion agenda partecipiamo alle tavole rotonde a Bruxelles per portare la voce delle industrie e ospitiamo i commissari al nostro summit, oltre a lavorare sempre con il Cop-Conference of parties e il G7. Secondo, vogliamo far sì che venga confluito il capitale negli innovator, con un’attenzione allo sviluppo. Accanto alla circolarità, l’innovazione è infatti la chiave per il futuro. È necessario creare più energia rinnovabile ma anche fibre nuove, bio-based. Terzo, puntiamo a implementare i progetti nei vari Paesi, dalla riduzione al consumo dell’acqua, all’azione del carbonio fino all’eliminazione del gap salariale».

Entrando nel vivo delle tematiche, in occasione del 15° anniversario, che attirerà oltre 1.000 stakeholder, tra cui fornitori, produttori e i manager dei brand accanto a politici e istituzioni, la Gfa ha pubblicato anche un’edizione speciale della Fashion ceo agenda, progettata per guidare le organizzazioni della moda verso il raggiungimento di una net positive industry entro il 2050, delineando cinque opportunità chiave.

«Le prime due sono operazionalizzare la sostenibilità e ridefinire la crescita, significa che chi produce profitto e vuole evolversi, anche attraverso la quotazione, deve farlo comunque tramite una gestione sostenibile. Terzo, l’attivazione dei consumatori, che deve guardare ai prodotti eco, quarto, dare priorità alle persone ovvero sostenere i diritti di tutti i lavoratori della supply chain, senza dimenticare nessuno. E infine, una mobilitazione basata sulla materialità porterà le persone a potersi informare di più sulla tracciabilità del prodotto», ha proseguito Marchionni.

«Questo anniversario è molto importante e arriva in un momento di riflessione e allarme nella crisi climatica. Siamo stati pionieri sul tema nel 2009 quando ancora non esisteva un’agenda verde, siamo partiti per portare la sostenibilità nelle agende di tutti. Se prima facevamo solo dei talk per educare, ora siamo passati a una action era. Ho cercato di rendere il summit più globale, chiamando più manifatture per rafforzare il dialogo e i progetti che già stiamo facendo in Cambogia, Vietnam e Bangladesh, ingrandito l’innovation forum, per mettere in contratto le aziende che espongono i loro materiali innovativi e le soluzioni di fine utilizzo». Aggiungendo: «Rilasceremo poi i dati raccolti tra i supplier della filiera italiana nell’ambito dell’iniziativa creata con Pwc sul gender pay gap, che proseguirà in Europa con l’analisi di altri Paesi manifatturieri, come Francia e Portogallo, mentre accoglieremo una rosa di studenti per inglobare la next generation nel cambiamento sostenibile», ha concluso. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 20/05/2024 19:30
Ultimo aggiornamento: 20/05/2024 19:30
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