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Sustainability

Filiera dell’abbigliamento, più efficienza e sostenibilità per riplasmare la catena del valore

Pratiche di approvvigionamento più competitive permettono alle aziende fashion di ridurre i costi, snellire le operazioni e rafforzare le relazioni con i fornitori. Queste le evidenze emerse dall’ultima analisi di McKinsey & company

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Un'operaia in un'industria tessile
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Puntare sull’efficienza, riequilibrare l’assetto di approvvigionamento, stringere relazioni strategiche con produttori e fornitori. E ancora, raggiungere ambiziosi obiettivi di sostenibilità e accelerare l’adozione di soluzioni digitali. Sono questi i cinque trend chiave che stanno riplasmando la catena del valore, con uno sguardo all’approvvigionamento e alla fornitura, emersi dall’ultima analisi a cura di McKinsey & company. La società di consulenza ha coinvolto 25 chief procurement officer del settore dell’abbigliamento, indagando le sfide e il potenziale collaborativo tra brand e fornitori.

Il report «Reimagining the apparel value chain amid volatility» mette in evidenza le tendenze che stanno ridisegnando l’approvvigionamento nel settore dell’abbigliamento e delle calzature, alcune delle quali sono già state implementate da alcuni player. «I brand che adottano le strategie migliori possono trarre vantaggio competitivo», sottolineano gli autori dell’indagine, che ha coinvolto i responsabili acquisti di aziende di moda globali che spendono circa 110 miliardi di dollari all’anno (pari a 101,3 miliardi di euro al cambio di oggi) in approvvigionamento e forniture.

«Sebbene ci si aspettasse che l’estensione delle supply chain globali riducesse le possibilità di un’interruzione, la pandemia e le conseguenti variazioni della domanda hanno portato a un esito diverso», prosegue l’analisi di McKinsey. «Il tema dell’approvvigionamento è diventato sempre più sfidante per le aziende, che si trovano ad affrontare sfide lungo tutta la catena del valore, tra cui le continue interruzioni dell’approvvigionamento causate dalla variazione della domanda, dalla volatilità dei prezzi dei materiali, dalla geopolitica, dalle problematiche commerciali globali, dall’aumento della concorrenza e dai cambiamenti normativi. Parallelamente, uno scenario caratterizzato da un’accelerazione dei cambiamenti e da una forte concorrenza richiede ai brand uno sforzo di adattamento». 

Quando la domanda dei consumatori è calata nell’ultimo anno, i retailer e i venditori wholesale si sono ritrovati con un massiccio eccesso di scorte, mentre i fornitori hanno dovuto affrontare cancellazioni di ordini e gestire il basso utilizzo, e McKinsey stima che quest’anno il settore potrebbe registrare l’impatto massimo dovuto ai cambiamenti della domanda in corso. Questa tendenza è ulteriormente amplificata dalle fluttuazioni della domanda e dall’effetto bullwhip. In sette dei maggiori Paesi esportatori di tessuti al mondo, il valore delle esportazioni di filati è calato di circa l’11% nel 2023 rispetto al 2022. Questa volatilità si è tradotta in scarse esportazioni di tessuti e in un eccesso di capacità produttiva, con un utilizzo delle fabbriche che è sceso dal 100% nel 2021 al 60%-70% nel 2023.

Quali sono quindi i focus in questo scenario? Innanzitutto, per la metà degli intervistati l’efficienza dei processi end-to-end rappresenta oggi una priorità nell’ambito dell’approvvigionamento. Parallelamente, quasi il 70% prevede di migliorare i costi di sourcing nel breve termine, il che ha portato a riflessioni su come migliorare la competitività e ottenere una crescita duratura. Per affrontare queste sfide, alcune aziende hanno implementato soluzioni strategiche che combinano dati e intelligenza artificiale, pratiche di approvvigionamento più competitive e strategie di negoziazione ed esecuzione migliorate. Ciò ha permesso di ridurre i costi in modo sostanziale, snellire le operazioni e rafforzare le relazioni con i fornitori.

In secondo luogo, la sfida complessa che i marchi devono affrontare oggi è quella di riequilibrare il proprio assetto di approvvigionamento, diversificando per migliorare la resilienza della catena di approvvigionamento, evitando un’eccessiva dipendenza da un’unica area geografica, e puntando al nearshoring per migliorare velocità, costi e agilità. Le imprese stanno poi rivalutando il proprio approccio nei confronti di produttori e fornitori, ponendo l’accento su partnership strategiche a lungo termine per migliorare la pianificazione della domanda e della produzione, la resilienza e l’efficienza, mentre a livello di sostenibilità stanno raddoppiando gli sforzi di compliance man mano che emerge un maggior numero di normative sul tema.

La riduzione delle emissioni nell’abbigliamento richiederà una stretta collaborazione con i produttori e i fornitori a monte in aree come la produzione, la preparazione e la lavorazione di materiali ad alta intensità energetica. Infine, negli ultimi anni le aziende sono state interessate da una crescente innovazione e digitalizzazione. Per sfruttare appieno il potenziale delle tecnologie digitali, le aziende devono dare priorità alla riprogettazione dei processi, al miglioramento della qualità dei dati e all’integrazione dei sistemi per consentire operazioni efficienti. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 03/06/2024 19:30
Ultimo aggiornamento: 04/06/2024 11:31
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