SustainabilityFashion pact lancia l’European accelerator. I big del lusso uniti per la decarbonizzazione delle filiere
Chanel, Zegna, Kering, Moncler e Prada insieme in un progetto per accelerare la transizione sostenibile del fashion system. L’iniziativa, che parte dall’Italia, introduce un modello condiviso di raccolta dati ambientali per semplificare la rendicontazione dei fornitori e favorire la riduzione delle emissioni lungo tutta la catena del valore
Fashion pact svela il progetto European accelerator per la decarbonizzazione delle filiere della moda. La nuova iniziativa è sostenuta da alcuni big del lusso internazionale tra cui Chanel, Ermenegildo Zegna, Kering, Gruppo Moncler e Gruppo Prada, che fanno fronte comune per promuovere un cambiamento sistemico verso la sostenibilità. Il progetto, che parte dall’Italia, si pone come piattaforma di collaborazione concreta tra brand, fornitori e istituzioni, con l’obiettivo di ridurre le emissioni, aumentare l’efficienza e favorire l’adozione di energie rinnovabili lungo tutta la catena del valore. Al centro del progetto, un questionario facoltativo e non esaustivo rivolto ai fornitori, sviluppato con il supporto tecnico di Quantis, società di consulenza del gruppo Bcg, che mira a semplificare la rendicontazione dei dati ambientali relativi a energia, acqua e rifiuti. Il modello, testato con 74 aziende italiane, consentirà una raccolta coerente e trasparente dei dati, riducendo gli oneri amministrativi e migliorando la qualità delle informazioni.
«Questo significativo livello di impegno collettivo rappresenta un passo importante per la nostra industria», ha dichiarato Eva von Alvensleben, direttore esecutivo e segretario generale di The fashion pact. «Promuovendo pratiche armonizzate nella raccolta dei dati ambientali, non solo rafforziamo la qualità e la coerenza delle informazioni sulla sostenibilità, ma riduciamo in modo significativo anche l’onere di rendicontazione per i fornitori. Questo approccio semplifica la supervisione lungo la catena del valore e aiuterà i brand ad accelerare le proprie strategie di decarbonizzazione. È la dimostrazione concreta della forza dell’azione collettiva nel promuovere un cambiamento sistemico».
L’iniziativa, che si svilupperà in tre aree interconnesse, raccolta dati, formazione dei fornitori e accesso ai finanziamenti, punta a sostenere concretamente la transizione ecologica delle filiere italiane, dove si concentra gran parte della produzione del lusso mondiale. Secondo le stime, serviranno 4,4 miliardi di euro entro il 2030 per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del settore europeo della moda. In questo scenario, The fashion pact propone un modello collaborativo in grado di superare frammentazioni e disparità, rendendo la sostenibilità un terreno condiviso di competitività.
«Per un reale progresso nel nostro settore, dobbiamo collaborare per trovare soluzioni condivise alle sfide comuni», ha commentato Edoardo Zegna, chief marketing and sustainability officer di Ermenegildo Zegna group. «Con l’European accellerator siamo riusciti a trovare un equilibrio tra l’esigenza dei brand di ottenere dati ambientali solidi e l’impegno richiesto ai fornitori per fornirli. Attraverso un approccio armonizzato, possiamo favorire l’adozione del questionario da parte di tutti i marchi del nostro settore». A fargli eco Lorenzo Bertelli, chief marketing officer e head of corporate social responsibility del Gruppo Prada, che aggiunge: «Creando un quadro armonizzato per la raccolta dei dati ambientali, l’iniziativa favorisce una rendicontazione più coerente e affidabile, rafforzando al contempo il nostro impegno comune a supportare la catena del valore. È una dimostrazione concreta dell’importanza dell’azione collettiva nell’accelerare la transizione del settore verso pratiche più sostenibili». (riproduzione riservata)