SustainabilityDa Ebay a Primark focus sulla circolarità
Riciclo, agricoltura sostenibile e second hand sono le tematiche clou al Global fashion summit 2025. Tra i protagonisti anche Veja, Hilfiger e per l’Italia Gruppo Florence e Pellemoda
Da Tommy Hilfiger a Veja, Primark e Ebay, le aziende della moda sono protagoniste del Global fashion summit. Decarbonizzazione della filiera, circolarità e implementazione di nuovi modelli di business green, da quelli basati sul riciclo e l’agricoltura sostenibile al second-hand di Ebay, che rappresenta il 40% dei capi d’abbigliamento sulla piattaforma nel 2024. Questi i temi al centro dei panel di quella che Federica Marchionni ha definito «una delle edizioni più critiche di sempre». Nel discorso inagurale, tenuto alla presenza della regina Mary di Danimarca, la ceo di Global fashion agenda ha sottolineato come siano «tempi difficili, dove le barriere economiche, dai dazi ai finanziamenti insufficienti, rappresentano una sfida per la moda che mette sotto pressione le catene di fornitura».
Lo sa bene Kalpona Akter, executive director del Bangladesh centre for worker solidarity, che si è espressa a favore dell’introduzione di un salario dignitoso per i lavoratori dell’industria tessile del sud-est asiatico, che con l’introduzione dei dazi potrebbero ora perdere il lavoro. Ma non è necessario andare dall’altra parte del mondo per imbattersi in episodi di sfruttamento dei lavoratori. Nel corso del suo intervento, Marchionni ha definito «inaccettabili» i casi di caporalato lungo la filiera produttiva del fashion che hanno interessato l’Italia nel corso dell’ultimo anno, e per cui in Lombardia è stato appena firmato da Camera nazionale della moda italiana e Confindustria moda un protocollo d’intesa per la legalità nei contratti di appalto.
Gruppo Florence, rappresentato dal ceo Attila Kiss, che ha posto l’accento sull’aggregazione per favorire la dignità dei lavoratori senza sacrificare efficienza e qualità. «I brand si sono resi conto che più che terzisti ormai siamo partner strategici con cui sviluppare progetti di sostenibilità oltre la produzione», spiega a MFF Azzurra Morelli, ceo della fiorentina Pellemoda, che produce capi in pelle per i big del lusso e da un paio d’anni ha intrapreso una strategia acquisitiva. «Abbiamo anticipato i tempi, rilevando prima un nostro subcontractor per la pelle a Orvieto, che ci ha permesso di avere un vantaggio competitivo e consolidare quell’aspetto di affidabilità che le aziende cercano, e ora due altre realtà del tessile per un totale di 70 persone». (riproduzione riservata)
- Crea un report sugli sviluppi e le iniziative delle aziende del settore della moda in tema di circolarità.
- Esistono report programmati che monitorano l'introduzione di dazi e il loro impatto sul settore tessile del sud-est asiatico?
- Quali sono le principali sfide e opportunità legate all'implementazione di modelli di business green nel settore moda?