SustainabilityConsorzio Ecotessili traccia le linee guida per il settore
Secondo recenti dati del Parlamento Europeo, l’Europa produce circa 16 milioni di tonnellate di rifiuti tessili all’anno, di cui solo il 12% viene riciclato. La realtà guidata da Giancarlo Dezio evidenzia il ruolo primario di rivenditori e produttori nel processo di transizione ecologica dell’industria della moda
Il consorzio Ecotessili traccia le linee guida per il settore in merito al tema ecologico. La realtà guidata da Giancarlo Dezio, a seguito delle nuove misure introdotte dal regolamento Ecodesign approvato in Parlamento Ue lo scorso aprile, si fa portavoce del ruolo primario e delle misure necessarie che rivenditori e produttori tessili devono intraprendere al fine di contrastare l’inquinamento causato dal settore tessile.
Secondo recenti dati del Parlamento europeo, l’Europa produce circa 16 milioni di tonnellate di rifiuti tessili all’anno, di cui solo il 12% viene riciclato. Mentre secondo i dati diffusi dall’Unione europea, la produzione tessile è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, passando dalle 58 milioni di tonnellate del 2000 ai 109 milioni di tonnellate del 2023. E la quota sarebbe destinata a crescere e raggiungere le 145 tonnellate entro il 2030. Per contrastare il fenomeno, e ridurre l’impatto sull’ambiente, l’Ue intende dimezzare gli sprechi tessili, aumentare il ciclo di vita e il riciclo dei tessuti, come parte integrante del piano per raggiungere un’economia circolare entro il 2050.
Ma entro il 2030 tutto questo dovrà cambiare, per via del regolamento di recente approvato, che prevede la progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili. Nello specifico, la misura comprende il divieto di distruzione di prodotti tessili e calzature invenduti e si pone l’obiettivo di favorire la riparazione e il riutilizzo per rendere il settore più sostenibile.
Il consorzio Ecotessili, in questo contesto, promuove e propone per il settore una serie di aspetti al fine di agire proattivamente. Un aspetto chiave sul quale sta lavorando è il rafforzamento del ruolo dei produttori. Rivenditori e dai produttori stessi, dovranno operare in maniera proattiva secondo le linee guida europee, assumendo una gestione diretta del rifiuto. Fondamentale poi, secondo il presidente di Ecotessili Dezio, definire e regolamentare attentamente il processo di raccolta dei rifiuti tessili, così come chiarire il ruolo della distribuzione, sia tradizionale sia online. In ultimo, sarà centrale anche la gestione delle fibre sintetiche, che richiede un approccio basato su un’analisi del ciclo di vita (Life cycle assessment) conforme alle discussioni in corso a livello europeo.
In questo senso, il ruolo dei sistemi collettivi diviene centrale anche nell'identificazione e sviluppo di tecnologie innovative per migliorare l’intero processo e sviluppare strumenti e linguaggi per educare sia i consumatori sia i produttori sull’importanza di gestire i rifiuti tessili in modo sostenibile.
«La responsabilità del produttore nella gestione dei rifiuti tessili è già in atto da quasi due anni e mezzo, suscitando un forte interesse nel definire un quadro normativo chiaro e operativo. Attraverso la collaborazione con le istituzioni, le imprese e gli altri attori della filiera, siamo determinati a guidare questa trasformazione verso un futuro più sostenibile per tutti», ha spiegato infine Dezio. (riproduzione riservata)