SustainabilityComparto fibre a +7%. Il cotone scende a -2,8%
Per Textile exchange il comparto tocca i 124 milioni di tonnellate nel 2023, due terzi derivanti dai sintetici. Il poliestere detiene oggi il primato del più prodotto
Il mercato delle fibre tessili cresce e con esso i materiali sintetici, a fronte invece di un calo dei riciclati e del cotone. Una performance, quella emersa dal Materials market report di Textile exchange, che aggrava i progressi futuri del comparto. Mano ai numeri, la produzione globale di fibre per categorie come abbigliamento, calzature e tessuti per la casa ha raggiunto il massimo storico di 124 milioni di tonnellate nel 2023, con un aumento del 7% sui 12 mesi procedenti, ed è prevista in corsa verso i 160 milioni di tonnellate al 2030.
Dei 124 milioni, le fibre sintetiche rappresentano circa i due terzi (67%) e sono aumentate di quasi il 12%. Un quarto (25%) arriva poi dalle fibre vegetali, per l’esattezza dal cotone per quasi l’intera totalità. Quest’ultimo, prima degli anni Duemila, era il più prodotto, oggi il primato è invece detenuto dal poliestere. Con il 57%, è incrementato del 3% nel 2023 e del 10% in cinque anni. I volumi di cotone sono invece diminuiti del 2,8% a 24,4 milioni nel 2023, mentre la quota nell’ambito di programmi di sostenibilità è rimasta stabile al 29%.
Il report evidenzia che il trend impatta sugli obiettivi climatici del comparto ed è attribuibile alla continua produzione delle fibre sintetiche di origine fossile e a prezzi più bassi, oltre alle limitazioni nelle tecnologie di riciclaggio. Solo meno dell’1% del mercato globale arriva da tessuti riciclati pre e post consumo. Infine, per le materie prime animali, la lana riciclata oggi vale il 6% del mondo wool. Le fibre certificate di mohair e cashmere hanno registrato una crescita notevole, con quote di mercato del 47%, mentre il volume di seta è calato del 54% in 9 anni. (riproduzione riservata)