HANetf fa conto sullo schema NetZero 2050
La piattaforma white-label vira a favore di scelte sostenibili e certificate, con l’obiettivo di decarbonizzare i portafogli
Il riscaldamento globale e la decarbonizzazione di aziende e portafogli di investimento è uno dei mega-trend più prorompenti dei nostri tempi, in quanto durerà per decenni. Se non si interviene, infatti, le temperature del nostro pianeta potranno salire di diversi gradi centigradi con conseguenze inaccettabili (siccità, inondazioni, etc) per i nostri sistemi economici e sociali. E per questo motivo la Conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi del 2015 si è conclusa con l’impegno di molti Paesi a limitare l’aumento della temperatura sotto 1,5 gradi. Sempre a livello europeo la Net-Zero 2050 è una nuova iniziativa della European Climate Foundation che mira a far si che l’Europa riesca a generare emissioni nette di gas serra pari a zero entro l’anno indicato. In questo contesto sfidante si collocano alcuni prodotti indicizzati lanciati da HANetf, piattaforma indipendente white-label per i prodotti indicizzati, sul mercato italiano, in particolare HANEtf iClima Global Decarbonisation Enablers e HANetf S&P Global Clean Energy Select HANzero. Focalizzandoci maggiormente su quest’ultimo, vale comunque la pena mettere in luce le differenze essenziali tra i due prodotti. IClima, infatti, è stato sviluppato da una azienda fintech a impatto (iClima Earth) ed offre esposizione alle aziende dedicate a servizi e prodotti che evitano l’emissione di gas serra in atmosfera quantificandone l’impatto, con focus sui settori energia e trasporti verdi, gestione dell’acqua e dei rifiuti, soluzioni per la decarbonizzazione. Mentre l’ultimo prodotto quotato, HANetf S&P Global Clean Energy Select HANzero fornisce esposizione alle 30 più grandi società pure play in biocarburanti, tecnologia delle celle a combustibile, energia geotermica, idroelettrica, solare ed eolica. Offrirà inoltre la possibilità di compensare l’emissione di carbonio generata dai propri investimenti, calcolando il valore giornaliero (da S&P-DJ) di carbonio emesso dalla gestione del portafoglio per ogni milione di dollari investito. Tale valore sarà poi compensato con progetti positivi per l’ambiente, certificati e selezionati dalla società South Pole, specialista nelle attività di compensazione del carbonio. La piattaforma HANzero, a cui appartiene lEtf analizzato, è uno schema gestito da HANetf che ha l’obiettivo di neutralizzare le emissioni di carbonio di un portafoglio classificate come Scope 1 e 2, attraverso l’acquisto di compensazioni di carbonio, scelte in grado di bilanciare il primo elemento negativo. Nello specifico, i progetti associati al prodotto S&P Global Clean Energy Select HANzero che riceveranno benefici diretti sono la conservazione della foresta di Topaiyo (in Papua Nuova Guinea) e l’impianto idroelettrico del fiume Musi (in Indonesia), sfide presenti tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. In sostanza, con tali azioni sostenibili si vorrebbero annullare le emissioni di gas serra associate ad un classico investimento. Su base trimestrale, HANetf fornisce a South Pole i dati sulle emissioni relative ai suoi fondi, South Pole elabora tali dati e richiede al registro pubblico di ritirare il numero equivalente di crediti di carbonio (le emissioni di gas serra che sono state ridotte o evitate in un dato anno) dai progetti indicati. South Pole fornisce poi un certificato di ritiro a HANetf per ogni transazione di compensazione del carbonio. Guardando alle caratteristiche dell’indice, si tratta di una versione più concentrata dell’S&P Clean Energy composto oggi da circa 80 posizioni, indice utilizzato da altri provider di Etf. Nel prodotto Select HANzero, infatti, i componenti sono fissati a 30 (in portafoglio oggi sono presenti 31 titoli azionari) con un cap sul singolo nome pari al 4,5% per evitare eccessive concentrazioni. Tra le maggiori partecipazioni si segnalano Verbund, EDP Renovaveis, Vestas Wind, Xinyi Solar, SolarEdge Technologies, Siemens Gamesa Renewable, First Solar, tutte a ridosso del cap indicato come peso. In termini di esposizione geografica, e quindi anche di rischio di cambio, il Nord America si colloca al 50% del portafoglio (di cui il 35% circa dedicato agli Stati Uniti), seguito dal 30% di Europa, 10% scarso di Asia (in particolare la Cina), 8% circa di Oceania. Il Ter è pari allo 0,55% annuo, mentre la frequenza di ribilanciamento dell’indice è su base semestrale con replica dell’indice di tipo fisico. (riproduzione riservata)