Hanetf punta sui titoli della difesa
L’emittente di replicanti white-label propone Etf sulla tecnologia militare e la cybersecurity, cavalcando la spesa in aumento
I rischi geopolitici si sono ripresentati con tutta la loro forza nel corso del 2022, proiettando il mondo e l’Europa in particolare indietro di una settantina di anni. L’invasione russa dell’Ucraina ha subito impattato sul sentiment azionario, ma alcuni settori si sono mossi bene per via di una serie di fattori legati al conflitto bellico. La spesa militare globale è in aumento, basti pensare che solo nel 2022 sono stati spesi 2200 miliardi di dollari per la difesa, il valore più alto di sempre, ma la maggior parte dei membri europei della Nato è ancora in ritardo rispetto all'obiettivo del 2% del Pil; e questa percentuale viene ora definita "un pavimento, non un tetto". L’investitore può approfittare di questa accelerazione nella spesa per la difesa, e per questo motivo Hanetf ha da poco listato anche in Italia l’Etf Eqm Future of Defence.
D'altronde, il settore della difesa è stato responsabile anche di molti progressi tecnologici rivoluzionari, da internet per arrivare ai computer e ai droni. Il bilancio della Difesa della Nato ha accelerato negli ultimi anni, e le aziende esposte alle spese degli alleati Nato come gli aerei militari, le attrezzature per la difesa e le applicazioni del futuro della difesa, la sicurezza informatica, potranno beneficiarne. Si prevede che il mercato globale della difesa crescerà a un tasso del 5,6% annuo per raggiungere una dimensione prevista di 718,12 miliardi di dollari entro il 2027, e il mercato globale della sicurezza informatica crescerà da solo quasi del 9% annuo, dal 2023 al 2027.
L'obiettivo fondamentale della Nato è quello di salvaguardare la libertà e la sicurezza degli Alleati con mezzi politici e militari, ed oggi nell’organizzazione sono presenti 30 membri. L'Agenzia europea per la difesa ha recentemente identificato il futuro della difesa: che comprende l'introduzione dell'intelligenza artificiale, di reti di comunicazione più veloci ma anche la fusione di interfacce cervello-computer e realtà aumentata/virtuale nel campo di battaglia, elementi che porteranno a una pervasiva robotizzazione della battaglia. Ci sarà anche un'integrazione tra uomini e macchine, mentre il cambiamento climatico e la migrazione globale porteranno a nuove malattie, catastrofi naturali e nuovi microbi resistenti agli antibiotici e altri farmaci, con connessi rischi biologici nonchè sviluppo di armi biologiche. L'approvvigionamento energetico rimarrà un importante fattore di dominio strategico e dal punto di vista della difesa l'energia rimarrà una sfida critica per la maggior parte dei sistemi. Le aree di difesa sono cinque: Cybersecurity (nel Vertice NATO del 2021 a Bruxelles, gli alleati hanno approvato una nuova politica globale di Difesa Cibernetica).
Per poter essere incluse nell'indice Eqm Future of Defence, a cui l’Etf è legato, le società devono soddisfare differenti condizioni. L'universo iniziale è composto da azioni globali negoziate in Borse di Paesi Nato o di alleati non Nato, dove più del 50% dei loro ricavi deriva dalla produzione e dallo sviluppo di aerei militari e/o attrezzature per la difesa (veicoli blindati e carri armati, sistemi d'arma e missili, munizioni e accessori, elettronica, e navi militari), o in ambito di sicurezza informatica. I componenti devono avere una capitalizzazione di mercato di almeno 1 miliardo di dollari statunitensi e un valore medio giornaliero degli scambi di almeno 1 milione di dollari. La ponderazione massima per Paese è del 60%, e i componenti devono essere conformi ai principi delle Nazioni Unite e dell’Ocse. Viene anche identificato un peso massimo del 5% per singolo nome, per evitare concentrazioni non volute.
Guardando al portafoglio attuale, aggiornato a fine giugno in base al factsheeet, a livello di settore il 54% è destinato a aziende industriali, seguite dal 46% di IT. Gli Usa valgono il 62% circa, seguite da Francia al 7%, UK e Israele al 6% ciascuno, Germania al 5% circa, e quote minori di Italia, Giappone e Corea del Sud. I singoli nomi a maggior peso sono Broadcom (5%), Check Point Software (4,6%), Rheinmetall (4,6%). Il P/e atteso dell’indice è prossimo a 19 (ma potrebbe mutare non di poco dopo il ribilanciamento dell’indice). Hanetf ha deciso di quotare la versione ell’Etf ad accumulazione dei proventi, ad un Ter annuo dello 0,49%. (riproduzione riservata)