Etf sul commercio on-line mondiale
HANetf rende disponibile un indice che mixa le potenzialità dell’e-commerce e degli emergenti ai filtri Esg
HANetf, piattaforma white-label specializzata nella creazione di prodotti indicizzati, ha recentemente quotato sul mercato italiano un Etf che unisce le due principali tendenze a livello di industria e flussi. Il prodotto HANetf Global Online Retail permette infatti di cavalcare con un solo click la tematica del commercio mondiale online e degli investimenti sostenibili, sia a livello di Paesi sviluppati che emergenti, con esposizione massima verso questi ultimi del 25%. Il fondo replicherà l’indice EQM Global Online Retail Growth, che identifica le aziende i cui ricavi provengono almeno al 60% dal commercio online o da marketplace di e-commerce. Il settore del commercio online è un segmento delle vendite al dettaglio a crescita molto alta. Sono numerosi i fattori sostengono la tendenza secolare del commercio online. A partire dal rallentamento dei negozi fisici a favore del commercio online, dalla penetrazione di internet e degli smartphone, dallo sviluppo tecnologico che porterà l’esperienza d’acquisto online a un nuovo livello, il tutto favorito dalla pandemia che ha impresso una notevole accelerazione a queste tendenze. Si tratta di una storia recente ma ad altissimo beta, dove le pietre miliari sono chiare. Per citarne qualcuna, nel 1995 nascono Amazon e Ebay, nel 2005 YouTube, nel 2007 viene lanciato l’iPhone, nel 2014 si quota Alibaba. In merito allo shopping on-line domina la Cina, che nel 2020 ha evidenzia scambi per circa 2.300 miliardi di dollari, seguita dagli Usa con circa 800 miliardi e a gran distanza UK, Giappone, etc. A livello mondiale si tratta di un commercio che vale circa 4300 miliardi di dollari e secondo alcune società di ricerche potrebbero salire a 5400 miliardi per il 2022. Gli acquisti attraverso smartphone sono così visti salire del 250% nei prossimi 5 anni, dove in Cina è WeChat Pay a fare la parte del leone. E anche gli acquisti on-line di beni alimentari ne hanno beneficiato, con un incremento lo scorso anno del 27% a livello europeo e del 54% per gli Usa. Entrando nel merito delle regole dell’indice, si segnala l’abbinamento tra lo sponsor dell’indice, EQM, e l’index provider, Solactive, che rispettivamente hanno ideato le logiche alla base del benchmark e mettono quest’ultimo a disposizione degli investitori. Affinché una società sia idonea ad entrare nell’indice, una parte significativa (60%) dei ricavi deve provenire dalle vendite al dettaglio online come servizi internet, commercio al dettaglio via internet, trasmissioni via internet, pubblicità online, giochi online, motori di ricerca e social network. Le aziende devono inoltre presentare ricavi trimestrali in crescita rispetto a quelli dell’anno precedente; nel caso in cui almeno 30 titoli non rispettino questo requisito, saranno selezionati i 30 migliori titoli in termini di aumento dei ricavi trimestrali rispetto quelli dell’anno precedente, classificati in ordine decrescente di tasso di crescita. Le candidate devono poi essere quotate in un mercato regolamentato, anche Adr o Gdr, e presentare una capitalizzazione di mercato di almeno 250 milioni di dollari, nonchè una media giornaliera di scambi di almeno un milione di dollari negli ultimi sei mesi. Ma l’altro elemento di spicco è inerente ai filtri di sostenibilità adottati, attraverso Minerva Analytics (gruppo Solactive). Le società individuate secondo i criteri precedenti vengono sottoposte ad una successiva selezione di tipo ESG, nel rispetto dei principi del Global Compact dell’ONU e del coinvolgimento nei settori delle sabbie bituminose, dei combustibili fossili e delle armi controverse. Le componenti finali riceveranno una ponderazione iniziale in base al tasso di crescita dei ricavi trimestrali rispetto al trimestre dell’anno precedente, con cap al 6% e valori minimi di rappresentatività allo 0,2%. L’Indice viene ricostituito e ribilanciato trimestralmente, ed oggi è composto da 44 azioni dove l’Asia vale il 42%, il Nord America il 40%, l’Europa la parte rimanente. I singoli nomi a peso maggiore sono Etsy (6,1%), Doordash (5,6%), Peloton Interactive (5,3%), Hellofresh (5,2%), Shopify (4,2%), etc. La replica dell’indice è di tipo fisico ed è concesso il prestito titoli. Il Ter è altino, 0,69% annuo, ma le potenzialità nel medio-lungo termine altrettanto consistenti per chi sa sopportare importanti saliscendi. (riproduzione riservata)