Akros, capitale garantito e cedole condizionate
Il rimborso a scadenza è protetto al 100% ma il rendimento annuale è vincolato a un andamento non negativo dell'indice sottostante
Alberto Micheli
29/02/2020
Si è chiusa ieri la fase di collocamento di una nuova serie di Equity Protection certificates targati Banca Akros: il prossimo 5 marzo sarà emesso a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 3%, una quota di costi di strutturazione pari allo 0,75% e una quota di costi legati alla gestione del rischio finanziario pari allo 0,93%: tutti questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione. A proposito di mercato, il prodotto ha già ricevuto l’ammissione a negoziazione sul segmento Cert-X di EuroTlx.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, cioè svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice Stoxx Global Select Dividend 100, un paniere che comprende 100 titoli dei Paesi sviluppati che presentano un elevato rendimento da dividendi, generalmente suddivisi in 40 azioni del Nord America, 30 dell’Europa e 30 di Asia e Pacifico. A seconda di come si muoverà il paniere nei prossimi anni, il certificato potrà offrire delle opportunità di guadagno di tipo cedolare. I rischi del prodotto sono decisamente inferiori rispetto a quelli di un eventuale investimento diretto nell’indice, per effetto proprio dell’opzione di protezione incondizionata, ma anche il potenziale di rendimento è naturalmente ridotto.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quasi sei anni (20 febbraio 2026), senza alcuna opzione autocallable. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare lo strumento in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura è piuttosto semplice e prevede il pagamento di una cedola annuale lorda pari al 2,25%, che sarà però vincolata all’andamento del sottostante: se nei giorni di valutazione previsti per l’evento cedola (19 febbraio 2021, 18 febbraio 2022, 17 febbraio 2023, 16 febbraio 2024, 21 febbraio 2025 e alla scadenza del 20 febbraio 2026), l’indice Stoxx Global Select Dividend 100 chiuderà a un livello pari o superiore al suo valore iniziale, che a sua volta sarà rilevato alla chiusura del prossimo 5 marzo, il certificato pagherà la cedola prevista, mentre in caso contrario il premio non sarà corrisposto, né potrà essere recuperato successivamente. Non è infatti previsto alcun effetto memoria. Attenzione che in caso di riscontro positivo, gli importi annuali saranno pagati solo a chi avrà in portafoglio i certificati nei giorni 25 febbraio 2021, 24 febbraio 2022, 23 febbraio 2023, 22 febbraio 2024 e 27 febbraio 2025: l’effettivo stacco avverrà cioè dopo cinque giorni lavorativi dalla data di validazione del pagamento. Paradossalmente, non sarà necessario avere in portafoglio i titoli nelle date di valutazione, ma solo nel giorno precedente allo stacco. A scadenza, il rimborso del capitale iniziale sarà infine garantito da una protezione integrale (100%), mentre la partecipazione all’eventuale performance positiva dell’indice sarà di fatto annullata dalla presenza di un Cap posto al 100% del valore nominale. Il rimborso finale sarà quindi sempre pari al prezzo di emissione, qualunque sarà lo scenario a scadenza: l’unica differenza riguarderà il pagamento o meno dell’ultima cedola, che come le altre sarà corrisposta solo in caso di chiusura non negativa del sottostante.
Rischio/rendimento. Questo certificato propone un investimento accostabile a una logica di tipo obbligazionario: considerando la protezione integrale del capitale iniziale, l’unico rischio di perdita che impone lo strumento è quindi essenzialmente riconducibile alla solvibilità dell’emittente, esattamente come accade per i bond. Si ricorda infatti che tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Quanto al potenziale di guadagno, si va un minimo pari a zero, che si realizzerà se il sottostante chiuderà in negativo ognuno dei prossimi sei anni, a un massimo del 2,25% lordo annuo, che si potrà ottenere se l’indice Stoxx Global Select Dividend 100 chiuderà invece ognuno dei prossimi sei anni con una performance non negativa. (riproduzione riservata)