In settimana hanno debuttato su Cert-X 17 nuovi Equity Fixed Premium certificates targati Banco BPM. Sono stati tutti emessi a un prezzo unitario di 100 euro, che non comprende alcuna commissione di collocamento visto che la distribuzione è avvenuta tramite “Direct listing”, cioè con la quotazione diretta dei prodotti sul mercato secondario, quindi senza alcuna fase preliminare di sottoscrizione.
Struttura e funzionamento. Questi strumenti sono riconducibili alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del valore nominale vincolata al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che per i 17 certificati di questa emissione è rappresentato da un singolo titolo o indice azionario. A seconda di come si comporterà il sottostante nell’arco dei prossimi anni, il relativo certificato potrà preservare il capitale investito o imporre una perdita proporzionale a quella che dovesse eventualmente maturare l’asset di riferimento, nel caso di forte ribasso dello stesso.
Prendendo come esempio il certificato su Bper Banca, la scadenza è di tre anni (26/11/2027) e non è prevista alcuna opzione di possibile esercizio anticipato: non è quindi previsto alcun meccanismo automatico di liquidazione che possa ridurre la durata dell’investimento, anche se la quotazione su Cert-X permetterà di negoziare i certificati su un mercato secondario efficiente, rendendo quindi possibile anche una chiusura anticipata della posizione secondo necessità, alle condizione espresse di volta in volta dal mercato stesso. Con cadenza mensile, partendo già dal prossimo 24 dicembre, questi certificati pagheranno una serie premi periodici di tipo incondizionato, che saranno cioè corrisposti indipendentemente dal comportamento del sottostante, quindi anche in presenza di uno scenario fortemente negativo. Nel caso del certificato su Bper Banca, sono previsti ben 36 importi addizionali di ammontare unitario pari a 0,73 euro, per un incasso totale superiore al 26% lordo in tre anni, 36 mesi appunto. Alla luce della natura incondizionata di questi premi mensili, l’ammontare complessivo che potrà essere incassato nell’arco dell’intera durata dell’investimento, potrà offrire all’investitore anche un utile ammortizzatore in caso di scenario fortemente negativo. Alla data di valutazione finale, infatti, il rimborso del capitale iniziale sarà vincolato al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante, che se dovesse essere superato, comporterebbe un esito negativo dell’investimento: concretamente, se il titolo o indice di riferimento chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posto al 60% dello strike per tutti i certificati su titoli, al 70% per quelli su azioni, l’investimento sarà rimborsato al prezzo di emissione (100 euro) oltre a pagare l’ultimo premio incondizionato. Se il sottostante chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato sarà liquidato a un importo finale che sarà commisurato alla perdita maturata dal sottostante stesso, fermo restando il pagamento dell’ultimo premio incondizionato, che rimarrà tale anche a scadenza.
Rischio/rendimento. Questo prodotto sposa una logica intermedia tra il contesto obbligazionario e quello azionario: lo schema dei premi periodici, per di più incondizionati, rimanda infatti alla realtà dei bond e proprio in relazione a questo parallelo, è inoltre bene ricordare che tutti i certificati sono anche esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Come detto, un rischio di natura azionaria interverrà invece sul rimborso del capitale a scadenza, per quanto l’opzione di protezione condizionata riduca in modo netto l’esposizione dello strumento alle variabili di mercato rispetto a un investimento diretto nel sottostante. (riproduzione riservata)
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