Un anno di cedole mensili garantite
A partire dal secondo anno i premi saranno vincolati al rispetto di una barriera posta al 50% o 60% a seconda dello strumento
Alberto Micheli
22/03/2025
In settimana hanno debuttato su Cert-X 12 nuovi Equity First Fixed Premium certificates targati Banco Bpm. Sono stati tutti emessi a un prezzo unitario di 100 euro, che non comprende alcuna commissione di collocamento visto che la distribuzione è avvenuta tramite “Direct listing”, cioè con la quotazione diretta dei prodotti sul mercato secondario, quindi senza alcuna fase preliminare di sottoscrizione.
Struttura e funzionamento. Questi strumenti sono riconducibili alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del valore nominale vincolata al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che per 10 certificati di questa emissione è rappresentato da un singolo titolo azionario, mentre per gli altri due da un paniere di tipo Worst of. A seconda di come si comporterà il sottostante nell’arco dei prossimi anni, il relativo certificato potrà preservare il capitale investito o imporre una perdita proporzionale a quella che dovesse eventualmente maturare l’asset di riferimento, nel caso di forte ribasso dello stesso.
Prendendo come esempio il certificato su Unicredit, la scadenza è di tre anni (17 marzo 2028) ed è accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di esercizio anticipato, che si attiveranno a partire alla fine del primo anno (12 marzo 2026) e nelle quali il certificato potrà essere liquidato al prezzo di emissione se il titolo bancario rispetterà il cosiddetto Livello di Soglia Rimborso Anticipato, posto al 100% dello strike. Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 17 aprile, lo strumento pagherà una serie di importi addizionali, che per tutto il primo anno saranno di tipo incondizionato (dal 17 aprile 2025 al 19 marzo 2026), mentre nel secondo e terzo saranno di tipo condizionato con effetto memoria (dal 17 aprile 2026 al 17 marzo 2028) e saranno pagati se il sottostante rispetterà un Livello Soglia Cedola posto al 60% dello strike. Per il certificato su Unicredit, è previsto il pagamento di un massimo di 36 importi addizionali di ammontare unitario pari a 0,75 euro. Alla luce della natura incondizionata dei primi 12 premi mensili, l’ammontare complessivo che potrà essere incassato nell’arco del primo anno dell’investimento, potrà offrire all’investitore anche un utile ammortizzatore in caso di scenario negativo. Alla data di valutazione finale, infatti, il rimborso del capitale iniziale sarà vincolato al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante, che se dovesse essere superato, comporterebbe un esito negativo dell’investimento: concretamente, se Unicredit chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posto al 60% dello strike, l’investimento sarà rimborsato al prezzo di emissione (100 euro) oltre a pagare l’ultimo premio di competenza più quelli eventualmente in memoria. Se il sottostante chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato pagherà un importo finale commisurato alla perdita maturata dal titolo bancario.
Rischio/rendimento. Questo prodotto sposa una logica intermedia tra il contesto obbligazionario e quello azionario: lo schema dei premi periodici, per di più in parte incondizionati, rimanda infatti alla realtà dei bond e proprio in relazione a questo parallelo, è inoltre bene ricordare che tutti i certificati sono anche esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Come detto, un rischio di natura azionaria interverrà invece sul rimborso del capitale a scadenza, per quanto l’opzione di protezione condizionata riduca in modo netto l’esposizione dello strumento alle variabili di mercato rispetto a un investimento diretto nel sottostante. (riproduzione riservata)