Al rialzo sulle utilities senza rischio
L'investimento protegge il capitale investito e offre anche un minimo effetto leva sull'eventuale performance positiva
Alberto Micheli
23/03/2024
A inizio settimana si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Equity Protection certificates targati Banco Bpm, destinati alla quotazione su EuroTlx. Lo strumento sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 28 marzo, mentre il 17 aprile sarà emesso a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2% e una quota di altri oneri pari all’1,20%: questi elementi di costo andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, cioè svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice settoriale EuroStoxx Utilities, che tra le principali componenti include titoli quali Iberdrola, Enel, Engie, E.on e Rwe. A seconda di come si muoverà il basket nei prossimi anni, il certificato potrà offrire una partecipazione lineare dell’eventuale rialzo del mercato, limitando i rischi di perdita in funzione della presenza di rimborso minimo garantito a scadenza. L’esposizione del prodotto è decisamente inferiore rispetto a quella di un eventuale investimento diretto nell’indice, per effetto proprio della presenza di un fattore di protezione, mentre il potenziale di rendimento non sarà limitato da alcun Cap.
Il certificato viene offerto con una scadenza di tre anni (16 aprile 2027), senza alcuna opzione di possibile esercizio anticipato, che possa ridurre la durata dell’investimento. L’orizzonte operativo dovrà quindi essere di ampio respiro, anche se la quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento secondo necessità, alle condizioni espresse di volta in volta dal mercato. La struttura è molto semplice, dal momento che non coinvolge particolari opzioni accessorie, se non quella che associata alla protezione del valore nominale. Di fatto, il prodotto prevede semplicemente un rimborso a scadenza proporzionale alla performance maturata dall’indice EuroStoxx Utilities, con un fattore di partecipazione al rialzo che tra l’altro include anche un minimo effetto leva, pari al 110%. Nel dettaglio, alla data di valutazione finale che cadrà il 9 aprile 2027, potranno verificarsi due scenari alternativi: a) se l’indice avrà saputo maturare una performance positiva rispetto al suo valore iniziale, che a sua volta sarà rilevato alla chiusura del 28 marzo prossimo, il certificato rimborserà un importo commisurato al guadagno registrato dal sottostante, con un fattore moltiplicativo del 110% e senza alcun Cap al rialzo; b) al contrario, se l’indice chiuderà al di sotto del suo valore iniziale, avendo cioè maturato una performance negativa, il certificato farà valere la sua opzione di protezione del valore nominale, garantendo un rimborso minimo pari al prezzo di emissione (1.000 euro), ammortizzando quindi il saldo negativo accumulato dall’indice. Da notare che il sottostante è la versione “Price” dell’indice EuroStoxx Utilities, che non reinveste cioè i dividendi staccati dai titoli compresi nel suo paniere: ciò significa che le cedole maturate nell’arco del periodo di durata dell’investimento non potranno contribuire al rendimento potenziale del certificato. Rispetto all’acquisto diretto del sottostante, la componente dividendi contribuisce a finanziare le opzioni di protezione e di minimo effetto leva.
Rischio/rendimento. Questo certificato propone un mix tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: la presenza di una relazione diretta tra il valore di rimborso a scadenza e l’andamento del mercato è assolutamente in linea con la realtà del mercato azionario, mentre la protezione integrale del valore nominale rimanda alla logica dei bond, anche considerando che il rischio di credito associato all’investimento è analogo a quella di un’obbligazione senior non subordinata. Questo strumento conferma una volta di più l’estrema flessibilità che possono offrire i certificati d’investimento in termini di bilanciamento del rapporto tra rischio e rendimento e nell’occasione propone una combinazione molto efficace, che sposa al meglio la ricerca di un potenziale guadagno e l’esigenza di preservare il capitale investito. (riproduzione riservata)