Akros, capitale garantito e cedole condizionate
Lo strumento offre una protezione integrale del valore nominale, ma paga i premi annuali solo in caso di scenario non negativo
Martedì 18 giugno si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Equity Protection certificates targati Banca Akros: si tratta di uno strumento destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 17 luglio, mentre il giorno 22 sarà emesso a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2%, una quota di costi di strutturazione pari allo 0,70% e una quota di costi legati alla gestione del rischio finanziario pari all’1,14%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, cioè svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice domestico Ftse Mib. A seconda di come si muoverà il principale paniere di piazza Affari, il certificato potrà invece offrire delle opportunità di guadagno di tipo cedolare. I rischi del prodotto sono decisamente inferiori rispetto a quelli di un eventuale investimento diretto nell’indice, per effetto proprio della protezione integrale del valore nominale, ma anche il potenziale di rendimento è ridotto.
Il certificato viene offerto con una scadenza di cinque anni (22 luglio 2024), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di possibile esercizio anticipato, che possa ridurre automaticamente la durata dell’investimento. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare lo strumento in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura è piuttosto semplice e prevede il pagamento condizionato di una cedola annuale prefissata: concretamente, con cadenza annuale sarà rilevato il valore dell’indice Ftse Mib e sulla base di queste rilevazioni il certificato potrà pagare o meno un premio lordo del 3,55%. In particolare, se nel giorno di valutazione per l’evento cedola, il sottostante chiuderà a un livello pari o superiore al 100% del valore iniziale dell’indice, che a sua volta sarà rilevato il prossimo 22 luglio, il certificato pagherà la cedola prevista, mentre in caso contrario il premio non sarà corrisposto, né potrà essere recuperato successivamente. In sostanza, la cedola annuale sarà corrisposta solo negli esercizi in cui l’indice domestico farà segnare una performance non negativa rispetto al suo valore iniziale. A scadenza, il rimborso del capitale iniziale sarà invece garantito da una protezione integrale (100%): indipendentemente dall’andamento del sottostante, il certificato sarà quindi sempre liquidato al 100% del suo valore nominale (100 euro). A questo proposito occorre però sottolineare che l’opzione di protezione del capitale viene garantita solo a scadenza e quindi in caso di vendita anticipata, il valore di mercato dello strumento potrebbe risultare anche inferiore a quello di emissione.
Rischio/rendimento. Questo certificato propone un investimento accostabile a una logica di tipo obbligazionario: considerando la protezione integrale a scadenza, l’unico rischio di perdita che impone lo strumento è essenzialmente riconducibile alla solvibilità dell’emittente, esattamente come accade per i bond. Si ricorda infatti che tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Quanto al potenziale di guadagno, le cedole annue di questo certificato si attestano al 3,55% lordo e sono tutte condizionate, senza alcun effetto memoria. Ciò significa che il rendimento effettivo dipende dalla capacità del Ftse Mib di confermarsi ogni anno in territorio non negativo rispetto ai valori correnti. L’eventuale mancato incasso di una cedola ridurrà il rendimento loro al di sotto del 3% annuo, mentre l’eventuale mancato incasso di due cedole potrà comprimere il rendimento attorno al 2% lordo. L’esposizione al rischio di mercato non inciderà sul rimborso del capitale, ma avrà un impatto decisivo sulla sua effettiva redditività. (riproduzione riservata)