Akros, Maxi cedola e capitale garantito
Lo strumento pagherà un primo premio maggiorato già dopo tre mesi dall'emissione, mentre il rimborso a scadenza è garantito
Alberto Micheli
02/09/2023
Si chiuderà il prossimo 23 ottobre la fase di collocamento di una nuova serie di Equity Protection certificates targata Banca Akros, che sarà poi ammessa a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà emesso venerdì 27 ottobre a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota massima di commissioni di collocamento pari all’1,80% più una quota di altri costi pari all’1,70% del valore nominale: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, quindi svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di indici EuroStoxx50 ed EuroStoxx Banks, secondo il classico meccanismo “Worst of”. A seconda di come si muoveranno i due benchmark, il certificato potrà offrire delle opportunità di guadagno di tipo cedolare. I rischi del prodotto sono decisamente inferiori rispetto a quelli legati all’eventuale investimento diretto nei due indici, per effetto proprio della presenza di una protezione incondizionata del capitale, ma anche il potenziale di rendimento è naturalmente più sacrificato.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni e tre mesi (27 gennaio 2028) e non prevede alcuna finestra di possibile esercizio anticipato. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare lo strumento secondo necessità, alle condizioni espresse dal mercato in ogni momento. La struttura prevede il pagamento condizionato di una prima cedola maggiorata già all’inizio del prossimo anno (29 gennaio 2024), che sarà poi seguita da altre tre cedole di ammontare inferiore, che potranno essere corrisposte a gennaio 2026, 2027 e 2028. Ci sarà quindi un salto di due anni tra la prima cedola e la seconda, anche se in realtà la deroga alla cadenza annuale degli importi è limitata a soli tre mesi, perché in effetti la cedola di competenza del primo anno dovrebbe essere pagata a gennaio 2025 e viene invece anticipata a gennaio 2024. Da ottobre 2023 a gennaio 2025 ci sarebbe un divario di “soli” 15 mesi, appunto tre in più rispetto alla teorica cadenza annuale. Nel dettaglio, il primo premio sarà del 9% lordo, mentre i successivi saranno del 2,90% e saranno tutti pagati se nessuno dei due sottostanti avrà maturato una perdita superiore al 50%. Se anche uno solo dei due indici non rispetterà tale vincolo, il premio di quell’anno non sarà pagato, né potrà essere recuperato successivamente, dal momento che non è previsto alcun effetto memoria. A scadenza, il rimborso del capitale sarà infine garantito da una protezione integrale (100%) e limitato da un Cap posto anch’esso al 100% del prezzo di emissione: indipendentemente dall’andamento dei due indici in gioco, il certificato sarà quindi sempre liquidato al suo valore nominale (1.000 euro), senza alcuna possibilità di maturare una perdita, ma nemmeno di partecipare all’eventuale performance positiva che i due benchmark potranno eventualmente maturare. A questo proposito va ricordato come la protezione del valore nominale sarà garantita solo a scadenza, mentre durante la vita del prodotto il prezzo del certificato potrebbe scendere al di sotto della parità anche in modo sensibile, soprattutto in presenza di uno scenario fortemente negativo, che rendesse meno probabile il pagamento dei premi, ma anche per effetto di un eventuale aumento dei tassi, che rendesse meno appetibili i premi fissi previsti da questa emissione.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica totalmente sbilanciata verso la realtà obbligazionaria: considerando la protezione integrale a scadenza, l’unico rischio di perdita è infatti essenzialmente riconducibile alla solvibilità dell’emittente, come accade per i bond. Si ricorda infatti che tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior. Quanto al potenziale di guadagno, le cedole di questo certificato sono di tipo condizionato e per di più senza effetto memoria, ma sono vincolate a una soglia abbastanza generosa, considerando soprattutto che gli indici hanno una volatilità storicamente inferiore rispetto alle azioni, e quella più corposa sarà corrisposta praticamente subito, quindi non dovrà sottostare al rischio di mercato per più di tre mesi. (riproduzione riservata)