Doppia opportunità di guadagno da Akros
Il certificato può pagare una cedola e partecipare all'eventuale performance positiva del sottostante, proteggendo il capitale
Alberto Micheli
18/02/2023
Si chiuderà venerdì prossimo 24 febbraio la fase di collocamento di una nuova serie di Equity Protection certificates targata Banca Akros, che sarà poi ammessa a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà emesso martedì 28 febbraio a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2% più una quota di altri costi pari all’1,83% del valore nominale: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, quindi svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice EuroStoxx Select Dividend 30. A seconda di come si muoverà il benchmark continentale, il certificato potrà offrire una doppia opportunità di guadagno, una di tipo cedolare, l’altra legata alla performance finale dell’indice. I rischi del prodotto sono decisamente inferiori rispetto a quelli legati all’eventuale investimento diretto nel sottostante, per effetto proprio della presenza di una protezione incondizionata del capitale, ma anche il potenziale di rendimento è naturalmente più contenuto.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni e quattro mesi (30 giugno 2027) e non prevede alcuna finestra di possibile esercizio anticipato. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare lo strumento secondo necessità, alle condizioni espresse dal mercato in ogni momento. La struttura prevede il pagamento di un’unica cedola condizionata dopo 13 mesi (31 marzo 2023), che sarà corrisposta se il sottostante rispetterà il cosiddetto “Livello di Soglia Cedola”, posto al 30% del valore iniziale dell’indice, che a sua volta sarà rilevato a fine mese: se tra poco più di anno l’EuroStoxx Select Dividend 30 non avrà quindi perso più del 70% dal suo valore corrente, il certificato pagherà importo addizionale pari all’8,5% lordo. A questo elemento di potenziale guadagno si sommerà poi l’eventuale rendimento a scadenza, che sarà proporzionale all’eventuale performance positiva del sottostante. Alla data di valutazione finale (23 giugno 2027) potranno infatti verificarsi due scenari alternativi: a) se l’indice avrà saputo maturare un guadagno rispetto al suo valore iniziale, il certificato replicherà integralmente tale performance positiva fino a un limite di rimborso massimo posto al 140% del suo valore nominale (Cap). Il certificato beneficerà quindi per intero del rialzo del sottostante, dovendo però sottostante a un tetto di rimborso di 1.400 euro; b) se l’indice chiuderà invece con una perdita, il certificato garantirà la protezione integrale del valore nominale, rimborsando il 100% del prezzo di emissione (1.000 euro). Anche nello scenario più negativo possibile, l’investimento sarà quindi protetto dal rischio di perdita.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica parzialmente sbilanciata verso la realtà obbligazionaria: considerando la protezione integrale a scadenza, l’unico rischio di perdita è infatti essenzialmente riconducibile alla solvibilità dell’emittente, come accade per i bond. Si ricorda infatti che tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior. Quanto al potenziale di guadagno, la logica invece si sdoppia: la cedola, per quanto condizionata, rimanda ancora al contesto obbligazionario, tanto più che la soglia limite che dovrà essere rispettata perché l’importo venga effettivamente corrisposto, è molto generosa, mentre la partecipazione a scadenza introduce un elemento di natura più strettamente azionaria, ancorché circoscritto alla sola capacità di rendimento del prodotto e non a un eventuale rischio di perdita. Ancora una volta si dimostra l’estrema versatilità dei certificati d’investimento, che sono in grado di valorizzare di volta in volta l’opportunità di un approccio più difensivo o l’ambizione di una logica più aggressiva, ponendosi come utile anello di congiunzione tra le due asset class più conosciute e utilizzate dagli investitori privati. (riproduzione riservata)