Cedole mensili su singoli sottostanti
La nuova gamma di Banca Akros prevede anche un’opzione mensile di esercizio anticipato attiva dalla fine del primo semestre
Alberto Micheli
21/10/2023
Mercoledì scorso, 18 ottobre, hanno debuttato su Cert-X 17 nuovi Equity Premium Autocallable certificates targati Banca Akros. Sono stati tutti emessi a un prezzo unitario di 100 euro, che non comprende alcuna quota di commissioni di collocamento visto che la distribuzione sul mercato è avvenuta tramite “direct listing”, cioè con la quotazione diretta dei prodotti sul mercato secondario, quindi senza alcuna fase preliminare di sottoscrizione.
Struttura e funzionamento. Questi strumenti sono riconducibili alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del valore nominale vincolata al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da una serie di singoli titoli azionari italiani (Enel, Eni, Intesa SanPaolo, Leonardo, Nexi, Stellantis, Stm e Unicredit) o esteri (Amd, Bayer e Volkswagen). A seconda di come si comporterà il sottostante nei prossimi anni, il certificato potrà garantire un rendimento di tipo cedolare, preservando anche il capitale investito, a fronte del rischio di imporre una perdita proporzionale a quella del titolo stesso in caso di scenario fortemente negativo.
Questi certificati hanno tutti una scadenza di soli due anni (16 ottobre 2025), che sarà comunque accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di esercizio anticipato, che si attiveranno alla fine del primo semestre: a partire dal 16 aprile 2024 sarà infatti operativa un’opzione di rimborso automatico in virtù della quale ogni mese l’investimento potrà essere liquidato se in una delle date di valutazione previste il sottostante chiuderà a un livello almeno pari al cosiddetto “Livello di Rimborso Anticipato“, posto per tutti al 100% del valore iniziale del titolo, che a sua volta è stato definito in base alla chiusura dello scorso 13 ottobre. Se tale condizione risulterà verificata, il certificato sarà rimborsato al prezzo di emissione (100 euro), mentre in caso contrario lo strumento continuerà regolarmente la sua vita fino alla data di valutazione successiva, quando si riproporrà un’analoga verifica. Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 16 novembre, ogni certificato potrà inoltre pagare un premio prefissato di ammontare compreso tra 0,56 (pari al 6,72% lordo annuo) e 1,29 euro (15,48% lordo annuo): tutti questi importi saranno di tipo condizionato, per cui saranno corrisposti solo quando il sottostante rispetterà il cosiddetto “Livello di Soglia Cedola Digitale”, posto al 50%, 60%, 65%, 70% o 75% a seconda dello strumento: se questa condizione sarà rispettata il premio sarà pagato, mentre in caso contrario l’importo sarà accantonato per poter essere eventualmente recuperato alla prima occasione utile, quando la condizione di pagamento dovesse cioè risultare nuovamente verificata. Tutte le cedole mensili potranno infatti beneficiare dell’effetto memoria, grazie al quale gli importi addizionali potranno essere sempre incassati, eventualmente anche tutti a scadenza, quando potranno inoltre verificarsi due scenari di rimborso alternativi: a) se il sottostante chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, che per tutti coincide con il “Livello di Soglia Cedola Digitale”, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (100 euro) e pagherà l’ultimo premio mensile più quelli precedenti eventualmente accantonati; b) se il titolo chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato replicherà la perdita maturata dal sottostante e non pagherà alcun premio finale, imponendo di fatto un risultato negativo, solo parzialmente compensato dagli importi addizionali incassati nelle date precedenti.
Rischio/rendimento. Questi prodotti propongono un investimento con la classica logica intermedia tra il contesto obbligazionario e quello azionario: lo schema dei premi periodici, ancorché condizionati, rimanda infatti alla realtà dei bond e la presenza dell’effetto memoria riduce il rischio del mancato incassato di una o più cedole. Il parallelo con i bond riguarda anche l’esposizione al rischio di credito dell’emittente, che riprende quello di un’obbligazione senior non subordinata. Il rischio di mercato avrà invece un impatto decisivo sul rimborso del capitale: la presenza di un’opzione di protezione condizionata a scadenza riduce però questo rischio in modo sensibile, così come l’opportunità di esercizio anticipato rende sufficiente una chiusura non negativa del sottostante anche solo in una delle date di valutazione previste, per determinare un risultato positivo. (riproduzione riservata)