Cedole trimestrali con effetto memoria
Se il sottostante non perderà più del 45% nei prossimi tre anni, il certificato garantirà un rendimento annuo in doppia cifra
Alberto Micheli
09/12/2023
Giovedì scorso, 7 dicembre, hanno debuttato su Cert-X quattro nuovi Equity Premium Autocallable certificates targati Banca Akros. Sono stati tutti emessi a un prezzo unitario di 100 euro, che non comprende alcuna quota di commissioni di collocamento visto che la distribuzione sul mercato è avvenuta tramite “direct listing”, cioè con la quotazione diretta dei prodotti sul mercato secondario, senza alcuna fase preventiva di sottoscrizione.
Struttura e funzionamento. Questi strumenti sono riconducibili alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono una protezione del valore nominale vincolata al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da quattro singole azioni quotate a piazza Affari (Eni, Intesa SanPaolo, Stellantis e Unicredit). A seconda di come si comporterà il sottostante nei prossimi anni, il relativo certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, preservando anche il capitale investito a fronte del rischio di maturare una perdita proporzionale a quella del titolo stesso solo in caso di uno scenario fortemente negativo.
La struttura di base è comune a tutti i certificati appena quotati, quindi per analizzarne le principali caratteristiche si può concentrare l’attenzione anche solo su uno dei quattro prodotti e in particolare quello su Intesa Sanpaolo. La scadenza è triennale (1 dicembre 2026) e sarà accompagnata da nove finestre trimestrali di possibile esercizio anticipato: a partire dal 30 agosto 2024 si attiverà infatti un’opzione di rimborso automatico in virtù della quale ogni tre mesi l’investimento potrà essere liquidato anticipatamente se in una delle date di valutazione previste il titolo bancario chiuderà a un livello almeno pari al cosiddetto “Livello soglia di Rimborso Anticipato “, posto al 100% del valore iniziale del sottostante, che a sua volta è stato fissato a 2,695 euro, cioè pari alla chiusura di lunedì 4 dicembre. Se tale condizione risulterà verificata, il certificato sarà rimborsato al prezzo di emissione (100 euro), mentre in caso contrario continuerà regolarmente la sua vita fino alla data di valutazione successiva, quando si riproporrà un’analoga verifica. Sempre con cadenza trimestrale, partendo però già dal prossimo 1° marzo, ogni certificato pagherà inoltre un premio prefissato di ammontare pari al 2,66% lordo del valore nominale, il 10,64% lordo su base annua. I primi due importi (1 marzo e 31 maggio 2024) saranno di tipo incondizionato, mentre i successivi saranno vincolati al rispetto di un cosiddetto “Livello di Soglia Cedola” posto al 55% dello strike, quindi a 1,482 euro: ogni volta che questa condizione sarà rispettata il premio trimestrale di competenza sarà pagato, mentre in caso contrario l’importo sarà accantonato per poter essere eventualmente recuperato alla prima occasione utile, quando la condizione di pagamento dovesse nuovamente avverarsi. Tutte le cedole trimestrali condizionate potranno infatti beneficiare dell’effetto memoria, grazie al quale gli importi maturati potranno essere sempre incassati, eventualmente anche solo a scadenza, quando potranno poi verificarsi anche due scenari alternativi di rimborso del capitale: a) se Intesa Sanpaolo non chiuderà sotto 1,482 euro, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (100 euro) e pagherà l’ultimo premio di competenza (2,66 euro) più quelli precedenti eventualmente accantonati; b) se il titolo bancario chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato replicherà la perdita maturata dal sottostante e non pagherà alcun premio finale, imponendo di fatto un risultato negativo.
Rischio/rendimento. Questo prodotto propone un investimento con la classica logica intermedia tra il contesto obbligazionario e quello azionario: lo schema dei premi periodici, ancorché condizionati, rimanda infatti alla realtà dei bond e la presenta dell’effetto memoria riduce il rischio del mancato incasso di una o più cedole. Il parallelo con i bond riguarda anche l’esposizione al rischio di credito dell’emittente, che riprende quello di un’obbligazione senior non subordinata. Il rischio di mercato avrà invece un impatto decisivo sul rimborso del capitale: la presenza di un’opzione di protezione condizionata a scadenza riduce però tale rischio, così come l’opportunità di esercizio anticipato, che rende sufficiente una chiusura non negativa del sottostante anche solo in una delle nove date trimestrali di valutazione, per determinare un risultato positivo. (riproduzione riservata)