Akros, il certificato sembra un'obbligazione
A scadenza il capitale iniziale è garantito, ma il pagamento delle cedole è condizionato all'andamento dell'EuroStoxx Insurance
Alberto Micheli
29/01/2019
Lunedì scorso, 28 gennaio, si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Equity Protection certificates targati Banca Akros: si tratta di uno strumento destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 15 febbraio, mentre il giorno 21 sarà emesso a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 3%, una quota di costi di strutturazione pari allo 0,75% e una quota di costi legati alla gestione del rischio finanziario pari all’ 1,0641%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, cioè svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è l’indice settoriale EuroStoxx Insurance. A seconda di come si muoverà l’indice, il certificato potrà invece offrire delle opportunità di guadagno. I rischi del prodotto sono decisamente inferiori rispetto a quelli legati all’eventuale investimento diretto nell’indice, per effetto proprio della protezione del capitale.
Il certificato viene offerto con una scadenza di cinque anni (21 febbraio 2024), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di possibile esercizio anticipato, che possa ridurre automaticamente la durata dell’investimento. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare lo strumento in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura è piuttosto semplice e prevede il pagamento condizionato di una cedola annuale prefissata: concretamente, con cadenza annuale sarà rilevato il valore dell’indice settoriale EuroStoxx Insurance e sulla base di queste rilevazioni il certificato potrà pagare o meno un premio lordo del 4,35%. In particolare, se nel giorno di valutazione per l’evento cedola, il sottostante chiuderà a un livello superiore al 100% del valore iniziale dell’indice, che a sua volta sarà rilevato il prossimo 21 febbraio, il certificato pagherà la cedola prevista, mentre in caso contrario il premio non sarà corrisposto, né potrà essere recuperato successivamente. In sostanza, la cedola annuale sarà corrisposta solo negli esercizi in cui l’indice settoriale farà segnare una performance positiva rispetto al suo valore iniziale. A scadenza, il rimborso del capitale iniziale sarà invece garantito da una protezione integrale (100%): indipendentemente dall’andamento del sottostante, il certificato sarà quindi sempre liquidato al 100% del suo valore nominale (100 euro). A questo proposito occorre però sottolineare che l’opzione di protezione del capitale viene garantita solo a scadenza e quindi in caso di vendita anticipata, il valore di mercato dello strumento potrebbe essere anche inferiore a quello di emissione.
Rischio/rendimento. Questo certificato propone un investimento accostabile a una logica di tipo obbligazionario: considerando la protezione integrale a scadenza, l’unico rischio di perdita che impone lo strumento è essenzialmente riconducibile alla solvibilità dell’emittente, esattamente come accade per i bond. Si ricorda infatti che tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Quanto al potenziale di guadagno, la cedola annua di questo certificato si attesta al 4,35% lordo, decisamente al di sopra del rendimento annuo lordo (2,80% circa) che, per esempio, garantisce oggi un’obbligazione a tasso fisso emessa da Banco Bpm con scadenza aprile 2023 (Codice Isin XS1811053641). Le cedole annue del certificato sono però condizionate e per stabilire una sorta di equivalenza tra i due prodotti si dovrebbe supporre che ne saranno effettivamente pagate almeno tre delle cinque possibili. Di fatto, se l’Equity Protection pagherà quattro o cinque cedole, l’investimento risulterà più conveniente del bond descritto in precedenza, mentre se ne pagherà solo due o addirittura meno, l’investimento risulterà meno conveniente. (riproduzione riservata)