Cedole incondizionate dal certificato Akros
Lo strumento è però esposto all'andamento di Intesa SanPaolo per ciò che riguarda la protezione del capitale a scadenza
Alberto Micheli
31/07/2021
Si è chiusa ieri la fase di collocamento di una nuova serie di Equity Premium Autocallable certificates targati Banca Akros: si tratta di uno strumento destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà emesso il 18 agosto prossimo a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota massima di commissioni di collocamento pari al 3% e una quota di cosiddetti “altri oneri” pari all’1,76%: questi elementi di costo andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore a quello di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo strumento è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale vincolata al rispetto di un limite di perdita massima dal parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo domestico Intesa SanPaolo. A seconda di come si comporterà l’azione nei prossimi anni, il certificato potrà preservare il capitale investito o imporre una perdita proporzionale a quella che dovesse eventualmente maturare il sottostante.
Il certificato viene offerto con una scadenza di tre anni (16 agosto 2024), accompagnata da ben 24 finestre mensili di possibile esercizio anticipato: a partire dal 10 agosto del prossimo anno si attiverà infatti un’opzione di rimborso automatico in virtù della quale l’investimento sarà liquidato anticipatamente se in una delle date di valutazione previste il sottostante farà segnare una performance non negativa, cioè chiuderà a un livello almeno pari al 100% al suo valore iniziale, che a sua volta è stato definito in base alla chiusura di ieri. Se in una di queste occasioni tale condizione risulterà verificata, il certificato si estinguerà anticipatamente e sarà rimborsato al suo prezzo di emissione (1.000 euro). Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 17 settembre, il certificato pagherà inoltre un premio mensile incondizionato del valore unitario di 5 euro (0,50% lordo mensile): tutti questi importi saranno corrisposti indipendentemente dallo scenario di mercato, quindi anche in presenza di un forte ribasso del sottostante. A scadenza, cioè in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se Intesa SanPaolo chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta al 60% del suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (1.000 euro); b) se il titolo bancario chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato replicherà la performance finale del sottostante, imponendo in questo caso una perdita finale superiore al 40%. Da notare che in entrambi gli scenari sarà comunque sempre corrisposto anche l’ultimo premio mensile, che sarà infatti di tipo incondizionato anche a scadenza. In totale lo strumento corrisponderà 36 cedole mensili da 5 euro, che garantiranno un rendimento complessivo del 18% lordo in tre anni. Questo ammontare potrà parzialmente attenuare l’eventuale risultato negativo che dovesse intaccare il capitale in caso di forte ribasso del titolo di riferimento.
Rischio/rendimento. Questo prodotto propone un investimento con una logica intermedia tra il contesto obbligazionario e quello azionario: lo schema dei premi periodici, oltretutto incondizionati, rimanda infatti alla realtà dei bond, svincolando del tutto il rendimento potenziale del certificato dal rischio di mercato. A questo proposito è bene ricordare come tutti i certificati sono sempre esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata, alimentando il parallelo tra le due realtà. Il rischio di mercato avrà invece un impatto decisivo sul rimborso del capitale: la presenza di un’opzione di protezione condizionata a scadenza riduce peraltro tale rischio, così come l’opportunità di esercizio anticipato, che rende sufficiente una chiusura non negativa di Intesa SanPaolo anche solo in una delle 24 date di valutazione previste, per determinare un risultato positivo. Un ulteriore elemento di favore su questo fronte è rappresentato infine dal fatto che il certificato è indicizzato a un singolo sottostante e quindi non dovrà gestire il surplus di rischio che sempre più spesso si lega all’applicazione del meccanismo “Worst of”. (riproduzione riservata)