Cedole garantite mensili da Banca Akros
Il rimborso del capitale è vincolato alla capacità di tenuta di Intesa SanPaolo, che non dovrà perdere più del 40% in tre anni
Alberto Micheli
18/12/2021
Si chiuderà giovedì prossimo la fase di collocamento di una nuova serie di Equity Premium Autocallable certificates targati Banca Akros e destinati alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà emesso il 12 gennaio a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota massima di commissioni di collocamento pari al 2% e una quota di cosiddetti “altri oneri” pari all’1,88%: questi elementi di costo andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore a quello di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo strumento è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale vincolata al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo domestico Intesa SanPaolo. A seconda di come si comporterà l’azione nei prossimi anni, il certificato potrà preservare il capitale investito o imporre una perdita proporzionale a quella che dovesse eventualmente maturare il sottostante.
Il certificato viene offerto con una scadenza di tre anni (10 gennaio 2025), accompagnata da ben 24 finestre mensili di possibile esercizio anticipato: a partire dal 12 gennaio 2023, cioè dalla fine del primo anno di vita dello strumento, si attiverà infatti un’opzione di rimborso automatico in virtù della quale l’investimento sarà liquidato anticipatamente se in una delle date di valutazione previste il sottostante farà segnare una performance non negativa, cioè chiuderà a un livello almeno pari al 100% al suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura di giovedì prossimo, 23 dicembre. Se in una di queste occasioni tale condizione risulterà verificata, il certificato si estinguerà anticipatamente e sarà rimborsato al suo prezzo di emissione (1.000 euro). Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 11 febbraio, il certificato pagherà inoltre un premio mensile incondizionato del valore unitario di 5,6 euro (0,56% lordo mensile, il 6,72% lordo): tutti questi importi saranno corrisposti indipendentemente dallo scenario di mercato, quindi anche in presenza di un forte ribasso del sottostante. A scadenza, cioè in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se Intesa SanPaolo chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta al 60% del suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (1.000 euro); b) se il titolo bancario chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato replicherà la performance finale del sottostante, imponendo in questo caso una perdita finale superiore al 40%. Da notare che in entrambi gli scenari sarà comunque sempre corrisposto anche l’ultimo premio mensile, che sarà infatti di tipo incondizionato anche a scadenza. In totale lo strumento corrisponderà 36 cedole mensili da 5,6 euro, che garantiranno un rendimento complessivo nell’ordine del 20% lordo in tre anni. Questo ammontare potrà parzialmente attenuare l’eventuale risultato negativo che dovesse intaccare il capitale in caso di forte ribasso del titolo di riferimento.
Rischio/rendimento. Questo prodotto propone un investimento con la classica logica intermedia tra il contesto obbligazionario e quello azionario: lo schema dei premi periodici, oltretutto incondizionati, rimanda infatti alla realtà dei bond, svincolando del tutto il rendimento potenziale del certificato dal rischio di mercato. A questo proposito è però bene ricordare come tutti i certificati siano sempre esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata, alimentando il parallelo tra le due realtà. Il rischio di mercato avrà invece un impatto decisivo sul rimborso del capitale: la presenza di un’opzione di protezione condizionata a scadenza riduce però tale rischio, così come l’opportunità di esercizio anticipato, che rende sufficiente una chiusura non negativa di Intesa SanPaolo anche solo in una delle 24 date di valutazione previste, per determinare un risultato positivo. Un ulteriore elemento di favore su questo fronte è rappresentato infine dal fatto che il certificato è indicizzato a un singolo sottostante e quindi non dovrà sottostare al rischio maggiorato che si lega all’applicazione del meccanismo “Worst of”, sempre più spesso presente nei certificati a rendimento cedolare. (riproduzione riservata)