Barriera indulgente, ma i costi sono troppo alti
La protezione è vincolata a un limite di perdita massima del 50%, ma il rendimento massimo richiede uno scenario non negativo
Venerdì scorso, 30 agosto, si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Autocallable Equity Premium certificates targati Banca Akros: si tratta di uno strumento destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 23 ottobre, mentre il giorno 30 sarà emesso a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 7,5% e una quota di cosiddetti “altri costi” pari all’1,80%: questi oneri andranno a incidere in modo consistente sul valore di mercato del prodotto, in una misura che non potrà comunque superare l’1,70% medio annuo.
Struttura e funzionamento. Questo strumento è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale vincolata al rispetto di un limite di perdita massima dal parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da una coppia di basket azionari, l’indice domestico Ftse Mib e quello continentale EuroStoxx50. A seconda di come si muoveranno i due panieri, il certificato potrà inoltre offrire alcune opportunità di guadagno.
Il certificato viene offerto con una scadenza di sei anni (23 ottobre 2025), accompagnata da cinque finestre di esercizio anticipato: al termine di ognuno dei primi cinque anni il certificato sarà cioè liquidato anticipatamente se nelle date di valutazione previste entrambi gli indici faranno segnare una performance non negativa, cioè chiuderanno a un livello almeno pari al 100% del rispettivo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alle chiusure del prossimo 30 ottobre. Se in una di queste cinque occasioni tale condizione risulterà verificata, il certificato si estinguerà anticipatamente e sarà rimborsato al suo prezzo di emissione (1.000 euro), maggiorato di un premio annuo lordo del 6,25%: sarà cioè pagato un premio unitario di 62,5 euro per ogni anno trascorso dall’emissione. Per esempio, un esercizio anticipato già al termine del primo anno comporterà un rimborso a 1.062,5 euro, mentre un esercizio anticipato al termine del quinto anno comporterà un rimborso a 1.312,5 euro. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno inoltre verificarsi tre scenari alternativi: a) di nuovo, se entrambi gli indici chiuderanno a un livello almeno pari al 100% del rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione (1.000 euro), maggiorato di un cosiddetto “Importo Digitale” di 375 euro, pari al 37,5% lordo, sempre il 6,25% lordo su base annua; b) se almeno uno dei due indici chiuderà invece in negativo, ma nessuno dei due si sarà più che dimezzato, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione (1.000 euro), maggiorato di un cosiddetto “Importo Digitale” di 90 euro, pari al 9% lordo, l’1,5% su base annua; c) se almeno uno dei due indici chiuderà infine al di sotto della barriera, posta al 50% del rispettivo valore iniziale, il certificato replicherà la performance dell’indice peggiore, comportando in questo caso anch’esso una perdita superiore al 50%.
Rischio/rendimento. Questo certificato propone un investimento con una logica intermedia tra il contesto obbligazionario e quello azionario: la barriera posta al 50% è piuttosto indulgente, soprattutto per degli indici e per la sua natura discreta, cioè valida solo a scadenza. Certo, c’è sempre il rischio supplementare indotto dal doppio sottostante, che nel caso in questione è però attenuato dal fatto che i due panieri hanno una correlazione abbastanza elevata, cioè tendono a muoversi abbastanza in sintonia. Quello che può limitare la validità dello strumento sono invece gli elevati costi d’ingresso, che superano il 9%, per quanto diluiti su un orizzonte temporale di sei anni. Da notare inoltre che il rendimento massimo potrà essere ottenuto solo in presenza di uno scenario non negativo: se è vero che la barriera lontana offrirà quindi una concreta opportunità di protezione del capitale iniziale, è altrettanto vero che per ottenere il premio più interessante si dovrà sposare una logica strettamente azionaria, che richiede cioè che i mercati salgano. Più precisamente, nel caso in questione, sarà necessario che i due indici chiudano al di sopra del loro livello corrente almeno uno dei prossimi sei anni. (riproduzione riservata)