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Bond ai raggi X

Intesa Sanpaolo 2,3% Dollaro Usa

Rischio a scadenza
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Alto
Grado di oscillazione del valore nel tempo
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Il giudizio di MFIU

L'obbligazione è utile a diversificare il portafoglio, grazie alla cedola interessante. Rischio di cambio e di duration presenti.

A chi è adatto. A chi è disposto a sopportare perdite a fronte delle opportunità di guadagno aggiuntivo offerte dal cambio.

Obiettivo dell’investimento. Diversificazione degli impieghi obbligazionari e ricerca di un rendimento eventualmente più elevato in caso di rafforzamento della valuta di denominazione del bond. Di contro, la discreta affidabilità creditizia non annulla il sensibile rischio di cambio presente sul valore delle cedole e di rimborso. Il valore corrente dell’obbligazione è influenzato inoltre dall’evoluzione dei rendimenti di mercato di pari scadenza e valuta, deprezzandosi o apprezzandosi con moderazione quando questi rispettivamente aumentano o si riducono.


Milano Finanza Intelligence Unit

Bond in dollari da Intesa Sanpaolo

La banca propone una nuova emissione a tasso fisso in valuta forte con scadenza 2028, puntando sulla stabilità del cambio

Fausto Tenini
04/12/2021

Chi emette obbligazioni al giorno d’oggi deve riuscire ad ancorarsi a sottostanti in grado di offrire un minimo appeal per l’investitore. In particolar modo, rimanendo negli alti rating e nei Paesi sviluppati, le scelte di politica monetaria adottate dalle banche centrali negli ultimi anni hanno fatto si che, in taluni casi, l’investimento in bond considerati sicuri comportasse una vera e propria perdita di valore – anche in termini nominali - di quanto investito. L’area euro svetta in questo contesto disarmante per gli obbligazionisti, ed è ancora presto per dire che il peggio è alle spalle. Chi acquista oggi un bond governativo tedesco a 10 anni è sicuro di perdere ogni anno circa lo 0,3% di quanto investito, considerando anche le eventuali cedole staccate; chi lo avesse acquistato questa estate doveva invece mettere in conto un deprezzamento annuo dello 0,5%, il che significa che se oggi volesse liquidare la posizione andrebbe incontro ad una discreta perdita in conto capitale, per via del rialzo dei rendimenti di mercato. Una via di uscita, per coloro che vogliono minimizzare il rischio di credito rimanendo su rating alti, è agganciarsi alla curva del dollaro Usa, che negli ultimi anni ha sempre evidenziato un buon vantaggio in termini di rendimento a scadenza rispetto alle emissioni in euro. Il rialzo nei rendimenti osservato negli ultimi mesi ha tratto origine proprio nell’area statunitense, e se chi acquistava un decennale governativo in dollari a inizio 2021 si doveva accontentare dello 0,9% annuo lordo, oggi l’investitore si può mettere in portafoglio un valore annuo prossimo all’1,5%, in dollari chiaramente. Il quadro macro sembra abbastanza chiaro, con i Paesi sviluppati in via di uscita dalle politiche estremamente accomodanti degli anni passati, dove gli Stati Uniti sono in una fase del ciclo più avanzata rispetto all’area euro. In questo contesto si inserisce la recente quotazione, su Mot e EuroTlx, dell’obbligazione Intesa Sanpaolo Tasso Fisso Dollaro Usa 2,3% scadenza novembre 2028, che aggiunge ulteriore verve al sottostante prima descritto; per via del fatto che si tratta di un’obbligazione societaria, in grado quindi di pagare un ulteriore spread rispetto alle emissioni governative statunitensi in valuta locale. I principali fattori di rischio sono il cambio e in modo minore la duration, mentre non sembrano esserci problematiche per la liquidabilità e il rischio di credito. In questo momento lo spread bid-ask di mercato è molto stretto (circa 0,1%) il che significa che un eventuale ripensamento non comporta una penalizzazione in termini di prezzi, a parità di altri fattori. La struttura del bond è lineare ma interessante: l’emittente paga il 2,3% annuo lordo, distribuito su cedole annue staccate ogni 18 novembre, che in termini netti si ridimensionano al 1,7% per via dell’aliquota al 26% per le emissioni societarie. Ma chi lo acquistasse in questo momento (2 dicembre 2021) al prezzo di 99,57, la chiusura del giorno precedente, avrebbe un ulteriore vantaggio rispetto a chi lo ha sottoscritto in fase di emissione a 100. Il rendimento a scadenza lordo annuo è fotografato al 2,36%, netto 1,76%, in quanto in queste settimane i rendimenti sono leggermente saliti e il bond si è adattato scivolando di prezzo. La duration è pari a 6,5 anni, e innesca un minimo rischio di tasso: la prosecuzione della pressione al rialzo nei rendimenti della curva Usa si rifletterebbe sul prezzo del bond, che sul breve periodo andrebbe in sofferenza. Ma l’investitore deve guardare alla scadenza, e puntare sul fatto che il dollaro non si deprezzi più di tanto da qui al 2028. Facendo alcune simulazioni puramente indicative, per annullare la redditività della componente cedolare sarebbe necessario che l’euro si spingesse fino a 1,33, i valori dell’estate del 2014; in termini netti il punto di pareggio si colloca invece a ridosso di 1,28 contro euro. Più probabile una situazione intermedia, dove la redditività cedolare non viene del tutto erosa dall’eventuale deprezzamento del dollaro rispetto all’euro: ad esempio in ipotesi di cambio a scadenza a ridosso di 1,20 la redditività lorda annua in euro dell’operazione si colloca in prossimità dell’1,4% lordo annuo. Ma attenzione che il dollaro è ancora un bene rifugio, e non è scontato si debba deprezzare: se ad esempio si ipotizza un leggero rafforzamento rispetto ai valori attuali, simulando un cambio a scadenza di 1,10 contro euro, il rendimento lordo annuo in euro salirebbe al 2,60%.  (riproduzione riservata)

SCHEDA BOND

  • Intesa Sanpaolo 2,3% Dollaro Usa

  • Codice Isin:

    XS2407748016

  • Emittente:

    Intesa Sanpaolo

  • Periodo di offerta:

    dall' 18/11/2021 al 18/11/2028

  • Prezzo di emissione:

    Alla pari (100), ovvero al 100% del valore nominale.

  • Lotto minimo:

    2.000 dollari di valore nominale.

  • Periodicità e tipo cedole:

    Cedole annuali.
    Il valore di ciascuna cedola è fisso fino alla scadenza in misura pari al 2,3% annuo del valore nominale, al lordo delle imposte.

  • Base di calcolo rateo:

    Act/Act per le cedole fisse.

  • Godimento:

    dal 18/11/2021

  • Scadenza:

    18/11/2028

  • Opzione call di rimborso anticipato:

    No

  • Modalità e prezzo di rimborso:

    Alla pari (100).<br>100% del valore nominale rimborsato a scadenza.

  • Circuiti di negoziazione

    L'obbligazione è negoziata su Mot e EuroTlx

  • Rischio di cambio:

    Dollaro Usa

  • Imposizione fiscale:

    26,00% sui proventi.

  • Ammontare dell’emissione:

    200 milioni di dollari

  • Livello di subordinazione

  • Obbligazione ordinaria senior non assistita da garanzia, senza alcuna subordinazione. Si tratta del tipo più diffuso di obbligazione, dove il pagamento delle cedole o il rimborso non possono essere posticipati senza incorrere nel default. Per il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi risponde unicamente l’emittente con il suo patrimonio: il bond non beneficia di alcuna garanzia reale o di terzi e non è assistita dalla garanzia del fondo interbancario di tutela dei depositi. In caso di dissesto dell’emittente, l’obbligazione potrà subire una decurtazione parziale o totale del valore se le perdite non troveranno capienza prima tra gli azionisti e poi tra tutti i detentori di titoli di debito subordinato.

  • Rating emittente di medio-lungo termine

  • Standard&Poor's:

    BBB [BBB+ Italia]
    Rating dell’emissione: assente.

  • Moody 's:

    Baa1 [Baa2 Italia]
    Rating dell’emissione: assente.

  • Fitch:

    BBB- [BBB+ Italia]
    Rating dell’emissione: assente.

  • I rating esposti riguardano la solidità dell’emittente, messi a confronto con i rating dello Stato italiano indicati tra parentesi quadre. Al momento la capacità di onorare le scadenze da parte dell’emittente è giudicata adeguata, pur rimanendo sensibile alle eventuali circostanze avverse.