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Bond ai raggi X

Intesa 2.1% 2030 in Usd

Rischio a scadenza
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Alto
Grado di oscillazione del valore nel tempo
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Il giudizio di MFIU

La quotazioni in dollari e la duration vicina ai 10 anni rendono il titolo adatto ad una quota non eccessiva di portafoglio.

A chi è adatto. A chi è disposto a sopportare perdite a fronte delle opportunità di guadagno aggiuntivo offerte dal cambio.

Obiettivo dell’investimento. Diversificazione degli impieghi obbligazionari e ricerca di un rendimento eventualmente più elevato in caso di rafforzamento della valuta di denominazione del bond. Di contro, la discreta affidabilità creditizia non annulla il sensibile rischio di cambio presente sul valore delle cedole e di rimborso. Il valore corrente dell’obbligazione è influenzato inoltre dall’evoluzione dei rendimenti di mercato di pari scadenza e valuta, deprezzandosi o apprezzandosi con moderazione quando questi rispettivamente aumentano o si riducono.


Milano Finanza Intelligence Unit

Bond in dollari da Intesa Sanpaolo

La banca italiana propone un nuovo set di emissioni in valuta forte, dalla redditività interessante considerando il contesto.

Fausto Tenini
21/11/2020

Banca Intesa propone al piccolo investitore italiano due nuovi bond in valuta estera, che permettono di svincolarsi dall’ambiente a redditività prossima allo zero evidente nelle scelte di investimento denominate in euro. La divisa che interessa questi due listing è il dollaro Usa, interessato a sua volta da un consistente decremento del rendimento a scadenza a partire dallo scorso anno. Si tratta quindi di una scelta, indipendentemente dalla scadenza su cui ci si posiziona, non particolarmente remunerativa ma che include un rischio di cambio che va considerato. E’ chiaro infatti che se si ha una cedola sottostante pari, ad esempio, al 4% e la vita residua del bond è di 10 anni, si può facilmente sopportare il saliscendi della divisa di denominazione, rispetto all’euro. Ma nel momento in cui le cedole, e di riflesso i rendimenti in fase di emissione, iniziano ad essere erosi per via delle politiche monetarie ultra accomodanti, i diversi fattori vanno ponderati e anche solo un deprezzamento del 10% della valuta, in questo caso del dollaro Usa, può mangiarsi completamente il guadagno teorico. Nella fattispecie prendiamo in considerazione l’obbligazione con duration più consistente, ovvero l’obbligazione Intesa Sanpaolo Tasso Fisso Dollaro Usa 11-2030 con cedole fisse al 2,1% annuo. L’ammontare è pari a 200 milioni di dollari, e l’obbligazione è negoziata sia sul mercato MOT che su EuroTLX, garantendo ampia liquidità. Il rischio di credito è sotto controllo per via del fatto che il titolo è senior ordinario, ma chiaramente è presente un importante rischio di tasso per via della duration impegnativa vicina a 10 anni. Le cedole in dollari vengono staccate su base annuale il 13 novembre, e il taglio minimo è limitato a 2000 dollari. Considerando che il rischio di cambio è importante, bisogna considerare con attenzione la redditività. D’altronde i dati di mercato parlano chiaro. La curva delle emissioni governative in dollari, sulla scia delle decisioni della Fed, esprime attualmente un rendimento lordo a scadenza prossimo allo 0,6% annuo sui 7 anni, che sale allo 0,8% annuo circa per il decennale Usa. I rendimenti netti sono però ben più bassi, sui titoli a 7 anni persino in leggero territorio negativo per le singole emissioni. E così il bond di Stato in dollari con scadenza 2030 (Isin US912810FM54) al prezzo odierno di 150,2 rende in termini lordi lo 0,78%, ma al netto dell’aliquota fiscale tale valore scende allo 0,14% annuo. Decisamente deludente se si considera che ci va aggiunto il fattore cambio. Ne consegue la necessità di scegliere sottostanti corporate. L’emissione qui considerata, al prezzo di mercato in acquisto pari a 100,35, evidenzia un rendimento lordo a scadenza pari al 2,06% annuo, che in termini netti scende all’1,52% annuo: dieci volte quello che paga un Treasury Usa. D’altronde altre obbligazioni corporate simili si collocano sa metriche allineate. Il bond di Banca Imi in dollari scadenza giugno 2026 di tipo step up (e quindi a tasso fisso) con Isin XS2141592365 esprime ai prezzi attuali un rendimento lordo e netto rispettivamente del 1,31% e 0,67%, ma ha 4 anni in meno di vista residua. Mentre l’obbligazione con Isin XS1561048924, che identifica un bond di Goldman Sachs sempre in dollari scadenza 2027 (rating BBB+) esprime uno yield a scadenza del 1,4% lordo, che scende a 1,1% netto. Considerati questi elementi, se istintivamente un guadagno netto dell’1,5% annuo poteva sembrare magro per via del rischio di cambio aperto, si tratta in realtà di un utile elemento di diversificazione in un contesto di investimento disarmante per gli obbligazionisti mondiali. Coloro che non si accontentano di tali valori di rendimento atteso devono alzare ulteriormente l’asticella del rischio: e dirigersi verso emissioni high yield (con annesso rischio di credito in un periodo storico in cui i tassi di default sono attesi in aumento) o esasperando la duration, piuttosto che passare a sottostanti emergenti anziché dei Paesi sviluppati. Nel caso del bond di Intesa Sanpaolo considerato il punto di pareggio, in termini netti, si identifica a ridosso di 1,37 dollari; oltre tale soglia l’operazione non solo non renderebbe nulla ma si tramuterebbe in una perdita, mente in uno scenario intermedio (con il cambio che si porta sopra gli attuali 1,18 dollari) è da mettere in conto una parziale erosione del rendimento stimato inizialmente. (riproduzione riservata)

SCHEDA BOND

  • Intesa 2.1% 2030 in Usd

  • Codice Isin:

    XS2241390983

  • Emittente:

    Intesa Sanpaolo

  • Periodo di offerta:

    dall' 13/11/2020 al 13/11/2030

  • Prezzo di emissione:

    Alla pari (100), ovvero al 100% del valore nominale.

  • Lotto minimo:

    2.000 dollari di valore nominale.

  • Periodicità e tipo cedole:

    Cedole annuali.
    Il valore di ciascuna cedola è fisso fino alla scadenza in misura pari al 2,1% annuo del valore nominale, al lordo delle imposte.

  • Base di calcolo rateo:

    Act/Act per le cedole fisse.

  • Godimento:

    dal 13/11/2020

  • Scadenza:

    13/11/2030

  • Opzione call di rimborso anticipato:

    No

  • Modalità e prezzo di rimborso:

    Alla pari (100).<br>100% del valore nominale rimborsato a scadenza.

  • Circuiti di negoziazione

    L'obbligazione sarà negoziata su Mot e Eurotlx

  • Rischio di cambio:

    Nessuno. L'obbligazione è denominata in dollari.

  • Imposizione fiscale:

    26,00% sui proventi.

  • Ammontare dell’emissione:

    200 milioni di dollari

  • Livello di subordinazione

  • Obbligazione ordinaria senior non assistita da garanzia, senza alcuna subordinazione. Si tratta del tipo più diffuso di obbligazione, dove il pagamento delle cedole o il rimborso non possono essere posticipati senza incorrere nel default. Per il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi risponde unicamente l’emittente con il suo patrimonio: il bond non beneficia di alcuna garanzia reale o di terzi e non è assistita dalla garanzia del fondo interbancario di tutela dei depositi. In caso di dissesto dell’emittente, l’obbligazione potrà subire una decurtazione parziale o totale del valore se le perdite non troveranno capienza prima tra gli azionisti e poi tra tutti i detentori di titoli di debito subordinato.

  • Rating emittente di medio-lungo termine

  • Standard&Poor's:

    BBB [BBB+ Italia]
    Rating dell’emissione: assente.

  • Moody 's:

    Baa1 [Baa2 Italia]
    Rating dell’emissione: assente.

  • Fitch:

    BBB- [BBB+ Italia]
    Rating dell’emissione: assente.

  • I rating esposti riguardano la solidità dell’emittente, messi a confronto con i rating dello Stato italiano indicati tra parentesi quadre. Al momento la capacità di onorare le scadenze da parte dell’emittente è giudicata adeguata, pur rimanendo sensibile alle eventuali circostanze avverse.