Manfredi Catella e Coima hanno presentato una richiesta di danni da 69 milioni di euro al Comune di Milano per la variante urbanistica del progetto P39-Pirellino. Il giudizio è stato avviato al Tar il 15 novembre 2024.
La novità emerge dalla memoria difensiva depositata dall’ad di Coima al gip Mattia Fiorentini il giorno in cui si è sottoposto all’interrogatorio preventivo per la richiesta di misure cautelari tramite arresti domiciliari avanzata dalla procura di Milano in seguito alle accuse di corruzione e induzione indebita e visionata da MF-Milano Finanza. Il giudizio, hanno confermato delle fonti comunali a LaPresse, è ancora pendente.
Il Pirellino è uno dei progetti che coinvolgono Coima nell’inchiesta secondo la ricostruzione della Procura. La memoria difensiva è stata presentata dal professor Francesco Mucciarelli e dall'avvocato Adriano Raffaelli che difendono Catella nel procedimento. Per la procura Coima avrebbe influenzato i voti all’interno della Commissione Paesaggio per far approvare il proprio progetto sul Pirellino e sulla costruzione della «Torre Botanica». Nonostante il via libera in Commissione però, sottolinea Coima, il progetto non ha mai ottenuto il permesso di costruire nonostante l’acquisto dell’immobile sia arrivato nel 2019.
A non aver reso possibile il rilascio del permesso di costruire è stato il nodo dell’edilizia sociale minima in relazione ai grandi progetti richiesta dal Comune in base a regole introdotte nel Pgt nel 2020. Modifiche ai regolamenti che però, sostiene Coima, sono state introdotte dopo la cessione del Pirellino alla società guidata da Catella e perciò non dovrebbero essere vincolanti in questo caso. Una differenza di vedute che ha aperto un lungo contenzioso tra Comune e Coima, ancora è in atto.
Il primo ricorso intentato al Tar da Coima aveva dato ragione al Comune, ma la sentenza era poi stata ribaltata dal Consiglio di Stato il 18 dicembre 2023. Una seconda causa è stata poi promossa dalla società immobiliare per richiedere di accelerare l’iter autorizzativo sul progetto, che nel mentre aveva rinunciato alla Torre Botanica di Stefano Boeri e aveva proposto un mantenimento delle destinazioni d’uso dell’immobile, e si è conclusa il 17 luglio 2025, con il Consiglio di Stato che ha obbligato Palazzo Marino a «riponderare la scelta pianificatoria», ma in «piena e impregiudicata discrezionalità da parte dell'amministrazione», motivando in maniera «congrua» la decisione. La richiesta danni di 69 milioni, insomma, è il terzo ricorso legato al Pirellino tra Coima e il Comune. (riproduzione riservata)