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Stéphane Boujnah, presidente Euronext
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Euronext (Borsa spa), parte la successione di Stéphane Boujnah: chi può sostituirlo nel 2027

04 settembre 2026, 20:15 Ultimo aggiornamento: 20:49

È partita la selezione del nuovo ad di Euronext dopo 11 anni di Boujnah, che ha creato un gruppo con otto borse e 1,8 miliardi di ricavi. A guidare la ricerca è il Supervisory Board presieduto da Piero Novelli

Si è messa in moto la macchina per la successione di Stéphane Boujnah, l’amministratore delegato che ha di fatto creato Euronext, la holding di listini europei che controlla anche Borsa Italiana. Il manager francese ha fatto sapere che nel 2027 non si ripresenterà più per guidare il gruppo con sede legale ad Amsterdam dopo una carriera iniziata nel 2015.

All’epoca Euronext si era appena quotata alla borsa di Parigi e comprendeva quattro listini: Francia, Olanda, Belgio e Portogallo. Nel corso degli ultimi undici anni si sono aggiunti Italia, Irlanda, Norvegia e Grecia. Ad occuparsi della selezione del successore è il Supervisory Board presieduto da Piero Novelli (ex banchiere di Ubs) e dove siede una decina di persone in rappresentanza degli azionisti del gruppo. Fra queste, Francesca Scaglia, Chief Risk Officer di Cassa Depositi e Prestiti.

Il ruolo dell’Italia

L’Italia, come si è visto, gioca un ruolo importante e delicato in questa partita. Da un lato grazie al ruolo di Novelli che, secondo quanto risulta a Milano Finanza, avrebbe già dato mandato ad un head hunter internazionale di cercare una figura adeguata per questa posizione con il compito di presentare il candidato all’assemblea degli azionisti di maggio 2027. Dall’altro perché l’Italia è il primo azionista relativo del gruppo, infatti Cdp Equity, sotto la guida di Fabio Barchiesi, detiene l’8% circa di Euronext (al pari della Cassa francese), mentre Intesa Sanpaolo l’1,5%.

Il braccio destro e la strategia M&A

Boujnah ha avuto la capacità di portare avanti, da investment banker, una serie di acquisizioni andate a segno scegliendo come braccio destro, fin dal 2016, Giorgio Modica, nominato cfo di gruppo, il professionista che ha studiato con il ceo la sostenibilità delle operazioni tenendo sempre sotto controllo la leva finanziaria del gruppo. Non solo fusioni, però, perché Boujnah riunisce in sé due anime: quella dell’investment banker, come si è visto ma anche quella dell’uomo delle relazioni politiche importanti.

Infatti è stato in precedenza responsabile di Santander Global Banking and Markets per l’Europa continentale, dal 2005 al 2010 Managing Director di Deutsche Bank, con la responsabilità dello sviluppo delle attività di investment banking in Francia. Dal 1997 al 1999 ha lavorato come senior adviser del ministro francese dell’Economia. Nel 2007, poi, Boujnah è stato membro della Commission pour la Libération de la Croissance Française (la Commissione Attali), istituita dall’allora presidente francese Nicolas Sarkozy per raccogliere indicazioni su come rendere più competitiva la Francia.

Fra i 42 membri d’alto profilo vi era anche il giovane Emmanuel Macron con cui Boujnah pare abbia mantenuto buone relazioni in tutti questi anni. Fatto che gli avrebbe permesso di conquistare per esempio Borsa Italiana nel 2021 dal London Stock Exchange battendo la concorrenza di Svizzera e Germania in una partita all’epoca non solo finanziaria, ma anche politica.

Euronext cresce e conquista il Cac 40

Intanto il gruppo dei listini è cresciuto sotto molti profili. Dall’anno scorso il titolo Euronext è stato incluso nell’indice Cac 40 delle più grandi società francesi quotate, dopo essere passato da un prezzo di ipo di 20 euro agli attuali 160 euro, con una performance di oltre il 700%, mentre la capitalizzazione è salita da 1,4 miliardi del 2014 e 16,3 miliardi oggi.

Quanto ai numeri del gruppo, i ricavi registrati nel 2025 erano di 1,8 miliardi di euro (quadruplicati rispetto al 2014) con un ebitda margin del 66,1% rispetto al 46% di 11 anni fa. Se Boujnah ha iniziato a creare una forte rete di borse europee ispirandosi al progetto di Capital Markets Union tanto voluto dalla Commissione europea di Ursula von der Leyen e promosso dall’Agenda Draghi per la competitività dell’Europa (in questo forse simile ai lavori della Commissione Attali), il lavoro non è ancora finito.

E chi lo andrà a succedere dovrà dimostrare caratteristiche simili: capacità di investment banking e forte attitudine alle relazioni politiche, senza cui oggi non si crea un gruppo paneuropeo.

Il nodo italiano e il rapporto con Cdp

Dovrà essere anche un manager in grado di creare relazioni solide e stabili con gli azionisti, a partire da quelle con Cdp Equity di Fabio Barchiesi, che ha presentato doppia causa contro Euronext nei mesi scorsi (a Milano e ad Amsterdam) sulla nomina dei vertici di Borsa Spa, fatto che questo giornale ha anticipato. Così come, di recente, l’apertura di Cdp Equity ad un accordo con il gruppo.

Ora, nel Supervisory Board che monitora il lavoro di ricerca del prossimo ad, l’Italia ha ben due membri, come si è visto, Novelli e Scaglia, quindi la selezione sotto questo punto di vista sarà molto attenta.

La grande sfida: Euronext e Deutsche Börse

Il lavoro di M&A svolto finora da Boujnah non è stato completato: la grande sfida resta aperta ed è quella di pensare ad un’aggregazione fra Euronext e Deutsche Börse proprio in ottica della Capital Markets Union. Fra l’altro nel Consiglio di Sorveglianza del listino tedesco siede Jean-Pierre Mustier, per dieci anni ai vertici di Unicredit. Uomo di M&A, francese come Boujnah, che conosce bene sia l’Italia sia il mercato del Centro Europa. Sarà lui un possibile candidato ad una carica da 4 milioni di euro l’anno?

Nel 2025 Boujnah ha incassato 1 milione di compenso fisso, il resto come incentivi. Intanto qualcuno si sta chiedendo se Emmanuel Macron, partito come investment banker di Rothschild, specializzato proprio in M&A, non potrebbe approdare a Euronext nel 2027. (riproduzione riservata)



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