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Piazza Affari, le azioni con più cassa per difendersi dal rialzo dei tassi

04 settembre 2026, 18:40 Ultimo aggiornamento: 18:48

Le società più liquide sono quelle che si difendono meglio dal rialzo dei tassi, avvertono gli analisti. Che preferiscono oggi focalizzarsi su settori in trend come difesa, aerospazio ed energia

Per difendere il portafoglio dal rialzo dei tassi e dai rendimenti in crescita dei bond un bel poker di azioni caratterizzate da una cassa robusta può essere di aiuto. Le società poco indebitate e che producono buoni flussi di cassa, infatti, soffrono meno il rialzo del costo del denaro.

In tal senso la tabella in pagina mette in evidenza le società di Piazza Affari sopra i 500 milioni di capitalizzazione che presentano una posizione finanziaria netta negativa, hanno quindi cassa (tutti i numeri con segno meno davanti). Nelle prime posizioni compaiono sia titoli del comparto industriale come Danieli, Tenaris, Buzzi, Technoprobe, De Longhi, Avio, sia il settore finanziario con Banca Generali, FinecoBank, Azimut, Revo Insurance. Danieli è fra l’altro in cima ad un’altra classifica, quella sul rapporto debito netto/ebitda, un indicatore che mette in evidenza quanto debito ha una società rispetto a quanto riesce a guadagnare con la sua attività. I primi posti in classifica, in questo caso, vedono in pole, quindi, Danieli, Technoprobe, De Longhi.

Più energia, meno utilities

In questa fase di mercato, interviene Gabriel Debach, market analyst di eToro, «hanno senso le società con poca leva, buona generazione di cassa e scadenze gestibili. Non necessariamente perché saliranno quando salgono i rendimenti, piuttosto perché hanno meno bisogno di chiedere capitale al mercato proprio quando quel capitale diventa più costoso. Il campanello d’allarme vero arriverebbe se al denaro più caro si aggiungesse un allargamento del premio per il rischio di credito. In tal caso i bancari italiani potrebbero essere i primi da monitorare». Il ragionamento che fa qui Debach è legato al fatto che l’ondata di vendita dei bond mondiali cui stiamo assistendo, un vero e proprio selloff obbligazionario che tocca i Treasury negli Usa, i Bund e i Btp in Europa e che ha travolto anche il decennale giapponese (ora rende oltre il 3%, ai massimi da trent’anni) è che, «almeno per il momento, il rischio non viene prezzato dove normalmente lo cercheremmo in una fase di stress. Il Btp decennale è tornato infatti a rendere intorno al 4,2%, ma lo spread (differenziale, ndr) con il Bund resta vicino agli 80 punti base». Anche gli spread dei bond high yield (quelli con rating inferiore, che rendono di più) europei rimangono relativamente compressi, ragiona Debach, intorno ai 260 punti base. Il mercato, quindi, «non sta ancora segnalando un forte aumento del rischio di credito delle imprese o del rischio Italia. Sta soprattutto aumentando il prezzo del denaro».

Sul listino italiano l’analista di eToro preferisce soprattutto la filiera energetica e alcuni titoli industriali: «Tenaris è probabilmente il caso patrimonialmente più pulito, con circa 3,6 miliardi di dollari di cassa netta a fine giugno. Eni ha una struttura diversa, ma mantiene un gearing pro forma (misura quanto debito ha la società rispetto ai mezzi propri, ndr) intorno al 10% e un’elevata generazione di cassa. In entrambi i casi c’è poi da considerare che se il rialzo dei rendimenti è alimentato anche da inflazione ed energia, una parte del problema che penalizza il resto del mercato può diventare un sostegno per i loro risultati». Debach sarebbe invece più prudente sul comparto delle utilities e sulle infrastrutture maggiormente indebitate perché, «con rendimenti obbligazionari più elevati, subiscono una doppia pressione. Da una parte aumenta il costo del capitale e contemporaneamente il bond torna a essere un concorrente più credibile per chi cerca rendimento».

Difesa e aerospazio

Gianmarco Bonacina, Responsabile Research Banca Akros – Gruppo Banco Bpm, segnala invece fra i titoli che non hanno indebitamento ma cassa netta Avio (rating buy, target price 40 euro), azienda aerospaziale che progetta, sviluppa e produce lanciatori spaziali e sistemi di propulsione. Un titolo che «beneficia del forte aumento delle spese militari». Ma anche El.En (rating buy, target 19 euro), multinazionale high-tech specializzata nei sistemi e sorgenti laser usati nel settore medicale e Tenaris (rating accumulate, target price 26 euro) quale player mondiale nel settore dei tubi in acciaio e relativi servizi destinati all'industria dell'estrazione di petrolio e gas. A livello settoriale il comparto bancario e assicurativo beneficia con i tassi più alti di margini di interesse elevati e della redditività legata al reinvestimento della liquidità a tassi più alti, nota Bonacina, «mentre il settore della difesa e aerospazio da ordini governativi pluriennali slegati dal ciclo dei consumi e ampiamente coperti da budget statali in crescita». Infine, visto che l’aumento dei tassi è legato alla guerra in Medio Oriente, ci guadagnano i produttori di idrocarburi che beneficiano di elevati flussi di cassa.

Anche Simone Benini, Portfolio Manager di AcomeA, punta lo sguardo sulle blue chip come Tenaris e Buzzi, tra le mid e small cap preferisce Reply, Technoprobe, Carel, De'Longhi e Technogym. Sul piano settoriale, Benini guarda a «comparti meno indebitati come l’industria capital-light (componentistica, IT services), non a telecom e real estate». (riproduzione riservata)



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