Euronext deve fronteggiare un nuovo concorrente: il consolidamento del mercato dei capitali nel Nord Europa. Si tratta di un’iniziativa partita da alcune delle famiglie più ricche nell’area, come i Wallenberg, banchieri, industriali e diplomatici, primi azionisti della società Nasdaq Inc con oltre il 10%, che controlla, fra gli altri, i listini di Svezia, Finlandia, Danimarca e Islanda.
Della partita anche un fondo enorme di private equity come Eqt, oltre a Nordea, più grande gruppo di servizi finanziari e bancari del Nord Europa. Da pochi mesi hanno co-fondato Nordic Compass, un’alleanza (presieduta dall'ex primo ministro finlandese Jyrki Katainen) che si basa, fra l’altro, sul rapporto Draghi per la competitività del Vecchio Continente e ha come scopo creare una sorta di mini-Europa nel Nord su quattro temi ritenuti strategici in un periodo geopolitico complesso e segnato, in particolare per il Nord Europa, dalla minaccia russa: mercato dei capitali, difesa, energia, deep tech.
A Nord il tema della possibile fusione delle borse locali ha cominciato a girare negli ultimi giorni e ieri Øivind Amundsen, l’amministratore delegato del listino di Oslo (in mano al gruppo Euronext, che controlla anche Borsa Italiana), interpellato da Bloomberg, ha detto di essere «favorevole all'iniziativa Nordic Compass e di valutare ulteriori possibilità per rendere il mercato nordico più integrato».
A questa iniziativa hanno aderito per ora circa 30 tra aziende, fondazioni e organizzazioni e grandi banche, tra cui Wallenberg Investments, Eqt, Nordea, Seb, Nasdaq Nordic, Ericsson, Nokia, Saab, Ørsted e Novo Nordisk Foundation. Euronext, guidata dall’ad Stéphane Boujnah, non fa parte del progetto. Le prime iniziative dell'alleanza dovrebbero essere presentate in occasione di un vertice a Göteborg il 4 e 5 novembre, durante il quale dovrebbe essere illustrata la proposta sul mercato dei capitali.
Euronext ha un’importante presenza nell’area. Oltre alla Borsa di Oslo possiede i depositari centrali di Norvegia e Danimarca, NordPool e Admincontrol. Il gruppo (con sede legale ad Amsterdam) e Nasdaq Inc si sono incrociati in più occasioni negli ultimi anni, essendo entrambi interessati ad allargarsi in un’area, quella del Nord Europa, molto ricca grazie anche ai giacimenti di petrolio. Nel 2019 la holding europea dei listini ha acquisito Oslo Børs per circa 700 milioni di euro, dopo una gara serrata con Nasdaq. Il cda della borsa norvegese sosteneva Nasdaq, ma Euronext riuscì a raccogliere il sostegno della maggioranza degli azionisti e completò l'operazione. La Borsa di Oslo è quindi diventata la principale presenza di Euronext nei Paesi nordici, rafforzando il gruppo nei settori dell’energia, dello shipping e della pesca.
Nel 2020 Euronext ha poi acquisito il 66% di Nord Pool, uno dei principali mercati europei dell'elettricità fisica. Sempre nel 2020 Euronext ha acquisito VP Securities per circa 150 milioni di euro, rafforzando la presenza nelle infrastrutture di post-trade nordiche insieme a Euronext Vps in Norvegia. E nel marzo 2025 ha rilevato la norvegese Admincontrol, per circa 400 milioni di euro. Si tratta di una società specializzata in software per la governance aziendale. I listini sono diventati asset sempre più strategici in un mondo in cui l’Europa si trova distante dagli Stati Uniti e alle prese con le pressioni della Russia. E in tal senso l’area del Nord Europa è geograficamente più esposta.
La Commissione europea con il sostegno di Mario Draghi ha più volte sottolineato l’importanza di creare un’unione dei capitali per permettere agli europei di investire e far crescere le proprie società. Euronext in tal senso ha integrato una serie di listini, oggi ne controlla otto: Amsterdam, Atene, Bruxelles, Dublino, Lisbona, Milano, Oslo e Parigi. L’ultima acquisizione, a fine 2025, è quella della Borsa di Atene. (riproduzione riservata)