Il clima elettorale che aleggia in mezza Europea per le prossime elezioni in Italia, Spagna, Francia e Polonia, contagia anche il risiko delle poltrone dei vertici delle istituzioni finanziarie. È bastato che uscisse la notizia del possibile addio al board della Bce da parte di Isabel Schnabel per unire insieme alcuni indizi di un walzer solo alle note iniziali. Il domino è stato innestato dall’annuncio dell’addio anticipato alla poltrona di presidente dell’Eurotower da parte di Christine Lagarde, che lascerà lo scettro di banchiere centrale ben prima della scadenza naturale del mandato, prevista per il novembre del 2027.
Ciò ha messo in moto diverse diplomazie per la ricerca di un sostituto che deve essere indicato dal Consiglio europeo dei capi di stato e di governo. I possibili candidati sono molti e non è un segreto che la Germania ambirebbe ad avere quella poltrona che non ha mai retto, diversamente dalla Francia (Trichet e Lagarde), dall’Olanda (Duisemberg) e dall’Italia (Draghi). Poi il quadro è cambiato di colpo.
Isabel Schnabel, membro tedesco del comitato esecutivo Bce noto per le posizioni da falco, potrebbe infatti lasciare in anticipo l’incarico per assumere un ruolo al Fmi. Secondo Handelsblatt, Schnabel sarebbe in trattative per assumere la guida del dipartimento dei mercati dell’istituzione di Washington. La posizione è vacante da settembre, dopo le dimissioni di Tobias Adrian. Un’uscita anticipata di Schnabel, il cui mandato scade nel dicembre 2027, potrebbe rientrare così in un più ampio riassetto dei vertici della Bce. I mandati della presidente Lagarde e del capoeconomista Philip Lane terminano il prossimo anno. Lagarde ha però lasciato intendere che potrebbe rimanere in carica solo fino a fine anno, mentre persistono le speculazioni secondo cui la francese assumerebbe la guida del World Economic Forum.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che dovrebbe partecipare martedì prossimo alla cena dei governatori prima della prossima riunione Bce (ospitata dalla Bundesbank a Berlino), dovrà decidere se puntare sul presidente della banca centrale tedesca Joachim Nagel per il vertice Eurotower. Ma qui c’è l’intoppo. La Germania ha già Ursula von der Leyen come presidente della Commissione Ue e Claudia Buch alla Vigilanza Bce, una terza poltrona sembra improponibile per Berlino. Per il momento, come ha raccontato su MF-Milano Finanza Francesco Ninfole, sono considerati in pole lo spagnolo Pablo Hernandez de Cos e l’olandese Klaas Knot, ma sullo sfondo esiste anche la candidatura di Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, apprezzato in Bce per il lavoro già svolto e anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalla premier Giorgia Meloni, che lo hanno nominato al vertice della banca centrale.
È vero che l'Italia ha già avuto quella posizione con Mario Draghi, come è vero d’altro canto che il nostro paese non ha alcuna posizione di vertice nelle caselle che contano delle istituzioni europee, se si eccettua Piero Cipollone che siede nel board della Bce. Panetta ha avuto un colloquio con Meloni prima della pausa estiva e non è trapelato nulla, anche perché la premier non vuole scoprire le sue carte. Che inevitabilmente passano per un accordo a tre con gli altri due paesi fondatori dell’Ue, la Francia del presidente Emmanuel Macron e la Germania del cancelliere Friedrich Merz. Se Berlino si può accontentare di quello che già ha e l’Italia ha ottenuto un posto importante con Carlo Comporti al vertice dell’Esma, nulla esclude che Parigi possa appoggiare una candidatura di peso per la Bce come quella di Panetta, ottenendo però per lo stesso Macron, il cui mandato scade nella primavera del 2027, un incarico europeo di prestigio: presidente della Commissione Ue, se Ursula von der Leyen dovesse candidarsi alle presidenziali tedesche o numero uno della borsa europea Euronext, al posto del fidato Stephane Boujnah, che scade anch’egli ai primi del 2027. Riuscirà la politica a trovare un’intesa che vada bene alle tre capitali e oltre gli steccati ideologici? (riproduzione riservata)