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Jordan Bardella (RN) a Cernobbio: con Meloni l’Italia ha ritrovato stabilità e leadership internazionale

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Jordan Bardella elogia Giorgia Meloni: «Spero che continui a governare l’Italia». Su Vannacci glissa: «Il mio alleato è Salvini» | IL VIDEO

di Giulia Venini e Sara Bichicchi
05 settembre 2026, 09:54 Ultimo aggiornamento: 11:40

Il presidente del Rassemblement National, in Italia per il forum Teha a Cernobbio, ribadisce la sua politica di gestione ferrea dell’immigrazione. E sulle presidenziali in Francia del 2027 dice: «Possiamo vincere»

Un endorsement a Giorgia Meloni, una dichiarazione di lealtà a Matteo Salvini e molta cautela sul generale Roberto Vannacci. Si posiziona così, sulla politica italiana, Jordan Bardella, eurodeputato francese e presidente del partito di destra Rassemblement National al forum Teha in corso dal 4 al 6 settembre a Cernobbio (Como). 

Nella suggestiva location di Villa d'Este sul lago di Como, dove ogni anno di riuniscono leader politici e imprenditori, Bardella ribadisce anche la sua proposta per la Francia, che andrà al voto nel 2027: «Possiamo vincere le elezioni presidenziali e legislative tra due anni. Se andremo al governo faremo un referendum» sulla gestione dell’immigrazione, è la promessa del politico. 

Il legame con l’Italia 

Le prime parole di Bardella alla stampa sono sull’Italia, Paese che ha dato i natali alla madre Luisa Bertelli-Mota, originaria del torinese, e del nonno paterno Guerrino Italo Bardella, nato in provincia di Frosinone e poi emigrato in Francia. «L’Italia è un Paese per il quale nutro, a titolo personale, molto affetto, essendo anche il Paese delle mie origini, e ovviamente per il popolo italiano», ha ricordato lo stesso Bardella. Aggiungendo parole di apprezzamento per il governo e in particolare per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «È una figura di stabilità per l’Italia e per l'Europa, spero che continuerà a guidare il governo italiano ancora per diversi anni», ha detto. 

Bardella è inoltre vicino al vicepremier Matteo Salvini, dal momento che il Rassemblement National è parte dello stesso gruppo della Lega, Patrioti per l'Europa, al Parlamento europeo. «So che ha lavorato con Salvini. Matteo Salvini è nostro alleato e questi legami di amicizia sono forti e importanti per noi», ha confermato Bardella. Sul generale Vannacci invece il politico francese non si è sbilanciato: «Non sono specialista della politica italiana», ha glissato, rispondendo a chi chiedeva se incontrerà Vannacci, a sua volta presente a Cernobbio. «La mia fedeltà va a Matteo Salvini», ha ribadito Bardella.

L’immigrazione 

Poi, il capitolo immigrazione. «È la sfida più grande che l’Europa si trova ad affrontare e che si pone innanzitutto alla Francia», ha proseguito il braccio destro di Marine Le Pen. «Se andremo al governo indiremo un referendum. Proporremo misure molto chiare: l’abolizione dello ius soli, il controllo delle frontiere, la gestione dell’asilo nelle ambasciate e nei consolati dei Paesi di partenza, la priorità nazionale per i francesi per gli aiuti sociali. Lavoreremo a queste soluzioni che sono richieste da moltissimi francesi». 

Sull’immigrazione Bardella ha appena firmato un accordo con il leader di Reform Uk, Nigel Farage, per bloccare il transito di migranti tra Francia e Regno Unito attraverso la Manica. «Ci sono barche nella Manica che invadono e non ce ne saranno più. Il Regno Unito ha il diritto, come la Francia, di proteggere le sue frontiere», ha confermato Bardella a Cernobbio.

L’affondo a Macron e all’Europa

«Macron viene presentato come il “Mozart della finanza”, ma è stato soprattutto il Mozart del debito, del fallimento e il rimprovero peggiore è il fatto di aver indebolito la Francia, l’economia francese, con un prezzo dell’elettricità che non corrisponde ai prezzi di produzione e questo pesa sulle bollette di tutti», ha proseguito l’eurodeputato.

Infine, una stoccata all’Europa. Il presidente di Rassemblement National ha infatti aggiunto che spera i poter «lavorare anche a livello europeo con governi partner per porre fine» a un’immigrazione «fuori controllo» anche «a causa delle politiche dell’Unione Europea», aggiungendo però di non essere favorevole «all’uscita dall’Unione»: «Voglio cambiare tutto senza distruggere nulla. Voglio smetterla con questa cosa della decrescita e vogliamo due forme d’Europa: un’Europa della crescita e una delle frontiere. Quindi una che permetta di creare industria, imprenditoria, investimenti nei paesi interni dell’Unione europea e l’altra che sia in grado di tutelarsi dal punto di vista migratorio e che garantisca la sicurezza dei propri cittadini». (riproduzione riservata)



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