Il Pentagono si prepara a una guerra che potrebbe trascinarsi fino al 2027, prorogando la permanenza delle forze americane in Medio Oriente e lasciando a Donald Trump tutta la flessibilità necessaria per decidere le prossime mosse sull’Iran. Il presidente, secondo il Wall Street Journal, sarebbe tentato di dichiarare concluso il conflitto, ma la presenza di 50 mila soldati nel Golfo gli consente di mantenere alta la pressione su Teheran e, allo stesso tempo, di tenere aperta la strada a una nuova escalation.
La Casa Bianca punta, nello specifico, sulla pressione economica per costringere il regime degli ayatollah a cedere e a smantellare il programma nucleare. Ma finora l’Iran non ha mostrato segnali di cedimento e continua a colpire le basi americane in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti, mentre cresce la tensione anche sul fronte degli Houthi e nello Stretto di Hormuz.
Trump vuole evitare un’escalation prima delle elezioni di novembre, consapevole che un’impennata del prezzo del petrolio potrebbe danneggiare i repubblicani alle midterm. Dopo il voto, però, tutte le opzioni restano sul tavolo, compresa una nuova offensiva su larga scala.
Il prolungamento della missione alimenta intanto le critiche al Pentagono per i costi, lo stress sui militari e i timori sulle scorte di armi e munizioni. La guerra è impopolare tra gli americani e rischia di pesare sui repubblicani in vista delle midterm.
Non a caso, nella convention del partito in programma a Dallas la prossima settimana non c’è alcun riferimento al conflitto: la strategia è tenere la guerra lontana dalla campagna elettorale, nella speranza che gli elettori la dimentichino.
Ore 7:00 Il 3 settembre solo quattro navi hanno attraversato Hormuz
L’Oman ha respinto la proposta iraniana di concordare la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz: è quanto riportato il quotidiano statunitense New York Post citando fonti governative della regione.
Il 25 agosto scorso il Ministero degli Esteri iraniano aveva dichiarato di collaborare con l’Oman per la creazione di un corridoio di navigazione temporaneo attraverso lo Stretto e per lo sminamento congiunto del percorso, affermando inoltre di aver concordato la prosecuzione delle discussioni per la creazione di un corridoio di navigazione permanente in futuro. Secondo le fonti tuttavia l’Oman si sarebbe rifiutato di acconsentire alla riscossione di un pedaggio per i servizi di sicurezza e ambientali.
L’Unione europea ha ufficialmente aderito alla campagna di pressione economica degli Stati Uniti contro l’Iran, denominata «Operation Economic Outcast». Lo ha annunciato il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, affermando che Washington apprezza la posizione forte e tempestiva» assunta dagli alleati europei.
«Gli Stati Uniti restano saldamente al fianco dei nostri alleati per garantire che il regime iraniano non possa sfruttare il sistema finanziario globale per sovvenzionare le proprie ambizioni nucleari, i programmi di armamento e i gruppi terroristici per procura», ha scritto Bessent sulla piattaforma sociale X. «Il mondo sta inviando un messaggio chiaro al regime iraniano: non ci fermeremo finchè ogni canale finanziario ancora disponibile non sarà stato reciso», ha aggiunto. In un comunicato diramato alla fine di agosto, l’Ue ha fatto sapere che avrebbe «lavorato a stretto contatto con gli Stati Uniti e con gli altri partner del G7 e della comunità internazionale per mantenere la pressione sull'Iran e contribuire alla de-escalation e alla stabilità regionale».
La Corea del Sud sta esaminando diverse opzioni, comprese delle misure militari, per sostenere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz: lo hanno dichiarato fonti della Casa Blu presidenziale. Secondo le fonti e le affermazioni secondo cui Seul non avrebbe fornito alcun aiuto in merito sono «false», mentre i colloqui sulla sicurezza in corso tra Corea del Sud e Stati Uniti «non stanno attualmente facendo progressi».
Sono state soltanto quattro le navi che ieri hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato da Reuters che cita l’operatore per il commercio marittimo Kpler. Il numero di navi potrebbe però essere più alto, poiché alcune imbarcazioni sono solite spegnere il proprio transpoder durante la traversata.
Ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva scritto su Truth che i volumi di petrolio in transito nello Stretto erano pressoché «tornati ai livelli pre-guerra». (riproduzione riservata)