L’Asia viaggia in rialzo, venerdì 4 settembre, alle ore 7:40 italiane il Nikkei sale dell’1,4%, Hong Kong del 2%, Shanghai dello 0,6%, mentre il Kospi in Corea del Sud balza del 2,4%. Petrolio sempre alto, con il Wti a 91,4 dollari e il Brent a 95,3. Il rendimento del Treasury decennale scende intanto al 4,76%.
I mercati azionari asiatici hanno registrato rialzi venerdì, mentre gli operatori hanno ridimensionato le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve questo mese, dopo che il governatore Christopher Waller ha dichiarato che sosterrebbe il mantenimento dei tassi invariati se le pressioni sui prezzi continuassero ad attenuarsi. Gli operatori ora vedono probabilità sostanzialmente equivalenti di un rialzo di 25 punti base da parte della Fed a settembre, contro circa il 70% all’inizio della settimana.
Gli investitori hanno continuato a monitorare anche le forti oscillazioni dello yen, dopo il deciso rialzo della valuta questa settimana sulle aspettative di una stretta monetaria più aggressiva da parte della Bank of Japan, mentre gli operatori cercano segnali di un eventuale intervento ufficiale a sostegno della valuta giapponese.
Lo yen viene scambiato intorno a quota 156,3 per dollaro venerdì (+0,3%), dopo essere salito per due sedute consecutive, e si avvia a guadagnare circa il 2,5%, mettendo a segno la migliore performance settimanale da quando Tokyo e Washington hanno condotto un’operazione congiunta di acquisto di yen alla fine di luglio.
Non vi è alcuna conferma che il rally di questa settimana sia stato determinato da un intervento ufficiale, anche se gli operatori hanno ipotizzato che le autorità abbiano effettuato un rate check, una verifica dei prezzi che in genere precede un intervento. I mercati hanno inoltre valutato la possibilità di rialzi dei tassi più aggressivi da parte della Bank of Japan quest’anno, dopo le dichiarazioni restrittive di esponenti della banca centrale e la crescente pressione degli Stati Uniti affinché il Giappone sostenga lo yen attraverso una politica monetaria più restrittiva. La BoJ dovrebbe varare un rialzo dei tassi di 25 punti base questo mese e un ulteriore aumento a dicembre.
Lo yen ha beneficiato anche dell’indebolimento generalizzato del dollaro, dopo che il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha dichiarato che sosterrebbe il mantenimento dei tassi invariati se le pressioni sui prezzi continuassero ad attenuarsi.
La spesa delle famiglie giapponesi è diminuita del 3,6% su base annua a luglio 2026, accentuando il calo del 3,3% registrato nel mese precedente e risultando peggiore rispetto alle attese del mercato, che indicavano una contrazione dell’1,6%. Si tratta dell’ottavo mese consecutivo di calo e della contrazione più marcata da gennaio 2024, a conferma della persistente debolezza della domanda dei consumatori.
La spesa è diminuita ulteriormente per alimentari (-1,3% contro -2,5% a giugno), utenze (-9,2% contro -7,1%) e trasporti e comunicazioni (-8,5% contro -5,7%), mentre il calo dell’abbigliamento si è nettamente ridotto (-0,3% contro -19,9%). Le uscite sono inoltre diminuite per sanità (-6,0% contro +1,4%), istruzione (-5,4% contro +20,6%) e abitazione (-16,4% contro +3,6%).
In controtendenza, la spesa per mobili e beni per la casa è tornata a crescere (+0,7% contro -11,4%), mentre quella per cultura e tempo libero ha accelerato (+4,8% contro +0,4%).
Su base mensile e destagionalizzata, la spesa delle famiglie è aumentata dello 0,5%, invertendo il calo del 6,4% di giugno, ma risultando inferiore alle previsioni di un aumento del 2,6%. (riproduzione riservata)