L’Italia prova ad alzare il livello della partnership economica con l’Egitto. Al Cairo, dove ieri si è riunita la Commissione congiunta italo-egiziana presieduta dai ministri degli Esteri Antonio Tajani e Badr Abdellaty, la missione italiana ha messo al centro energia, infrastrutture, industria e nuove opportunità per le imprese. Oltre cento aziende della penisola e quasi 600 partecipanti hanno preso parte al Business forum organizzato con il sostegno di Ambasciata, agenzia Ice e autorità egiziane.
I numeri indicano che i rapporti commerciali hanno ancora margini di crescita. L’Italia è già primo partner commerciale europeo dell’Egitto: nel 2025 l’interscambio ha raggiunto 5,9 miliardi di euro, in aumento dell’11,7% sull’anno precedente, mentre nei primi cinque mesi del 2026 c’è stata un’ulteriore crescita del 7,5%. L’obiettivo della missione era spostare il baricentro dagli scambi agli investimenti, favorendo una presenza più stabile di aziende italiane nel Paese.
Una delle principali piattaforme individuate è la Zona economica del Canale di Suez. Il presidente dell’autorità Sczone, Mostafa Sheikhoun, ha invitato le imprese italiane a utilizzare l’area come base produttiva e logistica per raggiungere i mercati africani, mediorientali, asiatici ed europei. La posizione sulle due sponde del Canale consente infatti di integrare produzione, porti e trasporto marittimo. Tra luglio 2025 e giugno 2026, Sczone ha sottoscritto contratti per 117 progetti, a fronte di investimenti prossimi a 7,3 miliardi di dollari.
Durante il Business Forum Cdp e Bank of Alexandria (Intesa Sanpaolo) hanno firmato un accordo di garanzia da 21 milioni di euro nell’ambito del Programma Terra. «Puntiamo a creare nuove opportunità economiche per piccoli agricoltori e microimprese agricole egiziane», ha dichiarato Paola Papanicolaou, chief della divisione International Banks della Ca’ de Sass.
Da parte sua, il ministro Abdellaty ha sottolineato che le opportunità per le imprese italiane non si limitano ai settori tradizionali, ma anche «nell’AI, nei trasporti e nelle energie nuove e rinnovabili». È infatti l’energia a essersi imposta come pilastro industriale della relazione. Come dichiarato dal ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, i due Paesi puntano a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e a diversificare il mix energetico, guardando anche a nucleare di nuova generazione, idrogeno e biometano. (riproduzione riservata)