Generali Real Estate apre il dossier Ream. La società di gestione immobiliare del Leone guidata dal 2017 da Aldo Mazzocco e parte integrante della divisione asset & wealth management della compagnia sta per entrare nel capitale di Ream. È la sgr delle fondazioni del Nordovest, che ha 1,6 miliardi di euro di asset e che gestisce gli investimenti nel mattone degli enti di origine bancaria.
Secondo quanto fatto sapere da Ream sono stati aperti i cantieri di «una potenziale collaborazione strategica» con la controllata dell’assicurazione triestina, partnership che «sarà studiata nei prossimi mesi».
La comunicazione al mercato è arrivata con la nomina a direttore generale di Gloria Brocchi, top manager dal 2019 in forza a Generali Re ma con un blasonato passato nei colossi del settore immobiliare come Cbre e Colliers. Brocchi, molto stimata da Mazzocco, prende il posto dello storico numero uno di Ream Oronzo Perrini, uscito ad agosto dal gruppo per motivi personali dopo 19 anni.
Secondo quanto rivelano alcune fonti finanziarie a MF-Milano Finanza, pare che la società fosse alla ricerca di un successore però già prima dell’estate e sono stati sondati altri candidati. L’ingresso di Generali nel capitale, le cui forme sono ancora da definire, è stata accolta con favore nel mondo Acri per il ruolo di investitore di lungo periodo della compagnia che darebbe un impulso alla raccolta e agli investimenti di Ream su tutto il territorio nazionale. L’operazione prevede l’acquisto di circa il 20%.
La nomina di Brocchi – passata all’unanimità nel board presieduto da Maria Cristina Zoppo – sarebbe il punto di contatto fra i due blocchi di investitori istituzionali, da una parte il Leone e, dall’altra, le fondazioni del Nordovest. Nel libro soci di Ream, con le quote principali, figurano Fondazione Crt (che nel 2024 ha indicato alla presidenza l’ex consigliere di Intesa Sanpaolo Zoppo) e Fondazione di Asti con il 24,17% a testa. Poi c’è la Compagnia di San Paolo (al 14,64%), seguita dalle fondazioni di Vercelli e Cuneo (entrambe con il 7,5%) e da CariSpezia.
Nel 2022 era entrata, a seguito di un aumento di capitale anche l’Enpam, la più grande cassa previdenziale italiana (dei medici) presieduta da Alberto Oliveti. Non è ancora chiaro se Generali Re sottoscriverà azioni di nuova emissione, ricalcando l’operazione di allargamento della base di quattro anni fa e diluendo gli attuali soci, oppure se rileverà pacchetti di azionisti in uscita. E non sono stati indicati ancora né il valore dell’operazione né la valutazione attribuita a Ream.
Restano pure da definire anche la futura governance e la distribuzione dei poteri tra Generali e gli enti. Lo scorso anno Ream - che gestisce 16 fondi immobiliari attivi a 360° nei segmenti uffici, residenziale, hospitality, commerciale, student housing, sanità e green economy – ha realizzato 7,6 milioni di euro di ricavi, 2,9 milioni di ebitda e 1,9 milioni di utile netto.
Con oltre 37 miliardi di asset immobiliari, invece, Generali Re è uno dei principali operatori europei del settore. Di questi, un parco immobiliare di oltre 12 miliardi si trova in Italia, mercato in cui come rivelato da MF-Milano Finanza (si veda quotidiano del 18 agosto), la sgr ha deciso di esternalizzare il facility e property management. Sono servizi che includono manutenzioni e sorveglianza. L’esternalizzazione inciderà su un centinaio di risorse. Alla gara, Deloitte advisor, si sono affacciati big internazionali come Colliers, Cbre e Cushman & Wakefield. L’appalto vale una cinquantina di milioni all’anno. (riproduzione riservata)