Si allunga il fermo produttivo della Fiat 500 ibrida a Mirafiori. Dopo aver sospeso le attività nelle giornate di mercoledì 2, giovedì 3 e venerdì 4 settembre, Stellantis ha comunicato che le linee delle Carrozzerie dello stabilimento torinese resteranno ferme anche lunedì 7 e martedì 8 settembre.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la nuova comunicazione è stata trasmessa dall’azienda ai rappresentanti dei lavoratori. Salgono così a cinque le giornate produttive consecutive cancellate, separate soltanto dal fine settimana. Salvo ulteriori variazioni, la ripresa delle attività è prevista per mercoledì 9 settembre.
Alla base dell’estensione dello stop rimarrebbero le difficoltà nell’approvvigionamento dei componenti destinati ai motori della Fiat 500 ibrida. Stellantis aveva spiegato ai delegati che la sospensione non sarebbe legata alla debolezza degli ordini, sostenendo al contrario che la richiesta di vetture ibride è superiore all’attuale capacità produttiva.
Il collo di bottiglia si troverebbe nello stabilimento Teksid di Carmagnola, controllato dal gruppo e specializzato nella produzione di componenti per motori. L’impianto piemontese sarebbe dimensionato su livelli insufficienti per soddisfare il fabbisogno delle fabbriche Stellantis. Il gruppo guidato da Antonio Filosa starebbe lavorando per aumentare la capacità, ma le difficoltà si stanno traducendo in nuove interruzioni a Mirafiori.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, a Carmagnola sarebbero emerse anche rilevanti criticità qualitative, con una quota di componenti scartati che, in alcune lavorazioni, arriverebbe intorno al 50%. Problemi che possono spiegare la carenza immediata di motori, senza però chiarire se la domanda superiore alla capacità produttiva riguardi specificamente la 500 ibrida oppure soprattutto altri modelli del gruppo.
In presenza di componenti insufficienti, Stellantis potrebbe infatti essere costretta a distribuirli privilegiando le vetture e gli stabilimenti con il portafoglio ordini più consistente. In questo scenario, il fermo di Mirafiori non rappresenterebbe necessariamente una prova del successo commerciale della 500 ibrida.
La Fiom contesta apertamente la ricostruzione dell’azienda. Il sindacato non nega l’esistenza delle difficoltà produttive a Carmagnola, ma sostiene che il problema principale dello stabilimento torinese sia la debolezza della domanda. La Fiom è tornata quindi a chiedere al ceo Antonio Filosa e alla proprietà rappresentata dalla famiglia Elkann l’assegnazione immediata di un altro modello e, in prospettiva, l’installazione di una nuova linea produttiva
L’estensione dello stop rafforza ora le preoccupazioni dei rappresentanti dei lavoratori. Dopo quattro settimane di «ferie forzate», la produzione era ripartita a pieno regime soltanto per una settimana. In quella iniziata il 31 agosto gli addetti hanno lavorato due giorni, prima della sospensione dal 2 al 4 settembre. Il nuovo provvedimento rinvia ulteriormente la ripresa.
La Fiat 500 ibrida, entrata in produzione alla fine del 2025, costituisce il perno del piano con cui Stellantis punta a rilanciare i volumi di Mirafiori dopo il forte ridimensionamento della versione elettrica. Il gruppo aveva indicato un obiettivo di oltre 100 mila unità all’anno a regime, ma le ripetute interruzioni hanno reso impossibile quel target.
L’estensione del fermo al 7 e 8 settembre rende ancora più urgente capire in quali tempi Stellantis riuscirà a risolvere i problemi di Carmagnola e se, una volta ripristinata la fornitura dei motori, gli ordini della 500 ibrida saranno effettivamente sufficienti a garantire continuità produttiva a Mirafiori, senza la quale il polo di Torino rischia di diventare un altro problema per il ceo Filosa. (riproduzione riservata)