L’8 settembre 2026 si apre l’81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. L’Italia ci andrà anche per iniziare a tastare il terreno circa una possibile candidatura di Milano come sede di un’agenzia Onu per l’intelligenza artificiale. L’idea, lanciata dall’American Chamber of Commerce Italy, ha trovato uno dei primi sostenitori in Giulio Centemero, deputato della Lega, che parteciperà ai lavori come presidente dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. «Non esiste ancora una decisione Onu che istituisce una nuova agenzia, ma c’è un processo di istituzionalizzazione della governance dell’AI», puntualizza Centemero. «L’Italia deve essere presente mentre vengono definite le istituzioni».
Ora serve costruire una posizione nazionale, predisporre un dossier sui punti di forza di Milano, avviare la macchina diplomatica e costruire una coalizione. «La cosa più importante è non arrivare tardi», ribadisce Centemero. L’Italia non ha ancora una candidatura formalizzata, ma il lavoro politico è iniziato. «Una figura importante in partita è il sottosegretario all’Economia Federico Freni che ha la delega sull’AI al Mef», aggiunge il deputato. «Ne ho parlato con lui e stiamo ragionando su come dare alla proposta una dimensione nazionale: la candidatura non può essere solo di Milano. Dobbiamo lavorare su un dossier solido e una strategia diplomatica capace di costruire consenso prima ancora che esista una procedura formale per la sede».
Il rischio altrimenti è ripetere quanto successo con l’Agenzia Europea dei Medicinali, andata ad Amsterdam. «Milano presentò una candidatura competitiva ma avere il dossier migliore non basta», ricorda Centemero.
È presto per sapere quali saranno le concorrenti, ma le possibili candidate non mancano. «Ginevra ha una forte concentrazione di organizzazioni multilaterali. Parigi dispone di una presenza internazionale rilevante e importanti investimenti pubblici e privati sull’AI. Londra resta un hub mondiale per tecnologia, finanza e ricerca», ipotizza il deputato. Milano è il polo dell’innovazione in Italia, ha 33 data center attivi e una rete accademica vasta. «Può contare su Politecnico, Statale, Bocconi, Bicocca, su Human Technopole e Mind, oltre che su un tessuto imprenditoriale e finanziario di primo piano», assicura Centemero.
Ospitare la sede della governance dell’AI porterebbe diversi vantaggi. «Il primo beneficio sarebbe geopolitico», conclude il deputato. «C’è poi la dimensione economica: centri di ricerca, attrazione di talenti e investitori, partnership e opportunità di sviluppo tecnologico e finanziario pure grazie a Piazza Affari». (riproduzione riservata)