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Mercosur, l’Italia si fa strada in Brasile e Argentina con 60 imprese. Il racconto di Class Cnbc
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Mercosur, l’Italia si fa strada in Brasile e Argentina con 60 imprese. Il racconto di Class Cnbc

di Davide Lentini
06 settembre 2026, 12:00

Dal 7 all'11 settembre, Confindustria e Ice guidano una missione in Argentina e Brasile, segnando il debutto europeo nei nuovi accordi Ue-Mercosur. Un'opportunità per le aziende italiane di espandere il loro mercato

L’Italia gioca d’anticipo nella nuova partita del Mercosur. Dal 7 all’11 settembre oltre 60 imprese saranno protagoniste della missione organizzata da Confindustria e Ice in Argentina e Brasile, con tappe a Buenos Aires, San Paolo e Brasilia. Un’iniziativa che assume un peso particolare perché l’Italia è il primo Paese dell’Unione Europea a portare una delegazione imprenditoriale di queste dimensioni sui due mercati dopo l’avvio della nuova fase dell’accordo UE-Mercosur. Una missione che sarà seguita sul campo da Class CNBC.

«L’accordo abbraccia tutti gli Stati europei, ma l’Italia parte per prima portando le proprie aziende», sottolinea Graziano Messana, presidente della Camera di Commercio Italiana di San Paolo. La missione avrà un forte carattere operativo e coinvolgerà l’intero Sistema Italia. Le aziende incontreranno le controparti locali attraverso approfondimenti dedicati a cinque filiere prioritarie: agroalimentare, farmaceutica e medicale, transizione energetica e infrastrutture, macchinari e tecnologie per il mining, digitale. «Non è una missione per scambiare bigliettini da visita, è una missione per fare affari», spiega Messana. «Ci sono già forti manifestazioni di interesse».

L’evento

A raccontare direttamente dal Sud America questa nuova fase delle relazioni economiche tra Italia e Mercosur sarà Class CNBC. Il direttore Andrea Cabrini seguirà la missione giorno per giorno attraverso uno speciale “Incredible Investing – Le opportunità del Mercosur”, insieme a Diego Mezzogiorno, corrispondente in Italia di Times Brasil CNBC. Il timing è decisivo. La parte commerciale dell’accordo, infatti, è operativa dal primo maggio e alcune imprese stanno già beneficiando della riduzione dei dazi. Ma non tutte conoscono ancora le nuove procedure.

Messana racconta che all’Agrishow di maggio, il più grande evento di tecnologia agricola del Brasile, alcune aziende italiane hanno modificato listini e prezzi direttamente in fiera, dopo aver scoperto le nuove condizioni. Altre non ancora informate hanno continuato nei mesi successivi a esportare con la vecchia procedura, pagando dazi più elevati.

L'impatto sui dazi

Ma Messana spiega: «Per le merci che avevano già diritto alle nuove tariffe è però possibile verificare il recupero di quanto versato in eccesso. Un esempio concreto di come conoscere le regole dell’accordo possa tradursi immediatamente in maggiore competitività».

Il potenziale è rilevante: Confindustria stima oltre un miliardo di euro di export italiano ancora inesplorato tra Argentina e Brasile, con prospettive di crescita che nel lungo periodo potrebbero valere ulteriori 6 miliardi. Messana vede nell’industria uno dei terreni più promettenti. «Il Brasile è in un momento di rinnovo del parco industriale. Non produce molta tecnologia e deve comprarla». Da qui le opportunità per la meccanica e l’impiantistica italiana, dal packaging alla logistica, dal farmaceutico alle tecnologie per il mining.

Proprio le terre rare aprono un capitolo strategico: il Brasile dispone di enormi risorse ma necessita di tecnologie e competenze per estrarle e trasformarle. Secondo il presidente della Camera di Commercio a San Paolo «l’Italia può portare macchinari ed expertise tecnologica, inserendosi in filiere che arrivano fino a microchip e data center, settore in forte accelerazione anche grazie alla disponibilità brasiliana di energia rinnovabile».

L’agroalimentare

Anche l’agroalimentare può beneficiare della nuova apertura. «L’accordo esce dal cassetto e finisce negli scaffali dei supermercati nella misura in cui aumentiamo l’esportazione di formaggi, insaccati e alimenti ad alto valore aggiunto», osserva Messana. La sfida riguarda soprattutto le pmi. La Camera di Commercio di San Paolo respinge l’idea che il Brasile sia un mercato riservato ai grandi gruppi. Ad oggi sono circa 1.100 le aziende italiane presenti nel Paese e gran parte del tessuto è costituito proprio da piccole e medie imprese. «Ci sono aziende che fatturano due, tre, quattro milioni di euro e hanno aperto una società qui. Alcune sono riuscite a utilizzare la leva di questo grande mercato fino a fare in Brasile più fatturato di quanto facessero in Italia», spiega Messana.

A sostenerle c’è un Sistema Italia che in Brasile mette insieme ambasciata, Camera di Commercio, Ice, Simest, Sace e gli altri soggetti dell’internazionalizzazione: dalla ricerca di distributori alla copertura finanziaria delle esportazioni, fino a joint venture e investimenti produttivi.

È proprio su questo terreno che si misurerà il vantaggio dell’essersi mossi per primi. Dal 7 settembre Argentina e Brasile diventano il banco di prova per capire se il Mercosur potrà trasformarsi, per le imprese italiane, da opportunità sulla carta a nuovi ordini e investimenti. Una partita che Class CNBC, in collaborazione con Times Brasil CNBC, racconterà giorno per giorno, nello speciale “Incredible Investing – Le opportunità del Mercosur”, sul canale 828 del digitale terrestre e 507 di Sky. (riproduzione riservata)



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