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Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti a Cernobbio
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti a Cernobbio
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Giorgetti, Italia percepita meglio all’estero che in patria

di Oscar Bodini e Raffaele Crocitti
06 settembre 2026, 14:57 Ultimo aggiornamento: 15:29

Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, celebra la resilienza economica italiana, con una crescita prevista allo 0,8% e potenzialmente all'1%, superando le attese nonostante le sfide globali

«La percezione dell’Italia all’estero è migliore di quella a livello domestico, ve lo assicuro». Incassata una larga promozione sull’azione di governo nel tradizionale sondaggio domenicale al Forum Ambrosetti di Cernobbio, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha offerto la consueta fotografia dell’economia nazionale al termine de lavori della tre giorni sul lago di Como.

Per il titolare di via XX Settembre è stata l’occasione per rivendicare alcuni successi, primo tra tutti la crescita dell’Italia nel 2026, meglio delle attese. «L’economia italiana si è dimostrata relativamente resiliente, nel senso che noi abbiamo fatto valutazioni molto prudenziali per quanto riguarda la crescita, tenuto conto sia dell’impatto della guerra commerciale, dei dazi, sia evidentemente dell’impatto della crisi del Medio Oriente.

Prevista allo 0,6%, la crescita è oggi allo 0,8% e potremmo arrivare all’1%», ha detto Giorgetti. «Qualcuno potrebbe obiettare che bisogna fare più deficit di bilancio, con politiche espansive. Se io guardo agli amici francesi, che sono ben oltre il 3% del deficit/Pil, quest’anno hanno una crescita che è circa la metà della nostra. Quindi questo non è automatico».

La stabilità ha permesso di affrontare la tempesta sui bond

Per Giorgetti è invece «sicuramente automatico il fatto che la stabilità, e la stabilità anche finanziaria che abbiamo conseguito in questi anni in termini di capacità di gestione del debito pubblico, sicuramente ci ha consegnato la capacità di affrontare con diverso atteggiamento la tempesta che si sta profilando sul mercato dei bond, dei tassi di interesse a lungo termine. La domanda retorica che io faccio è: cosa sarebbe accaduto all’Italia se si fosse presentata in modo estremamente fragile nella sua capacità di raccogliere sui mercati risparmi che comprano il debito pubblico?»

Giorgetti su questo fronte ha invitato a ricordare che «quando ogni 14 giorni usciamo a vendere Btp sul mercato, ci rivolgiamo a dei risparmiatori in Italia e nel mondo. E fino a prova contraria, se uno non si fida di te, i suoi risparmi non te li dà. O meglio, te li dà e te li fa pagare moltissimo. E questa è una cosa non banale e di cui purtroppo nel dibattito politico, ma anche pubblico oserei dire, si tende a dimenticare».

Il 22 settembre, ha proseguito il titolare del Mef, «vedremo se avremo un millesimale in più o in meno rispetto a questo benedetto 3%. Prendo atto delle regole, sono quelle e quindi quelle dobbiamo accettarle. Quindi, se saremo un millesimale sopra, resteremo in procedura; se saremo un millesimale sotto, saremo sotto.

È chiaro che la legge di bilancio dovrà essere affrontata tenendo conto ovviamente di quelle che sono le ragioni della politica, ed è giusto che sia così, tenendo conto anche però del fatto che questo è un Paese sempre in qualche modo a rischio e il patrimonio di credibilità che abbiamo costruito è un patrimonio che conta tanto, che conta tantissimo, specialmente nelle situazioni di turbolenza e di crisi».

Dimostrazione di sovranismo pragmatico da parte del governo

Giorgetti si è poi definito «un sovranista». Se l’Italia riesce «a gestire il proprio debito pubblico in questo modo, è una grande dimostrazione di sovranismo pragmatico. Questa è una definizione che mi sono autoimposto e di cui vado molto fiero. Si può essere sovranisti facendo i fatti. E questo mi sembra la cosa più importante».

Retribuzioni, le aziende facciano la loro parte

Il numero uno del Tesoro ha poi parlato della variabile demografica e del crollo demografico in atto in Italia, che «perde 300 mila abitanti all’anno, ovviamente delle coorti più giovani. Questo qualche riflesso sia sull’andamento del Pil che sulla produttività in prospettiva lo crea». 

Tra i tanti elementi che sono stati richiamati per trattenere o richiamare talenti, «c’è anche quello evidentemente delle retribuzioni», ma su questo tema «non può esserci soltanto il governo: ci devono essere anche coloro che pagano le retribuzioni». Il governo «è disposto a fare la sua parte, in termini anche di incentivi fiscali o, se vogliamo, contributivi. Però ci devono essere gli imprenditori che devono vedere questa come una delle prime forme di investimento in assoluto per far partire un circolo virtuoso».

AI driver di crescita eccezionale, il governo si muove

Per quanto riguarda poi il tema dell’intelligenza artificiale, Giorgetti ha assicurato che il governo si sta «muovendo. Ovviamente l'iperammortamento che abbiamo introdotto cerca di dare un minimo di stabilità in prospettiva.

Ci rendiamo conto che il tema dell'intelligenza artificiale è un driver fondamentale per la crescita e ci rendiamo conto di quanto sia anche però determinante, come dicevo prima, in termini di sicurezza e di sovranità tecnologica del Paese. È un tema che va affrontato a livello nazionale, ma, lo ribadisco, anche e soprattutto a livello europeo per raggiungere delle dimensioni adeguate». (riproduzione riservata)



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