La data da cerchiare sul calendario per i soci di Intesa Sanpaolo è giovedì 10 settembre. Quel giorno alle ore 10, al Nuovo Centro Direzionale della banca a Torino, gli azionisti del gruppo guidato da Carlo Messina dovranno esprimersi in assemblea, come recita l’ordine del giorno, sulla «proposta di attribuzione al cda di una delega per un aumento di capitale al servizio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria (opas) sulle azioni ordinarie di Banca Monte dei Paschi di Siena».
È il passaggio societario che deve mettere nelle mani del board i nuovi titoli Intesa da utilizzare come moneta di scambio con gli azionisti Mps che aderiranno all’offerta da 30,6 miliardi di euro.
Secondo quanto stimato da Ca’ de Sass, in caso di adesione totale, verrà emesso un massimo di 4,86 miliardi di nuove azioni, pari al 21,748% del capitale post aumento, oltre a circa 3 miliardi di componente cash per rafforzare l’appeal dell’offerta sul mercato.
Ai nastri di partenza nascerebbe la seconda banca dell’Eurozona per market-cap, un campione europeo dietro solo alla spagnola Santander e forte non soltanto nel commercial banking, ma più sbilanciato verso la gestione del risparmio, private banking, investment banking e servizi finanziari ad alto margine.
La scalata al Monte poi porterebbe in dote anche il 13,32% di Generali (in pancia a Mediobanca) che quest’anno ha garantito circa 330 milioni di dividendi.
Sempre in termini pro-forma i clienti sarebbero 27 milioni, circa 1.700 miliardi di attività finanziarie, una rete di circa 3 mila filiali in Italia, mentre i private banker e i consulenti finanziari supererebbero quota 9.000 unità.
Gli impieghi sarebbero di 526 miliardi, 711 miliardi di raccolta diretta e 988 miliardi di raccolta indiretta, di cui 649 di risparmio gestito. Il risultato netto invece sarebbe di circa 11,3 miliardi, con proventi operativi netti per 33 miliardi e un npl ratio netto dell’1,1%.
Grazie a 2,9 miliardi di sinergie l’anno pre-tasse, di cui 1,5 miliardi di costi e 1,4 miliardi di ricavi, Messina punta a creare una superbanca in grado di realizzare al 2029 oltre 16 miliardi di utile netto, un roe superiore al 20% e indici patrimoniali (Cet1) sopra il 14%.
In cambio della diluizione, il banchiere ha messo sul tavolo degli azionisti una distribuzione complessiva di 61 miliardi nel quinquennio 2025-2029. La scommessa di Ca’ de Sass è ancora che la crescita attesa passa soprattutto dalla gestione del risparmio e dalla consulenza, sfruttando la propria rete e il posizionamento di Mediobanca.
Industrialmente, nel corporate & investment banking la combinazione con Imi dovrebbe rafforzare Intesa nell’m&a e nel debt capital market. Nel credito al consumo, invece, l’ingresso di Compass consentirebbe di raggiungere la prima posizione in Italia.
Al netto di rilanci che secondo alcuni osservatori potrebbero arrivare solo a ridosso dell’assemblea del Montepaschi per far subito naufragare le due contro-operazioni di Rocca Salimbeni su Banca Generali e Banco Bpm, sono state offerte agli azionisti del Monte 1,6 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione più un euro in contanti per ogni titolo Mps che verrà portato in adesione.
Ai prezzi del 5 giugno il corrispettivo attribuiva a ogni titolo di Rocca Salimbeni un valore di 10,091 euro, incorporando un premio del 12,5% rispetto alla quotazione del titolo alla vigilia dell’annuncio dell’operazione e del 17,4% sulla media dei tre mesi precedenti. Offerta che rimane a premio anche dopo la cavalcata del titolo Mps, che si è allineato subito ai valori proposti, e le contro-ops di Siena.
Dopo il varo dell’operazione il processo autorizzativo, partito a fine giugno con il deposito del documento dell’opas in Consob e che tra Bce, Ivass, Antitrust e Golden Power collezionerà in tutto circa una quarantina di dischi verdi dovrebbe concludersi entro novembre, proprio con l’ok al prospetto dell’authority presieduta da Guido Stazi. Che non può prescindere da tutti gli altri via libera preventivi.
Le autorizzazioni da richiedere sono tante anche per la presenza estera dei gruppi coinvolti nell’operazione. A quel punto si aprirà il periodo di adesione e il mercato avrà tra le quattro e le sei settimane per pronunciarsi sul progetto di integrazione della nuova superbanca. (riproduzione riservata)