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Polizze vita, la carta delle famiglie italiane contro rischi, tasse e longevità
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Polizze vita, la carta delle famiglie italiane contro rischi, tasse e longevità

di Carlo Giuro
04 settembre 2026, 20:00

Tra protezione del patrimonio, vantaggi fiscali e passaggio generazionale, le polizze vita assumono un ruolo sempre più centrale nella gestione dei risparmi delle famiglie italiane

Il risparmio assicurativo rappresenta una realtà sempre più rilevante nei portafogli finanziari delle famiglie italiane, pari secondo le stime della Banca d'Italia al 13,6%, con un rilevante crescita registrata negli ultimi anni. Dall'Osservatorio Investitori 2026 di Cnp Assicura, realizzato in collaborazione con Ipsos Doxa su un campione di 2.420 investitori italiani, emerge che anche nel 2026 le polizze vita si confermano la tipologia di investimento più conosciuta (84%) e uno degli strumenti più diffusi all'interno dei portafogli degli investitori. Tra coloro che ne hanno sottoscritta una, oltre la metà (51%) indica come principale obiettivo la protezione del capitale, mentre il 36% punta a ottenere un rendimento, mantenendo un livello di rischio contenuto. Solo una quota residuale ricerca la massimizzazione del rendimento accettando un'esposizione elevata al rischio.

Come evidenzia l'Ivass (l'autorità di vigilanza del settore delle assicurazioni) nell'ultima relazione annuale, i premi vita nel 2025 sono stati pari a 118,6 miliardi di euro e nel primo trimestre 2026 a 31,6 miliardi. Gli sportelli bancari e postali restano il principale canale distributivo per le polizze vita (56,9%), seguiti dagli agenti assicurativi (23,7%) e i consulenti finanziari (17,0%). I broker, ancora marginali nel comparto, incrementano dall’1,8% del 2024 al 2,4%. L’incidenza della raccolta vita totale sul prodotto interno lordo è pari al 5,3%. Nel confronto con le economie Ocse, l’Italia è 8° per rilevanza del settore vita rispetto al pil. Mentre è solo 25° per i premi danni.

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La funzione delle polizze vita e la pianificazione patrimoniale

Le polizze vita rispondono a più esigenze. Proteggono da situazioni di rischio legate a morti premature, sono uno strumento di risparmio, anche in un’ottica di medio-lungo termine, e un’opportunità di investimento anche nella prospettiva di stabilizzazione finanziaria nell’ambito della diversificazione di portafoglio. Possono poi essere utilizzate come un efficace strumento per pianificare il passaggio generazionale sia per i rilevanti vantaggi fiscali e successori, tra cui esenzione dell’imposta di successione, esclusione dall'asse ereditario e libertà di designazione dei beneficiari, al di fuori delle quote previste per gli eredi legittimari. Non va poi dimenticato il possibile ruolo di protezione legale del patrimonio essendo il risparmio assicurativo impignorabile e insequestrabile nei limiti di legge. Importante anche sottolineare come le polizze vita oltre ad essere strumento di accumulo possono anche essere utilizzate nella fase di decumulo optando per la prestazione sotto forma di rendita vitalizia rivalutabile (su cui possono innestarsi forme di copertura come la reversibilità, la contro-assicurazione o la rendita certa per un determinato numero di anni) che consente di tutelare il risparmiatore dal rischio longevità, tema sempre più centrale alla luce dell’incremento dell’aspettativa di vita e delle trasformazioni socioeconomiche in atto. A questo proposito nei mesi scorsi Banca Finint e Cnp Assicura hanno annunciato una nuova partnership finalizzata alla distribuzione di soluzioni assicurative Vita. L’accordo, spiegano le due società, si focalizza proprio sulla gestione del longevity risk.

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Va però evidenziato come al momento la cultura della rendita in Italia non sia ancora sviluppata così come emerge anche dalla recente indagine Ania sul ricorso della rendita vitalizia pubblicata a luglio 2026 secondo cui nel triennio 2022-2024 la media ponderata del tasso di propensione alla rendita è stata pari allo 0,474%. Le polizze vita possono poi interpretare risposta al bisogno di decumulo, se sia previsto contrattualmente, anche attivando un piano di decumulo finanziario con l'erogazione di flussi cedolari o rimborsi programmati.

Le principali tipologie: rivalutabili, unit-linked e multi-ramo

Tra le possibili tipologie si evidenziano in primo luogo le polizze rivalutabili che rappresentano, sin dal 1980, lo strumento di punta tra i prodotti assicurativi sulla vita. Investono i premi in una gestione separata che tende ad avere una composizione degli investimenti prudenziale, perché ha l’obiettivo di garantire stabilità dei rendimenti e, comunque, almeno il capitale investito (al netto dei costi) e il suo potere di acquisto. Vi sono ancora le polizze unit-linked che hanno un più spiccato contenuto finanziario in cui la prestazione è collegata al valore di fondi d’investimento. Più in dettaglio, il premio versato dall’assicurato viene utilizzato per essere investito in uno o più fondi, in base alle scelte e alla propensione al rischio dell’investitore. Il valore del capitale e, di conseguenza, il rendimento della polizza, sono direttamente collegati all’andamento di questi fondi sottostanti. Quindi non è prevista, di norma, una garanzia di restituzione del capitale o di rendimento minimo. Può però essere prevista una forma di protezione finanziaria, nel senso che la compagnia può offrire un prodotto o un singolo fondo in cui, grazie alla composizione degli investimenti, prevede di restituire comunque all’assicurato una determinata percentuale del capitale investito inizialmente.

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Per avere una soluzione diversificata, in grado di bilanciare la sicurezza della gestione separata con le opportunità di rendimento dei fondi, è possibile poi ricorrere alle polizze cosiddette multi-ramo o ibride, che sono collegate in parte a gestioni separate e in parte a fondi ti tipo unit-linked. Secondo l’ultimo Ania Trends relativo a giugno 2026 il volume dei nuovi premi delle polizze rivalutabili rappresenta il 61% dell’intera nuova produzione vita di cui il 45% proviene da nuovi premi investiti in gestioni separate di prodotti multiramo Una quota rilevante della nuova produzione vita, pari al 38% del totale, ha riguardato poi ile polizze unit linked, collegate prevalentemente a fondi di tipo classico, senza forme di protezione finanziaria o di garanzia di rendimento minimo di cui il 41% dei nuovi premi sono investiti nella componente unit-linked di contratti multi-ramo.

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Una panoramica del mercato e le opzioni di investimento

E' interessante tratteggiare poi un ritratto del mercato sulla base delle evidenze contenute nella relazione annuale dell'Ivass. Al 31 dicembre 2025 sono disponibili 517 prodotti individuali Ibip, acronimo che sta per Insurance Based Investment Products (polizze rivalutabili, unit-linked e multi-ramo), in aumento da 502 del 2024.

I prodotti unit-linked e multi-ramo includono in genere una pluralità di opzioni di investimento (multioption), con una media rispettivamente di 104 e 60 opzioni. I prodotti rivalutabili sono per la quasi totalità collegati a una singola gestione separata. Così come evidenziava in ogni modo il Bollettino statistico della medesima Ivass pubblicata a novembre 2025 un elemento innovativo nell’offerta di nuovi prodotti rivalutabili è rappresentato dal fatto che il 37,5% è associato a una pluralità di gestioni separate, evidenziando una crescente tendenza alla diversificazione delle fonti di rendimento. La possibilità di investire in più gestioni separate consente alle imprese di aumentare la competitività dei prodotti, stabilizzare ulteriormente i rendimenti a lungo termine e garantire un'offerta più sostenibile per le imprese stesse. Con riferimento alla modalità di investimento l’80% dei prodotti disponibili è a premio unico, con facoltà di versamenti integrativi; il restante 20% è a premio periodico. Le polizze unit-linked e multi-ramo sono per lo più a vita intera (rispettivamente 88% e 69%), con un incremento rispetto al precedente esercizio dei prodotti a scadenza definita. Le polizze rivalutabili confermano una distribuzione omogenea tra durata definita e vita intera.

Viene ancora evidenziato dall'Ivass come l’interesse verso investimenti Esg continua a crescere per soddisfare le preferenze dei clienti che dichiarano nei questionari di essere interessati a prodotti finanziari con una quota minima di investimenti sostenibili. Il 19,8% delle opzioni offerte su tutte le tipologie di prodotti ricade tra quelle classificabili secondo gli articoli 8 e 9 del Regolamento europeo Sfdr (Sustainable Finance Disclosure Regulation), rispettivamente il 17,7% e il 2,1%. Per quel che riguarda l’onerosità il cosiddetto reduction in yield, ovvero l’indicatore sintetico del costo del prodotto, rimane costante per le polizze multi-ramo (2,5%) e unit-linked (2,9%) ed è invece in lieve riduzione per le rivalutabili (1,6%).

La pianificazione assicurativa non riguarda soltanto la componente del vita ma si può estendere anche alla parte danni, ovvero protezione della persona, della famiglia e del patrimonio modulando le coperture in relazione alle diverse fasi del ciclo di vita. Come sottolinea l’Ania di fronte a eventi inattesi come un incidente, danni all’abitazione o interruzioni dell’attività lavorativa, l’assicurazione diviene un alleato prezioso che interviene riducendo l’impatto economico e fornendo un sostegno concreto.

Quanto vale il comparto della protezione

Il comparto della protezione in Italia pur in crescita del 7/8% su base annua e stimato in circa 23 miliardi di euro, riporta Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking i cui consulenti finanziari da qualche mese propongono anche soluzioni in questo segmento, presenta ancora ampi margini di sviluppo rispetto agli standard europei, con una quota significativa di rischi non coperti nei patrimoni privati: ad esempio soltanto l’11% delle abitazioni di proprietà è assicurato per l’immobile e il suo contenuto.

Le coperture attivabili

Quali sono allora le possibili coperture attivabili?

Uno studio dell’Ania individua alcuni profili tipo che possono essere utili per stimolare opportune riflessioni. Non considerando i profili sanitari, un single under 35 che sia lavoratore dipendente, in affitto e senza animali domestici può per esempio pensare ad una polizza di responsabilità civile generale e ad una copertura infortuni per il tempo libero. Una coppia di genitori lavoratori dipendenti con un figlio, un animale domestico e casa di proprietà può pensare ad una polizza di responsabilità generale (inclusa copertura per animali domestici), una infortuni per genitori e figli, una copertura per la casa (protezione incendio, furto, responsabilità civile).

Come ombrello protettivo per il nucleo famigliare sarebbe poi suggeribile che i genitori si dotassero anche di una copertura temporanea caso morte i cui premi, giova ricordarlo, godono della detraibilità fiscale con aliquota del 19% fino al limite massimo di 530 euro. Se si considera poi una famiglia estesa con due genitori, due figli, un nonno convivente, due animali domestici e casa di proprietà si suggerisce la responsabilità civile famiglia estesa (inclusa copertura per animali domestici), infortuni per tutti i membri attivi, la copertura assicurativa per proteggere la casa (multirischi e rischi catastrofali), la temporanea caso morte o per l’invalidità permanente.

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La protezione degli immobili

E’ utile rimarcare poi la valenza della tutela del patrimonio immobiliare per i rischi catastrofali considerando che l’Italia è esposta ad un alto rischio sismico ed idrogeologico e, secondo una recente analisi dell’Ania, sono ben 41 milioni le unità immobiliari potenzialmente esposte agli eventi catastrofali con solo il 7% delle abitazioni assicurate. Va evidenziato come la copertura dai rischi catastrofali è stata resa obbligatoria per le imprese mentre per i soggetti privati è stata presentata una specifica proposta di legge il cui obiettivo è proprio quello di incentivare la protezione della prima casa (non sarebbe comunque obbligatorio stipulare la copertura assicurativa).

I rischi che arrivano dal web

Considerando poi come la società contemporanea è sempre più digitale e connessa particolare attenzione va rivolta alla opportunità di proteggersi dal cyber rischio. Secondo una nuova indagine dell’Ivass, istituto di vigilanza sulle assicurazioni presieduto da Paolo Angelini, nell’ambito delle polizze destinate a individui e famiglie sono coperti i danni conseguenti a furto o clonazione di carte di credito/debito e carte prepagate, furto di identità digitale, acquisti fraudolenti online. Spesso viene fornita all’individuo e al suo nucleo famigliare assistenza telefonica e digitale, attraverso un servizio di monitoraggio online che, in caso di sospetto attacco informatico sui device dell’assicurato, consente alla compagnia di contattare un tecnico specializzato per attivare tutte le procedure di analisi e ripristino.

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Sono presenti coperture anche nella forma della consulenza psicologica a seguito di eventi traumatici legati all’attacco cyber quali cyberbullismo e cyberstalking e dell’assistenza prestata in occasione di frodi nella prenotazione online di un viaggio all’estero. (riproduzione riservata)



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