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Mutui e prestiti al consumo, per Crif gli italiani indebitati aumentati dal 46 al 60,7% in quattro anni
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Mutui e prestiti al consumo, per Crif gli italiani indebitati aumentati dal 46 al 60,7% in quattro anni

03 settembre 2026, 02:00 Ultimo aggiornamento: 08:49

Nonostante un contesto economico che risente del clima di incertezza globale, aumenta ancora la platea degli italiani che ricorrono al credito (mutui, prestiti finalizzati o personali) e torna a crescere anche l’indebitamento medio. La rateizzazione entra quindi nelle strategie di gestione delle spese: non solo un modo per affrontare un acquisto nell’immediato, ma anche una soluzione per distribuire gli esborsi e preservare la liquidità. Nel primo semestre 2026 il 60,7% della popolazione maggiorenne, oltre 30 milioni su circa 50 milioni di over 18, ha almeno un contratto rateale attivo, in aumento dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2025 quando la quota era del 59,6%. A metà 2024 si attestata al 52,7%, in crescita rispetto al 51,4% di un anno prima e al 46% di metà 2022.

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Parallelamente, l’esposizione residua pro capite, ovvero quanto resta complessivamente da rimborsare sui finanziamenti in essere, raggiunge 32.899 euro, con un incremento del 4%. È quanto emerge dall’aggiornamento della mappa del credito di Mister Credit di Crif.

La crescita della domanda e della rata mensile

La crescita della domanda di finanziamenti si accompagna a una maggiore rata mensile. Nei primi sei mesi dell’anno gli italiani hanno rimborsato in media 285 euro al mese tra mutui e prestiti, il 2,5% in più rispetto al primo semestre 2025. La dinamica riflette la ripresa dei consumi e degli acquisti sostenuti dal credito, oltre alla diffusione dei prestiti di importo contenuto. «I dati della prima parte dell’anno confermano quanto il credito continui a rappresentare uno strumento importante per sostenere i progetti e le spese delle famiglie italiane», commenta Beatrice Rubini, direttrice della linea Mister Credit di Crif. «Oggi oltre sei adulti su dieci hanno almeno un finanziamento in corso e l’esposizione residua media sfiora i 32.900 euro». A trainare il mercato sono soprattutto i prestiti finalizzati, che rappresentano il 45,7% dei finanziamenti attivi, seguiti dai prestiti personali con una quota del 30,4% e dai mutui casa, che incidono per il 23,9%.

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Le finalità del credito e la sostenibilità del debito

Se si guarda alle finalità, il credito viene utilizzato soprattutto per esigenze legate alla casa, che rappresentano il 42,8% del totale. Seguono l’acquisto di mezzi di trasporto, con il 30,6%, e quello di elettronica ed elettrodomestici, con il 17,9%. Tra le diverse forme tecniche, la rata media dei mutui rimane sostanzialmente stabile, poco sotto i 600 euro, mentre l’esposizione residua supera 99.500 euro. Per i prestiti finalizzati la rata sale leggermente a 139 euro e l’esposizione residua cresce del 7,7%, pur rimanendo inferiore ai 6mila euro. I prestiti personali registrano invece una rata media di 259 euro (+1,9%), con circa 16.400 euro ancora da rimborsare (+1,3%). Pur con un’esposizione in crescita, la sostenibilità del debito delle famiglie continua a non mostrare particolari segnali di allarme. Secondo l’ultima rilevazione di Assofin, Crif e Prometeia, a marzo 2026 il rischio di credito relativo al totale dei prestiti alle famiglie si attestava all’1,5%. Un livello considerato contenuto, anche grazie a politiche di concessione che restano prudenti e tengono conto dell’incertezza legata alle tensioni geopolitiche e commerciali e dei possibili effetti sulla capacità di rimborso dei richiedenti. A livello territoriale, la fotografia regionale offre un quadro molto eterogeneo.

La Toscana presenta la quota più elevata di maggiorenni con almeno un credito attivo, pari al 69,2%, davanti a Lazio (67,4%) e Valle d’Aosta (66,5%). All’estremo opposto si trova il Trentino-Alto Adige, con il 37,9%.

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Distribuzione per età e genere

Il ricorso ai finanziamenti è concentrato soprattutto nelle fasce d’età centrali: oltre quattro persone su cinque tra i 41 e i 50 anni hanno almeno un finanziamento in corso, contro il 30,7% tra 18 e 30 anni. Gli uomini rappresentano il 59% degli utilizzatori, contro il 41% delle donne, anche se queste ultime raggiungono il 45,7% tra i titolari di mutui. In tutte le tipologie di finanziamenti, gli importi medi delle rate sono leggermente più bassi per le donne rispetto agli uomini.

Nel complesso, la mappa del Credito dà quindi un quadro di maggiore partecipazione delle famiglie al mercato dei finanziamenti. Ma, avverte Rubini «questi dati non incorporano ancora le preoccupazioni che iniziano a emergere tra le famiglie italiane per nuovi aumenti dei prezzi in autunno, in risposta alla complessa situazione geopolitica internazionale, una dinamica che probabilmente sarà segnalata dai dati dei prossimi mesi». (riproduzione riservata)



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