Mentre a Milano si attende la decisione del giudice per le indagini preliminari sulle eventuali misure cautelari legate all’ultimo filone d’inchiesta sull’urbanistica, che ha investito il Comune e il mondo degli sviluppatori immobiliari milanesi, la politica si interroga e prende posizione. Al centro del dibattito le critiche mosse alla giunta guidata dal sindaco Giuseppe Sala, anch’esso indagato, ma che secondo il presidente del Senato, Ignazio La Russa, non sono nate in scia all’indagine giudiziaria.
«Le critiche poste alla giunta Sala prescindevano dall’azione giudiziaria, sono state fatte già prima dello scoppio del caso urbanistica», ha dichiarato La Russa in occasione della cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare. Il presidente del Senato ha voluto chiarire che «nessuno ha fatto sì che, verso Sala, si potesse parlare di una volontà giustizialista», sottolineando come le posizioni espresse siano da ricondurre a un piano esclusivamente politico.
«Anzi», ha aggiunto, «mai come in questo caso le critiche alla giunta Sala erano slegate dall’inchiesta. È stato detto più volte da me. Io sono intervenuto molto prima, quando in Parlamento si stava per votare al Senato la cosiddetta legge Salva Milano e io mi sono permesso di parlare di Salva Giunta Sala e il provvedimento è stato accantonato».
La Russa ha poi esteso la riflessione anche ad altre vicende giudiziarie in corso, come quella siciliana, ribadendo la sua posizione garantista: «La giustizia deve fare il suo corso. Sono contrario, almeno fino a quando non si esprimono i giudici, a conseguenze direttamente connesse alle azioni giudiziarie. Non se ne parla nelle fasi in cui si trovano al momento le inchieste». In un clima politico teso, il presidente del Senato ha dunque voluto distinguere nettamente tra l’attività giudiziaria in corso e il dibattito politico, ribadendo la necessità di non alimentare derive giustizialiste e di attendere con rispetto le decisioni dei magistrati.
Tra progetti sotto indagine e cantieri bloccati, nel mirino dei pm di Milano impegnati nell’inchiesta sull’urbanistica ci sarebbero diversi e altri grossi progetti che non erano stati finora analizzati e non sono contenuti negli atti d’indagine già noti. Sotto sequestro al momento rimangono tre cantieri in particolare: Lac Parco delle Cave, Giardino Segreto e Scalo House. Progetti e appartamenti per cui 4.500 famiglie hanno pagato, ma si ritrovano oggi senza immobile.
Si riunirà domani 31 luglio in Via Valtellina a Milano, davanti proprio a Scalo House, il Comitato della Famiglie Sospese in attesa di avere nuove risposte dalle istituzioni. Nel pomeriggio saranno invece in audizione alla commissione Sostenibilità Sociale, Casa e Famiglia della Regione Lombardia. (riproduzione riservata)