Unicredit mette nel mirino l’Est Europa. La banca guidata dal ceo Andrea Orcel sarebbe in gara per rilevare la controllata rumena di Otp Bank, la principale banca commerciale ungherese. Una preda che vale tra 300 e 400 milioni di euro.
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Oggi Otp Bank è uno dei maggiori istituti dell’area danubiana con 13 milioni di clienti, 1.500 sportelli e una quota di mercato del 25% nella sola Ungheria. Negli ultimi quattro anni la controllata rumena ha aumentato del 50% il bacino di clienti e ha messo in campo numerose iniziative, soprattutto nell'area della digitalizzazione.
Un’ulteriore crescita però presenta complessità. Soprattutto perché negli anni scorsi sono falliti due tentativi di acquisizione: quello di Banca Romaneasca del 2017, respinto dalla banca centrale, e quello di Garanti Bbva Romania. Per questa ragione la capogruppo ha deciso mettere l’asset sul mercato. La gara per la dismissione potrebbe durare diversi mesi e, oltre a Unicredit, avrebbe coinvolto anche Erste Bank Group, Banca Transilvania, Alpha Bank e EximBank. Contattata, Unicredit ha preferito non commentare le indiscrezioni.
Sebbene le trattative siano ancora alle battute iniziali, la mossa conferma l’attenzione di Unicredit per l’Europa Centro-Orientale. Nel primo trimestre dell’anno del resto i ricavi in queste aree sono cresciuti in modo significativo (+27,3% a 990 milioni in Europa Centrale e +31,9% a 592 milioni in quella Orientale) e il trend potrebbe essere confermato nei prossimi mesi.
Oltre che dall’attività di m&a, l’attenzione per queste aree è confermata dalle recenti riorganizzazioni. Per esempio la scorsa settimana Unicredit ha avviato la valutazione di una fusione transfrontaliera tra le controllate Unicredit Banka Slovenija e Unicredit Bank Austria nell'ambito del piano di crescita del gruppo nell'Europa Centrale.
Quanto al m&a, l’attenzione di Unicredit per l’argomento rimane elevata. Negli ultimi anni il gruppo ha per esempio valutato in diverse occasioni una crescita per linee esterne in Nord Europa. L'ex ceo, Jean Pierre Mustier, aveva a lungo studiato un'integrazione con la francese Société Générale e, in seconda battuta, una fusione con Commerzbank. Questo secondo target è stato esaminato anche da Orcel che avrebbe aperto il dossier all’inizio del 2022 senza mai accantonarlo definitivamente. Nel radar potrebbe entrare anche alcune Landesbank che nei prossimi mesi potrebbero ufficialmente finire sul mercato. Nel radar ci sarebbero anche asset in settori di nicchia come i pagamenti che il vertice di Unicredit vuole valorizzare, anche attraverso operazioni straordinarie sia nel mercato italiano che all’estero.
Sul mercato italiano invece le prede restano quelle di sempre. Da un lato c’è il dossier Banco Bpm che ha registrato un ritorno di fiamma nei mesi scorsi. Dall’altro lato c’è sempre Mps per la cui privatizzazione Unicredit potrebbe tornare in pista tra fine anno e inizio 2024. (riproduzione riservata)