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Barclays alza le stime sul gas e scommette sui titoli energetici europei. In evidenza Eni, Shell e Total
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Barclays alza le stime sul gas e scommette sui titoli energetici europei. In evidenza Eni, Shell e Total

di Angela Zoppo
07 settembre 2026, 09:30 Ultimo aggiornamento: 09:40

Il rischio di bolla nell’offerta di gnl è rinviato al 2029. Tra i gruppi favoriti dal nuovo scenario anche Bp, Harbour Energy, Var Energi (Eni) e Technip. Bene le utility esposte ai prezzi dell’energia elettrica. Ecco quanto possono correre sul listino

Barclays rivede al rialzo le previsioni sui prezzi del metano, che stanno tornando sui massimi, e conferma un’ondata di giudizi positivi sul comparto energetico integrato europeo, spostando di due anni la temuta bolla sull’offerta di gas naturale liquefatto

Se è vero che entro il 2030 arriveranno circa 445 milioni di tonnellate annue di nuova capacità di liquefazione, gli analisti sottolineano come questa crescita sia fortemente concentrata tra il 2027 e il 2029, mentre a pesare sul quadro a breve termine è soprattutto la crisi in Medio Oriente, e in particolare la situazione del Qatar che ha dovuto fermare l’intera produzione di Gnl, togliendo dal mercato circa 77 milioni di tonnellate di capacità, pari a quasi un quinto dell’offerta globale (le forniture dal Paese del Golfo rappresentano il 33% dell’import italiano). 

Il mercato del gnl, secondo le nuove stime, resterà sotto pressione dal lato dell’offerta nel 2027, tornerà in equilibrio nel 2028, e solo verso la fine del 2029 si vedrà un vero surplus strutturale. La fotografia scattata da Barclays vede l’Europa affrontare l’inverno con le riserve di gas ancora tirate. Gli stoccaggi dell’Unione Europea avevano toccato il livello più basso degli ultimi quattro anni all’inizio della stagione di iniezione, il 1° aprile 2026, fermandosi al 28% di riempimento. Nonostante il recupero fino a circa il 63% a fine agosto, il gap rispetto alla media quinquennale resta significativo, attorno ai 17 punti percentuali. Fa eccezione l’Italia.

Azioni dell’energia: chi guadagnerà col nuovo scenario

La conseguenza pratica di questo scenario è un deciso aggiustamento delle previsioni di prezzo. Barclays alza le proprie stime sul gas naturale internazionale (esclusi gli Stati Uniti) del 19-23% per il 2026 e del 23-33% per il 2027, con un incremento più marcato per il Gnl spot asiatico. Per il Ttf olandese, benchmark europeo, la nuova stima 2026 sale a 18,4 dollari per milione di Btu, con il 2027 fissato a 16 dollari. Questo aggiornamento si traduce in una revisione al rialzo degli utili per azione attesi per il comparto energetico integrato europeo, in media di circa il 6% per il 2026 e dell’8% per il 2027.

Guardando titolo per titolo, Harbour Energy (overweight), è il più sensibile in assoluto al rialzo del gas. Target price alzato da 400 a 420 pence, con un incremento dell’utile per azione atteso 2026 del 27%, il più marcato tra tutti i nomi coperti. Segue Var Energi (overweight). la controllata di Eni che ha lanciato un’opas su BlueNord vede il target price alzato da 50 a 58 corone norvegesi, utile per azione 2026 rivisto al rialzo del 14%. Il titolo offre una delle esposizioni più dirette ai prezzi del gas spot europeo.

Per Equinor (underweight, confermato), nonostante il rialzo del target price da 330 a 368 corone norvegesi e una revisione dell’utile per azione 2026 del +9%, Barclays mantiene un giudizio prudente a causa dell’elevata esposizione al gas spot (circa il 40% della produzione) e di un quadro di investimenti giudicato in deterioramento. Shell (overweight) ha il prezzo obiettivo alzato da 4.500 a 4.700 pence, con utile per azione 2026 rivisto in aumento del 7%. Il gruppo beneficia anche di un possibile programma di riacquisto di azioni proprie e di un’elevata generazione di flussi di cassa.

Leggero rialzo anche per TotalEnergies (overweight), con target price che passa da 94 a 95 euro. La revisione degli utili è più contenuta (+3,4% per il 2026), ma il broker sottolinea il contributo aggiuntivo atteso dalla divisione trading.

Per Bp (Overweight), il prezzo obiettivo passa da 6,50 a 6,85 sterline, l’utile per azione 2026 cresce del 5,4%. La società resta apprezzata per l’utilizzo dei flussi di cassa nella riduzione del debito. Bene anche Eni (overweight), con target price alzato da 28,50 a 29,50 euro e utile per azione 2026 visto in rialzo  del 5,8%, sostenuto da una divisione gas «molto migliorata» e dalla crescita upstream in Brasile e Africa.

Repsol (overweight) vede il target price confermato a 32 euro: la società spagnola beneficia soprattutto dei margini di raffinazione più che della leva sul gas.

Stabile anche Galp Energia (overweight): il prezzo obiettivo resta a 26 euro, sostenuto dalla crescita upstream in Brasile (progetto Bacalhau) e dal potenziale esplorativo in Namibia. Omv (underweight, confermato) vede il target price in aumento da 57 a 60 euro. La minore esposizione al gas e la maggiore quota di business chimico rendono il titolo meno sensibile al tema principale del report.

Aker Bp (equal weight) passa da 295 a 300 corone norvegesi, con revisione dell’utile per azione più contenuta (+4,6% nel 2026) rispetto ai peer norvegesi. Underweight confermato per Ithaca Energy, altra società nell’orbita di Eni. il target price è stato alzato da 200 a 225 pence; il broker segnala però il rischio esecutivo sui progetti di sviluppo e una posizione di copertura sul petrolio che limita l’upside rispetto ai peer.

Il ruolo delle utility: leva sui prezzi dell’elettricità

Prezzi del gas più alti si traducono quasi meccanicamente in prezzi dell’energia elettrica più sostenuti, e Barclays individua quattro titoli overweight con la maggiore sensibilità a questo tema. Si parte con Rwe (target price 72 euro): crescita degli utili attesa al 12% annuo composto nel periodo 2025-31, contro una media di settore dell’8%. Una variazione di 10 euro per megawattora nei prezzi dell’elettricità di base varrebbe circa il 9% di upside sul target price.

Sse (prezzo obiettivo 2.860 pence): crescita degli utili attesa anch’essa al 12% annuo, trainata dalla base regolata di asset in forte espansione e dalla costruzione del più grande parco eolico offshore al mondo. Engie (target price 31 euro): il broker vede nel titolo francese uno sconto valutativo ingiustificato rispetto ai peer integrati, con una crescita degli utili del 6% attesa fino al 2030. Solaria (target price 24 euro): tra i principali beneficiari, secondo Barclays, dell’esposizione ai data center, con un potenziale aggiuntivo legato a questo segmento stimato in 3,7 euro per azione.

Gtt, Technip e Saipem: i contractor che beneficiano del boom del gnl

Non solo produttori ed energetiche: il report assegna un giudizio positivo esplicito anche ai beneficiari indiretti della crescita del settore, ovvero i fornitori di tecnologia e gli appaltatori specializzati in ingegneria e costruzione di impianti.

Gtt (Gaztransport et Technigaz) è overweight, target price 275 euro: leader globale nelle tecnologie di contenimento per il trasporto di gnl, viene indicata come il modo «a basso rischio» per eccellenza per ottenere esposizione alla crescita del comparto, grazie a una valutazione mista tra flussi di cassa attualizzati (50%) e multipli di mercato (50%). Technip Energies (overweight) è indicata da Barclays come il nome di riferimento del settore tra gli appaltatori, forte dei recenti contratti aggiudicati per i progetti North Field West in Qatar, Commonwealth Lng negli Stati Uniti e Coral Norte in Mozambico, oltre alla tecnologia proprietaria modulare SnapLng.

Saipem (equal weight), che resta in attesa dell’esame Ue sulla fusione con Subsea7, vanta un’esposizione più ampia rispetto ai concorrenti, che spazia da liquefazione e trattamento del gas fino a condotte, sistemi sottomarini e impianti offshore, con contratti recenti in Qatar e una lettera d’intenti sul progetto Rovuma Lng in Mozambico che rafforza la visibilità del portafoglio ordini. Il giudizio rimane comunque neutrale, a fronte di un’esposizione diversificata su più segmenti dell’energia oltre al solo gnl. Maire, invece, resta underweight, nonostante il potenziale di lungo periodo legato all’allargamento del mercato attraverso la controllata Tecnimont, che si affaccia sul gnl come nuovo entrante grazie ad accordi come quello su Argent Lng e alla collaborazione con Baker Hughes su soluzioni di liquefazione modulari e scalabili.(riproduzione riservata)



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