La Commissione presenta lo Space Act, regolamento che norma il settore per renderlo più pulito, sicuro e competitivo. Bruxelles punta così a omogeneizzare le diverse discipline nazionali, un mosaico che frena l’innovazione, riduce la quota di mercato europea e crea costi aggiuntivi.
La presidente Ursula von der Leyen vuole anche migliorare il tracciamento degli oggetti spaziali e limitare i nuovi detriti con l’introduzione di requisiti per lo smaltimento sicuro dei satelliti. L’obiettivo finale invece è aiutare le imprese a espandersi nel mondo e a contrastare il dominio di Elon Musk.
Il primo piano su cui agirà Bruxelles è la sicurezza. «Oggi sono in orbita 11 mila satelliti e ne saranno lanciati altri 50 mila nel prossimo decennio. Allo stesso tempo più di 128 milioni di detriti circolano già nello spazio, aumentando notevolmente il rischio di collisioni», si legge nella nota diffusa dalla Commissione. I detriti potrebbero innescare incidenti a cascata, che renderebbero inutilizzabili le orbite chiave e impedirebbero l’accesso a servizi satellitari vitali.
Lo Space Act punta poi a incrementare la resilienza del settore. Per questo motivo la Commissione impone agli operatori delle valutazioni approfondite del rischio durante l’intero ciclo di vita di un satellite, applicando anche le norme sulla cybersicurezza. Questa misure sono necessarie perché le infrastrutture spaziali «sono sempre più minacciate da attacchi informatici e interferenze elettroniche», che possono portare alla perdita dei satelliti o all’interruzione dei servizi critici.
Per rendere il settore più sostenibile, invece, il regolamento obbliga a misurare l’impatto delle attività spaziali e a gestire le emissioni di Co2 e i detriti. Le regole, chiarisce Bruxelles, «garantiranno dati coerenti e verificati, e incoraggeranno l’innovazione in ambiti come l’assistenza spaziale, per prolungare la vita dei satelliti e ridurre i detriti».
Lo Space Act si applica sia alle risorse spaziali europee e nazionali, sia agli operatori extra-Ue che offrono servizi nell’Ue. I requisiti normativi saranno dosati in base alle dimensioni delle aziende e al livello di maturità dei siti, oltre che ai rischi connessi.
La Commissione si è offerta infine di mitigare i costi potenziali per l’industria, compito che comprende lo sviluppo di capacità, l’accesso agli impianti di prova e l’aiuto agli operatori spaziali (soprattutto startup e pmi) nella preparazione delle domande di autorizzazione.
Il regolamento dovrà essere negoziato con Parlamento Europeo e Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria. «Sta arrivando una rivoluzione spaziale. Il XXI secolo sarà il secolo dello spazio e l’Europa deve essere in prima linea», commenta fiducioso Andrius Kubilius, Commissario per la Difesa e lo Spazio. «Intraprendiamo questo straordinario viaggio per la nostra autonomia, resilienza e competitività». (riproduzione riservata)