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Avio +6% in borsa: perché ha tutte le carte in regola per superare la guidance 2026
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Avio +6% in borsa: perché ha tutte le carte in regola per superare la guidance 2026

11 settembre 2026, 11:20 Ultimo aggiornamento: 11:28

I risultati del primo semestre hanno evidenziato ricavi in crescita a doppia cifra e un backlog sopra 2 miliardi di euro. Intermonte lima il target price, ma conferma outperform

Il titolo Avio balza sul massimo dello scorso 28 agosto a 30,33 euro a Piazza Affari all’indomani dei conti del secondo trimestre del 2026. Alle 11:15 dell’11 settembre segna un +6,75% a 29,99 euro. I ricavi sono cresciuti del 16,3% su base annua a 147,5 milioni di euro (139,7 milioni la stima di Intermonte) grazie alla crescita sia nel business della difesa sia dello spazio.

L’ebitda adjusted si è attestato a 6,5 milioni (-2% anno su anno), solo leggermente inferiore alle attese di Intermonte, mentre la posizione di cassa netta a 537 milioni è risultata leggermente migliore per una diversa distribuzione temporale dei capex. Comunque in calo rispetto ai 592 milioni di fine 2025 per il maggior esborso per il riconoscimento ai fornitori di parte degli anticipi ricevuti nel secondo semestre dello scorso esercizio.

Portafoglio ordini sopra 2 miliardi di euro

Meglio del previsto la raccolta ordini: 80 milioni rispetto ai 52 milioni stimati dalla sim che afferma: «avrebbe potuto essere ancora più elevata considerando che Avio ha ottenuto, dopo la chiusura del trimestre, un ulteriore ordine da 60 milioni di euro legato alla produzione di Vega C». Il portafoglio ordini (backlog) è rimasto sopra 2 miliardi di euro (2,05 miliardi, -3% a livello sequenziale).

Guidance 2026 conservativa

Ancora più importante, il management di Avio ha confermato la guidance 2026 sebbene in precedenza fosse stato dichiarato che «c’è spazio per upside, ma attendiamo informazioni precise prima di farlo»: ricavi +3/+9% anno su anno a 560/590 milioni vs consenso Factset a 597milioni; ebitda adjusted -17/+6% a 29/37 milioni vs consenso a 38 milioni (sconta 7/9 milioni di costi di start-up per il nuovo impianto in Usa, senza i quali la guidance sarebbe 36/46 milioni ovvero -8/+18%) e utile netto -31/+12% a 8/13 milioni vs consenso a 14 milioni. 

«Al mid-point implica una lieve flessione su base annua dei ricavi nel secondo semestre del 2026 nonostante la crescita del 17,5% registrata nel primo semestre, elemento che a nostro avviso riflette il tradizionale approccio prudente del management più che un deterioramento del momentum del business», spiega Intermonte.

Equita resta dell’idea che la guidance 2026 sia conservativa in quanto il secondo semestre implicito a livello di fatturato registrerebbe -8/+2% anno su anno, dopo il +18% nel primo semestre, e l’ebitda adjusted -28/+6% dopo il +7% nel primo. «Per questo confermiamo le stime nella parte alta dell’intervallo della guidance, tranne l’utile netto alzato di 5 milioni solo per maggiori proventi finanziari», afferma Equita che ha ridotto la stima di raccolta ordini 2026 del 13% a 0,65 miliardi, pur restando ben sopra la guidance (0,39-0,52 miliardi). «Questo non cambia l’equity story, ma riteniamo corretto essere più prudenti», spiega la sim.

I driver futuri

Advent, società di private equity statunitense tra i più attivi investitori a livello globale nei settori aerospazio e difesa, espansione negli Stati Uniti e outlook della domanda rimangono per Intermonte i principali driver di valore per la società. A questo proposito il management ha ribadito che la recente operazione con Advent dovrebbe aumentare la flessibilità finanziaria del gruppo e potrebbe accelerare sia i piani di espansione della capacità produttiva sia le iniziative di integrazione verticale.

Sul progetto negli Stati Uniti, è stato confermato che tutte le principali milestone stanno procedendo secondo i piani, con l'acquisizione del sito in Virginia già completata, il team manageriale ormai quasi interamente costituito e l'avvio delle attività di costruzione previsto a breve.

Al contempo, «il tono del management sia sul mercato dello spazio sia sulla difesa è rimasto decisamente costruttivo. Nel settore difesa, la società ha evidenziato come la domanda di motori a propellente solido continui a superare le precedenti assunzioni, con un gap tra domanda e offerta stimato oggi decisamente superiore a quello ipotizzato nell'ultimo piano industriale», precisa Intermonte. Il momentum in Europa è forte e le opportunità negli Stati Uniti stanno aumentando, rafforzando la fiducia in un incremento sostenuto dei volumi produttivi nei prossimi anni.

Le stime e i giudizi degli analisti

Intermonte ha quindi confermato le stime operative sulla società. Le previsioni della sim per il 2026 rimangono invariate a 600 milioni di euro di ricavi e 35 milioni di euro di ebitda adjusted, livelli moderatamente superiori al punto medio della guidance.

«Miglioriamo invece la nostra stima di utile netto per riflettere i maggiori proventi finanziari generati dall'elevata posizione di cassa. È importante sottolineare che le nostre previsioni non includono ancora né l'incasso di cassa legato all'operazione con Advent né la diluizione derivante dalle nuove azioni che saranno emesse a favore di Advent, in attesa del completamento dell'operazione e del soddisfacimento delle relative condizioni sospensive», puntualizza Intermonte che continua a considerare Avio uno dei nomi più interessanti per esporsi alla crescita strutturale dei settori spazio e difesa in Europa.

Banca Akros parla di «risultati in linea con le aspettative» con il dato leggermente più basso delle attese relativo ai nuovi ordini e al portafoglio ordini compensato dai 60 milioni di euro di nuovi ordini acquisiti a luglio, relativi ai contratti di produzione per Vega C. mentre l’utile netto più elevato a 9,6 milioni nel primo semestre ha beneficiato di 3,3 milioni di voci una tantum, probabilmente riconducibili ad alcune plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni.

Banca Akros si è soffermata soprattutto sul portafoglio ordini nel settore difesa pari a 675 milioni con nuovi ordini per 109 milioni nel primo semestre, mentre i ricavi del settore hanno raggiunto 50 milioni (+25%). «Nonostante i ricavi nel settore difesa siano ancora penalizzati, il book-to-bill ratio è superiore a 2x, evidenziando una dinamica molto solida degli ordini rispetto ai ricavi», nota Banca Akros.

Negli Stati uniti sono ancora in corso le trattative con il cliente statunitense per saturare la capacità del nuovo stabilimento dedicato alla difesa. Esiste quindi una concreta possibilità che i primi ordini vengano inizialmente prodotti in Italia. «Questo potrebbe sostenere la redditività di Avio, in particolare nel 2027 e nel 2028.

E per quanto riguarda la divisione spazio, la scelta di SpaceX di internalizzare/coprire direttamente la propria capacità di lancio sembra ormai confermata, mentre numerosi operatori di piccoli satelliti stanno ora richiedendo capacità di lancio in Europa. Questo fenomeno, insieme a una domanda europea istituzionale e commerciale che potrebbe risultare superiore alle attese, potrebbe migliorare la redditività dell'intero settore, prevede Banca Akros.

Nel frattempo la domanda di capacità di lancio in Europa, superiore alle attese, dovrebbe sostenere un aumento della frequenza dei lanci sia di Ariane 6 sia di Vega C. «È probabile che l'Agenzia Spaziale Europea stanzi ulteriori finanziamenti per sostenere l'espansione delle infrastrutture di lancio esistenti; tali finanziamenti potrebbero essere annunciati a breve. Attualmente», fa presente Banca Akros, «i piani di lancio prevedono 8-10 lanci all'anno per Ariane 6 e 3-4 lanci all'anno per Vega C».

Intermonte ha ridotto il target price sull’azione Avio da 42 euro a 39 euro (rating outperform), ma esclusivamente per il de-rating dei multipli di mercato del settore. Equita ha un rating hold e un prezzo obiettivo a 45 euro, mentre Banca Akros ha buy con un prezzo obiettivo a 40 euro. Il consenso Bloomberg vede 3 rating buy, 3 hold e 0 sell con un target price medio a 39,10 euro (+30,9% di potenziale upside).

(riproduzione riservata)



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