Il presidente Donald Trump ha minacciato di raddoppiare gli attuali dazi commerciali universali, portandolo dal 10% al 20%, sostenendo che i record raggiunti dai mercati azionari dimostrano che le aliquote non stanno danneggiando l’economia globale. Tuttavia, la reazione dei mercati finanziari inizia a esser negativa, alimentando la paura di uno storno a breve
In un’intervista rilasciata giovedì alla Nbc, Trump ha dichiarato di valutare una tariffa fissa tra il 15% e il 20% su tutte le importazioni, ben oltre le aspettative degli analisti. L’annuncio segue nuove imposte su beni canadesi per il 35% e un aumento improvviso al 50% dei dazi sul Brasile e sul rame. «Penso che i dazi siano stati accolti molto bene» ha detto Trump. «La borsa oggi ha toccato un nuovo massimo».
Alla notizia, i mercati azionari asiatici, seppur più esposti all’export, sono riusciti a chiudere in rialzo, mentre l’Europa è più volatile e venerdì 11 luglio viaggia in calo. La reazione moderata degli investitori mostra quanto i mercati sembrino quasi assuefatti ai rischi legati ai dazi. L’indice della volatilità Cboe Vix — che misura le aspettative di turbolenza sull’azionario Usa — è ai minimi da febbraio, mentre la volatilità sui titoli di Stato americani ha toccato il livello più basso dal 2022. Nel frattempo, l’S&P 500 ha segnato un nuovo record assieme al Nasdaq, così come il Bitcoin, considerato un barometro del rischio.
Secondo Hebe Chen, analista di Vantage Markets, i mercati stanno scontando uno scenario troppo ottimistico, ipotizzando un atterraggio morbido dell’economia e una facile risoluzione delle tensioni commerciali.
«Massimi storici e un Vix così basso indicano che i mercati hanno già incorporato uno scenario perfetto — ma è fuori sincrono con la realtà economica. Una correzione è assolutamente possibile, considerando che l’S&P 500 è bloccato in territorio di ipercomprato».
Anche il ceo di JPMorgan Chase, Jamie Dimon, si è detto preoccupato: secondo lui, gli investitori stanno sottovalutando i rischi reali derivanti dall’escalation dei conflitti commerciali.
Le dichiarazioni di Trump concludono una settimana densa di annunci sui dazi. Dopo aver imposto a sorpresa un’imposta del 50% sul Brasile, che solo ad aprile aveva ricevuto l’aliquota base del 10% nella cosiddetta «Giornata della Liberazione», il presidente ha colpito anche il Canada, con nuove imposte del 35% su alcune categorie di beni.
Secondo fonti della Casa Bianca di Blomberg e Cnbc, comunicazioni verso l’Unione Europea sono attese a breve. L’amministrazione Trump sembra determinata a spingere su una strategia protezionista su scala globale, alimentando l’incertezza nei mercati e le tensioni con partner storici. (riproduzione riservata)